Bandiera Verde 2009: una vera “caccia al tesoro” alla scoperta di tutte quelle “perle” del made in Italy che hanno un valore di 5 miliardi di euro

11/nov/2009 11.30.52 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Bandiera Verde 2009: una vera “caccia al tesoro” alla scoperta di tutte quelle “perle” del made in Italy che hanno un valore di 5 miliardi di euro
Il premio, conferito alle “eccellenze” agricole, all’innovazione, alla tradizione e ai comportamenti virtuosi, rivela una agricoltura dall’ enorme potenziale. Un punto fermo per ripartire e sviluppare indotto e redditi nonostante la crisi.
Non c’è solo l’Italia del Colosseo, dei musei, dei poeti, dei santi e navigatori, ma anche l’Italia della ”vinosophia”, della “solidarietà rurale”, del “tartufo coltivato” e della Provincia a “immondizia zero” E’ quanto emerge dalla fotografia scattata dal premio “Bandiera Verde Agricoltura 2009”, promosso dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, che oggi a Roma, presso la Residenza di Ripetta, è stato consegnato a venti “campioni” dell’agricoltura sostenibile, dell’innovazione, dell’originalità, dell’ingegno, della tradizione, della qualità.
Tra gli insigniti del premio, giunto alla sua settima edizione, c’è chi ha riscoperto i vantaggi del mulino a acqua, dieci nuove essenze dei fiori di Bach, la cera d’api per i set cinematografici, la musica da “stalla”, il vino senza solfiti e le api che, invece di pungere, si fanno coccolare.
Quindi, anche se il contesto generale del Paese respira una persistente crisi, c’è chi nell’agricoltura e nel territorio rurale, cerca, e spesso trova, energie per superare l’empasse e creare situazioni di reddito e sviluppo. La nuova tendenza, che emerge dal profilo dei premiati di “Bandiera Verde”, è quella di sfruttare anche l’indotto generato da un’agricoltura funzionale ad un nuovo modello di turismo.
Il turismo enogastronomico e rurale in Italia, infatti, continua il suo trend positivo con un giro di affari calcolato in più di 5 miliardi di euro, e attualmente rappresenta uno dei veri "motori" della vacanza “made in Italy”.
D’altronde, proprio gli “enogastronomi”, in giro per l'Italia, pongono come motivazione principale la ricerca di cibi buoni, affrontano vacanze, da 3 a 5 notti, ma ben organizzate, privilegiando agli interessi particolari dall'enogastronomia di tendenza quella di uno specifico territorio, dal wellness allo shopping, al collezionismo per esplorare nuove destinazioni e aumentare le motivazioni di viaggio.
A conferma della domanda internazionale di turismo rurale in Italia, fortemente in crescita, sono i dati provenienti dalla Biteg 2009 (Borsa internazionale del turismo enogastronomico). I "compratori" più numerosi sono stati gli operatori scandinavi, sempre più interessati ai “tour culturali” dedicati alla scoperta del territorio; il trend generale mostra la crescita del turismo rurale in Italia, così come l'abbinata “wellness” e sport all'enogastronomia si conferma volano di un nuovo turismo, sinonimo del viaggiare tranquilli per l’Italia, contro le vacanze frenetiche.
Ciò significa che -avverte la Cia- valorizzare il comparto gastronomico significa valorizzare la cultura italiana dell'enogastronomia, rafforzando il valore dei prodotti locali e l'identità culturale nazionale.
Ma dai “curriculum” dei premiati con “Bandiera Verde” per il 2009 -sottolinea la Cia- emerge anche un altro interessante elemento: “la solidarietà rurale”. Sono diversi gli esempi del settore dove un imprenditore giunge in soccorso di un collega in difficoltà, come è successo in Calabria, in cui un’ azienda di trasformazione agrumicola, con 350 dipendenti, viene devastata dalle fiamme e trova ospitalità in una vicina azienda. E questo ha consentito di non bloccare la produzione, tutelare i posti di lavoro e poter ricostruire contestualmente l’azienda danneggiata.
“Bandiera Verde”, dal 2003 ad oggi, sventola in 132 tra aziende, comuni, province e parchi. Comunque, i “virtuosi” che la meriterebbero nel nostro Paese sono più di 17.000. Tra le regioni più attive nel 2009, nell’ambito degli aspiranti alla “Bandiera Verde”, si segnalano il Trentino, l’Emilia Romagna, Liguria e Calabria. Bene anche Puglia, Umbria e Toscana che con le Marche continuano a confermare un ruolo di leadership in questo particolare segmento.
 
 
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