Natale: cresce la spesa in campagna. Oltre 8 milioni di italiani compreranno dagli agricoltori per imbandire le tavole delle feste. Si risparmia oltre 30 per cento

Si risparmia oltre 30 per cento Il progetto "La spesa in campagna" della Cia, al quale hanno già aderito circa 10 mila imprese, comincia a dare positivi risultati.

02/dic/2009 10.58.03 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Natale: cresce la spesa in campagna. Oltre 8 milioni
di italiani compreranno dagli agricoltori per imbandire
le tavole delle feste. Si risparmia oltre 30 per cento
 
Il progetto “La spesa in campagna” della Cia, al quale hanno già aderito circa 10 mila imprese, comincia a dare positivi risultati. Per le prossime festività si prevede un aumento del 10 per cento degli acquisti rispetto allo scorso anno. La vendita diretta in fattoria può arrivare a coprire il 5 per cento dell’intero mercato della distribuzione. Dal campo alla tavola senza intermediari e nessun rischio di speculazioni o di rincari artificiosi. Le fattorie possono essere raggiunte facilmente anche con l’utilizzo dei navigatori satellitari. Oltre il 70 per cento degli italiani ripone molta fiducia in questo tipo di acquisto, che garantisce qualità e freschezza dei prodotti.
 
A Natale cresce (più 10 per cento rispetto allo scorso anno che già aveva registrato un andamento positivo) la spesa in campagna ed è assicurato un risparmio fino al 30 per cento. Dalle verdure alla frutta, dal latte fresco ai formaggi stagionati, al vino, dall’olio d’oliva al pane, alla pasta, ai dolci fatti in casa, dalle marmellate alle conserve, dai salumi alle mozzarelle. In fattoria si acquista a prezzi molto più contenuti rispetto a quelli praticati nei supermercati, nei mercati rionali, nei negozi tradizionali, ma, soprattutto, c’è la garanzia della qualità e della freschezza. Una scelta sulla quale è d’accordo oltre il 70 per cento degli italiani. E in vista delle prossime feste si prevede che più di 8 milioni di nostri connazionali si recheranno presso queste aziende per comprare prodotti con i quali imbandire le tavole dalla vigilia di Natale al giorno dell’Epifania. E’ quanto segnala la Cia-Confederazione italiana agricoltori che promosso il progetto “La spesa in campagna”, una rete di aziende che vendono direttamente ai cittadini e possono essere facilmente raggiunte con l’auto, anche attraverso l’ausilio del navigatore satellitare.
Attualmente alla rete fanno capo circa 10 mila aziende agricole sparse sull’intero territorio nazionale e nel giro di pochi anni -rileva la Cia- possono triplicare. Un progetto molto importante che può svilupparsi in maniera adeguata. Attualmente la spesa in campagna non ha i numeri della grande distribuzione, nè dei negozi e dei mercati. Però, questo tipo di vendita diretta può arrivare a coprire il 5 per cento dell’intero mercato.
Oggi andare in campagna a fare acquisti permette, d’altra parte, risparmi significativi per i consumatori. Se, ad esempio, si spendono 100 euro di prodotti alimentari, c’è un taglio netto di 30 euro rispetto alla tradizionale catena distributiva. E se anche si aggiunge il costo della benzina, in media 5 euro, la visita alla fattoria consente, complessivamente, una minore spesa di 25 euro. E di questi tempi -rileva la Cia- non è sicuramente poco.
Per le feste natalizie si preannuncia, quindi, un vero record di presenze per le compere in fattoria. Negli anni passati abbiamo assistito ad un trend crescente. Ma oggi, davanti alla crisi economica e alla minore disponibilità finanziaria degli italiani, l’obiettivo della campagna si consolida ulteriormente. Saranno, infatti, molte le famiglie che si recheranno in questi giorni presso i punti vendita degli agricoltori. Un fenomeno che -sottolinea la Cia- è alquanto uniforme nell’intero Paese. Dal Nord al Centro, al Sud si registrano risultati lusinghieri.
E così la vendita in azienda agricola si rivela un chiaro esempio di filiera cortissima, direttamente dal produttore al consumatore, che porta, dunque, vantaggi reciproci per ambedue le parti. Un’iniziativa estremamente valida per integrare in modo adeguato il reddito delle piccole e medie aziende agricole (alle prese con una situazione assai difficile, fatta di alti costi e di prezzi in caduta libera), specialmente quelle che si trovano in zone montane, collinari e periurbane. Nello stesso tempo per i cittadini rappresenta un’occasione ideale per acquistare prodotti freschi e di qualità a costi contenuti.
D’altronde, una filiera lunga e complessa comporta una spesa maggiore per i cittadini. Oggi i prezzi dei prodotti, nel loro viaggio dal campo alla tavola, subiscono, proprio a causa dei troppi passaggi e dei troppi intermediari, aumenti che possono arrivare, in alcuni casi, anche al 900 per cento. E questo si riflette in maniera negativa per le tasche degli italiani che per acquistare anche prodotti di prima necessità sono costretti a fronteggiare continui e insostenibili aumenti.
Acquistare, ad esempio, frutta e verdura in campagna si rivela un vero affare per i consumatori. Il risparmio -dice la Cia - si aggira attorno al 40 per cento (con punte anche del 45 per cento) nei confronti dei tradizionali canali di vendita. Stesso discorso per il vino e l’olio d’oliva, i cui prezzi si riducono del 25-30 per cento. Listini contenuti pure per formaggi e salumi, rispettivamente, meno 20 e 25 per cento.
Con il progetto ”La spesa in campagna”, che ha un proprio marchio registrato ed un sito internet www.laspesaincampagna.net dove poter consultare le varie aziende e scaricare anche il software per la navigazione Gps, si punta a favorire l’incontro tra città e campagna, attraverso la valorizzazione dei territori rurali. Non solo. E’ una risposta alle esigenze più volte espresse dai cittadini di voler acquistare prodotti agricoli a prezzi ragionevoli. Cosa che nelle fattorie è oggi possibile.
L’efficacia della spesa in campagna è dimostrata anche dagli orientamenti dei cittadini che, secondo i risultati di un’indagine della Cia, hanno dimostrato fiducia (appunto, oltre il 70 per cento) nei confronti degli imprenditori e negli acquisti direttamente in fattoria. Fiducia di gran lunga superiore a quella accordata ai negozi tradizionali (60 per cento), alla grande distribuzione (59 per cento) e agli hard-discount (36 per cento).
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