Halloween: per le zucche crollo dei prezzi sui campi, ma le vendite s’annunciano in calo. Anche quest’anno non sarà “business stregato”

28/ott/2009 13.11.42 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Halloween: per le zucche crollo dei prezzi sui campi, ma le vendite s’annunciano in calo. Anche quest’anno non sarà “business stregato”
 
La Cia sottolinea che le difficoltà economiche avranno effetti negativi su questa particolare festa di origine anglosassone. Gli acquisti di zucche dovrebbero scendere tra il 3 e il 5 per cento nei confronti dello stesso periodo del 2008. Stabili o in lieve crescita solo quelle grandi e ornamentali. Gli oltre 8 milioni appassionati della “notte delle streghe” spenderanno attorno ai 280 milioni di euro, con un calo del 5 per cento rispetto all’anno passato.
 
Anche quest’anno s’annuncia un Halloween in tono minore. E, quindi, le difficoltà congiunturali non risparmieranno neppure le zucche nostrane. Le vendite di questo particolare prodotto agricolo, nonostante i prezzi sui campi siano diminuiti rispetto al 2008, non dovrebbero registrare aumenti in coincidenza di tale ricorrenza. Anzi, si annuncia un calo tra il 3 e il 5 per cento nei confronti dello stesso periodo dello scorso anno. Forse qualche eccezione dovrebbe registrarsi per le zucche decorative che potrebbero segnare una sostanziale stabilità o al massimo una crescita molto lieve, attorno all’1,5 per cento. A segnalarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale non sarà molto alta la febbre per la “notte delle streghe”.
Dunque, anche il 2009, vista la crisi economica che continua a tagliare i bilanci familiari, non segnerà il solito “business stregato”. Gli oltre 8 milioni appassionati di questa festa di origine anglosassone si troveranno costretti a spendere di meno. Saranno ridimensionati i consumi di un fenomeno commerciale che negli anni è entrato prepotentemente nel nostro costume. Si dovrebbe spendere attorno ai 280 milioni di euro, con un calo del 5 per cento nei confronti dell’anno passato. Una flessione sia sul fronte degli acquisti di costumi, degli oggetti per addobbi, delle maschere che delle cene nei locali tra il 31 ottobre e il primo novembre prossimi.
La produzione nazionale di zucche -ricorda la Cia- si attesta attorno ai 58-60 milioni di chili, il cui consumo si spalma durante tutto l’anno. Al di là della crisi, comunque, Halloween ha sempre inciso poco sul mercato. Negli anni passati, tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre si sono avuti aumenti non significativi delle vendite. Soltanto quelle decorative hanno messo a segno incrementi, ma queste vengono utilizzate soprattutto nei locali e pochissimo nelle case, come invece avviene negli Stati Uniti e in molti paesi dell’Europa del Nord, dove è nata questa particolare festa.
La zucca -sottolinea la Cia- è di origine americana. Insieme alla patata e al pomodoro, è stato uno dei primi ortaggi importati dopo la scoperta dell'America. La coltivazione nazionale copre complessivamente una superficie di duemila ettari di terreno. Essi si trovano in Lombardia (Mantova, Cremona, Brescia), in Emilia-Romagna (Ferrara), in Veneto (Venezia) e nella Campania. Sono prodotti destinati al consumo alimentare. Negli ultimi anni è cresciuta la coltivazione di varietà di zucche a scopi ornamentali (possono pesare anche dai 300 ai 400 chili), vendute soprattutto per la festa di Halloween.
La zucca -sostiene la Cia- ha un elevato contenuto d'acqua (94 per cento). E’ buono il contenuto di vitamina A (carotene) e di alcuni sali minerali (fosforo in particolare), discreto quello delle vitamine B, C e di potassio. Ha un buon potere glucidico e notevole è anche la presenza di fibre.
Tra le varietà da essa derivate, le più note -dice la Cia- sono la "Napoletana", a peponide verde chiaro, la "Zucca a Turbante", così chiamata per la sua caratteristica forma, la "Grigia di Boulogne" e la "Marina di Chioggia " (Zucca Barucca). La seconda, conosciuta anche come "zucca pepona" o "zucca torta" -frutti oblunghi, arcuati, rigonfi alle estremità, con peduncoli a sezione pentagonale- è di colore verde scuro o arancione ed ha polpa dolce e tenera. Le sue varietà più comuni sono: la "Piena di Chioggia" e la "Piena di Napoli".
Molti imprenditori agricoli -in particolare donne- in Italia si sono impegnati nella conservazione di alcune varietà tradizionali, come la zucca “Marina di Chioggia” del Veneto, la “zucca violina” della Valle del Mezzano a Ferrara, la zucca di Castellazzo Bormida in Piemonte e la “zucca lardaia” di Siena.
 
 
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