Crisi dell'agricoltura: la protesta s’allarga a macchia d'olio in tutto il Paese. Lavorare per una grande manifestazione nazionale unitaria se non ci saranno risposte positive da governo e Parlamento

Il 13 novembre si scende in piazza a Milano, il 16 novembre a Perugia e il 17 novembre a Napoli.

12/nov/2009 11.01.01 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Crisi dell'agricoltura: la protesta s’allarga a macchia d'olio in tutto
il Paese. Lavorare per una grande manifestazione nazionale unitaria
se non ci saranno risposte positive da governo e Parlamento

 
Questo è quello che chiede la quasi totalità degli agricoltori italiani
 
La mobilitazione della Cia continua a svilupparsi. Concordate e promosse sul territorio numerose iniziative con altre organizzazioni. Il 13 novembre si scende in piazza a Milano, il 16 novembre a Perugia e il 17 novembre a Napoli. Per le imprese lo scenario si fa sempre più grave. Subito interventi concreti per fronteggiare l’impennata dei costi e il crollo dei prezzi sui campi.
 
La protesta degli agricoltori si sta allargando a macchia d’olio in tutto il Paese. La mobilitazione decisa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori sta sviluppando numerose iniziative sul territorio, anche concordate e promosse con altre organizzazioni. E si sta lavorando per una grande manifestazione unitaria a livello nazionale se non ci saranno risposte positive da governo e Parlamento. D’altra parte, è questo quello che chiede la quasi totalità degli imprenditori agricoli italiani. Intanto, sono in programma tre importanti appuntamenti interregionali a Milano (domani venerdì 13 novembre), a Perugia (il 16 novembre) e a Napoli (il 17 novembre) che vedranno coinvolti migliaia di produttori che scenderanno in piazza per sollecitare immediati e concreti interventi a sostegno delle loro imprese sempre più assillate da pesanti costi, da un’asfissiante burocrazia e da un crollo dei prezzi sui campi.
Una situazione allarmante confermata dalle stime dell’annata agraria appena chiusa, che vede -afferma la Cia- una caduta della produzione (meno 4 per cento) e del valore aggiunto agricolo (meno 5,2 per cento). Un vero “profondo rosso” che sta falcidiando i redditi degli agricoltori e che rischia di mettere fuori mercato, e in tempi molto brevi, migliaia di imprese.
Le iniziative di protesta avviate dalla Cia sul territorio nazionale, anche insieme ad altre organizzazioni, vogliono richiamare l’attenzione sui gravissimi problemi del mondo agricolo italiano che sta subendo drammaticamente i pesanti colpi di una crisi che si prevede ancora molto lunga e difficile.
Per questo motivo -ribadisce la Cia- servono subito misure straordinarie e concrete per fronteggiare un’emergenza che può trasformarsi in un tracollo che avrebbe conseguenze disastrose non solo per l’agricoltura, ma per l’intera economia nazionale.
Lo scenario -si rileva nel documento elaborato dalla Cia per la mobilitazione- è reso ancora più complesso dalla mancanza di una politica mirata a sostegno dell’agricoltura. Da parte del governo continua ad esserci una scarsissima attenzione nei confronti del settore primario. Pochi e totalmente insufficienti sono i provvedimenti approvati in questi ultimi mesi. Nessuna misura è riuscita ad incidere positivamente sull’imprenditoria agricola. La legge finanziaria per il 2010 addirittura toglie risorse importanti al settore (meno 550 milioni di euro).
Un altro elemento destabilizzante -si legge nel documento Cia- è caratterizzato, in particolare, della mancanza del finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. Le tante, troppe promesse del governo sono rimaste, purtroppo, tali.
 
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