Finanziaria: una “scatola vuota” per l’agricoltura. Serve un’azione unitaria per far sentire la “voce” dei produttori

Da tempo -avverte Politi- chiediamo che si intervenga in maniera concreta.

02/dic/2009 15.54.59 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Finanziaria: una “scatola vuota” per l’agricoltura. Serve
un’azione unitaria per far sentire la “voce” dei produttori
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi rinnova l’appello affinché si attivino interventi concreti. “Le nostre preoccupazioni sono oggi condivise anche da altri”. “Questo significa che l’allarme lanciato era qualcosa di concreto”. La mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni.
 
“Ormai siamo alla presa in giro. La finanziaria rischia di divenire una ‘scatola vuota’ per l’agricoltura. Gli emendamenti relativi al Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali comprendono risorse totalmente insufficienti per le imprese. Oltretutto, resta scoperto il 2009. La manovra non contiene, poi, alcuna misura di reale sostegno per i produttori agricoli che sono alle prese con una situazione di grave emergenza. La stessa proroga al 31 luglio 2010 della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna è ridicola. Serve poco e nulla. Sembra che non si capisca l’emergenza drammatica del settore primario. Per questo rinnoviamo l’appello ad un’azione unitaria del mondo agricolo per far sentire forte la ‘voce’ degli agricoltori italiani che non possono continuare ad operare nel disagio più profondo e tra innumerevoli difficoltà”. E’ quanto sottolineato dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi preoccupato per l’iter che sta assumendo la finanziaria per il prossimo anno che dimentica i pressanti problemi delle aziende agricole.
“Non è da oggi che segnaliamo uno stato allarmante del settore primario. Da tempo -avverte Politi- chiediamo che si intervenga in maniera concreta. Dal governo, purtroppo, soltanto un silenzio assordante. Per gli altri comparti produttivi si trovano risorse, mentre si lascia l’agricoltura abbandonata a se stessa, con i suoi innumerevoli problemi”..
“Siamo stati i primi -aggiunge il presidente della Cia- a denunciare il coma profondo dell’agricoltura. E ora non siamo più i soli. Altri si sono aggiunti al coro di protesta e di malcontento. E questo ci conforta. Significa che le nostre preoccupazioni sono realmente concrete. Allora, crediamo che sia giunto il momento di unire le forze e far pesare sulle scelte politiche le esigenze degli imprenditori agricoli che non possono essere considerati lavoratori di serie ‘B’. Vogliamo la giusta considerazione”.
“La nostra mobilitazione, quindi, proseguirà. Abbiamo in programma nuove iniziative di protesta, anche con altre organizzazioni. E se si aggiungeranno altri ancora vuol dire che la nostra azione è tutt’altro che campata in aria. Rinnoviamo, dunque, l’invito affinché nella finanziaria si introducano misure efficaci, si dichiari lo stato di crisi del settore e si convochi al più presto il Tavolo agroalimentare. Bisogna operare in tempi rapidi. Altrimenti -conclude Politi- c’è il fondato pericolo di un tragico tracollo”.
 
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