Piani di sviluppo rurale a rilento. Difficoltà e ritardi rischiano di penalizzare le imprese agricole Invito alle Regioni ad accelerare la spesa

15/ott/2009 12.09.52 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Piani di sviluppo rurale a rilento. Difficoltà e ritardi
rischiano di penalizzare le imprese agricole
Invito alle Regioni ad accelerare la spesa
                                                                                                        
Il presidente della Cia Giuseppe Politi, pur consapevole dei problemi posti dalle nuove sfide dell’ Health check della Pac, chiede un’azione più rapida che consenta l’erogazione di finanziamenti indispensabili per rilanciare la competitività aziendale. In Italia lo stato di avanzamento del programma è all’8,8 per cento contro una media europea che si avvicina al 15 per cento.
 
“I Piani di sviluppo rurale vanno a rilento e questo rischia di mettere in difficoltà il sistema imprenditoriale, a cominciare da quello agricolo. Per questo motivo invitiamo le Regioni ad accelerare le spese proprio per garantire alle aziende gli strumenti necessari per gli investimenti e la competitività”. A sostenerlo è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi preoccupato per l’insufficiente avanzamento dei programmi, specie nel Mezzogiorno.
“Gli ultimi dati disponibili, relativi al 30 giugno 2009, confermano le nostre preoccupazioni, più volte denunciate. L’insieme dei Psr italiani -aggiunge Politi- ha raggiunto un livello di spesa pari all’8,8 per cento contro una media europea che si avvicina al 15 per cento. Ma ci sono paesi come la Francia e la Germania, che hanno raggiunto, rispettivamente, il 27,8 per cento e il 26,9 per cento. Un divario troppo accentuato che è necessario al più presto colmare per evitare che ulteriori ritardi comportino problemi al mondo imprenditoriale”.
“Comprendiamo che le Regioni si siano trovate ad affrontare difficoltà determinate in particolare, dalle nuove sfide dell’Health check della Pac. Non secondario è il problema posto dall’apparato burocratico che, purtroppo, comporta ritardi e lungaggini. Le stesse misure per gli investimenti aziendali e per la programmazione di filiera sono sottoposte ad un processo complesso e farraginoso, fatto di procedure amministrative che, in molti casi, rischiano di far saltare i progetti imprenditoriali. Tutto ciò, pur importante al fine di una valida spesa da parte delle Regioni, non deve essere un alibi per non procedere in maniera adeguata”.
“Soprattutto in una fase in cui le imprese agricole sono alle prese con alti costi produttivi, contributivi e burocratici, con prezzi in caduta libera e con un accesso al credito molto difficoltoso, con il taglio dei Fondi per le aree sottoutilizzate (fas), sarebbe importante -sottolinea il presidente della Cia- che, attraverso i Psr, si rendessero disponibili finanziamenti che garantiscano agli agricoltori le opportune condizioni per operare sul mercato con la dovuta efficacia. Da qui l’invito alle Regioni a fare il massimo sforzo possibile per superare le attuali problematiche e procedere con la necessaria speditezza”
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