Finanziaria: sull’agricoltura proprio non ci siamo

Finanziaria: sull'agricoltura proprio non ci siamo Finanziaria: sull'agricoltura proprio non ci siamo Il presidente della Cia Giuseppe Politi giudica insufficienti i finanziamenti per il Fondo di solidarietà per le calamità naturali previsti da un emendamento del governo.

01/dic/2009 16.23.06 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Finanziaria: sull’agricoltura proprio non ci siamo
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi giudica insufficienti i finanziamenti per il Fondo di solidarietà per le calamità naturali previsti da un emendamento del governo. Rimane scoperto tutto il 2009. Le notizie sul recupero di risorse dallo scudo fiscale non ci appaiono concrete e serie. La mobilitazione continuerà sull’intero territorio nazionale. Rinnovata la richiesta della dichiarazione dello stato di crisi e della convocazione del Tavolo agroalimentare.
 
”Proprio non ci siamo”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta la proposta governativa, inserita con un emendamento alla legge finanziaria per il 2010, sul finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale sulle calamità naturali e le notizie per un possibile utilizzo di alcune risorse provenienti dallo scudo fiscale per misure a sostegno dell’agricoltura.
“I finanziamenti per il Fondo -aggiunge Politi- sono totalmente insufficienti. L’emendamento del governo alla manovra economica per il prossimo anno (51,9 milioni di euro per il 2010 e 16,7 milioni di euro per ciascun anno del biennio 2011 e 2012), attualmente in discussione dalla Camera, non è quello che ci aspettavamo. Sono interventi che non danno risposte valide. Oltretutto, viene escluso il pregresso. Così il 2009 resterà completamente scoperto”.
Per quanto riguarda le risorse dallo scudo fiscale, “è una tesi -sottolinea il presidente della Cia- non accettabile. Nessun buon padre di famiglia subordina spese dovute ad entrate incerte”.
“Stesso discorso per la fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna. La proroga al 31 luglio 2010 -avverte Politi- non risolve i gravissimi problemi delle imprese che, purtroppo, continuano a crescere. Oltretutto, non siamo in presenza di ‘soldi veri’ per l’agricoltura. Sono risorse che vengono sottratte da altre ‘voci’ già destinate al settore. Insomma, da una parte si dà e dall’altra si toglie.. Il classico gioco delle tre carte, al quale non ci prestiamo nella maniera più assoluta”.
“Ancora una volta il governo -rimarca il presidente della Cia- pare non abbia compreso la gravità della situazione dell’agricoltura italiana. Le aziende sono alle prese con una crisi profonda, con insostenibili costi produttivi, contributivi e burocratici e con prezzi sui campi in caduta verticale. Agli altri settori si guarda con più attenzione. In questi mesi sono state adottate misure anche importanti, mentre per il mondo agricolo continua ad esserci una vera e assurda discriminazione”.
“Non a caso, abbiamo chiesto al governo -rileva Politi- di dichiarare lo stato di crisi del settore e di convocare al più presto il Tavolo agroalimentare. Ma, al momento, non c’è stata data alcuna risposta. Gli agricoltori sono esasperati. Un profondo e diffuso malessere serpeggia nelle campagne. C’è molta tensione. E’ a rischio lo stesso ordine pubblico. Per questo chiediamo interventi straordinari e concreti”.
“Ecco perchè la nostra mobilitazione -annuncia il presidente della Cia- proseguirà nei prossimi giorni, anche con iniziative con altre organizzazioni. In queste settimane la protesta si è sviluppata in tutto il Paese. Il governo deve capire che non c’è tempo da perdere. Servono immediate misure. Lo scorso anno 30 mila imprese agricole sono state costrette a chiudere. Senza una strategia mirata, altre migliaia di imprese cesseranno l’attività nel giro di pochi mesi. Bisogna, quindi, fare presto e soprattutto con la massima concretezza”.
 
 
 
 
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