PRECARI DELL'INAF
Immaginiamoci un'ottantina di impiegati amministrativi che operano, gomito a gomito, nei locali al secondo e terzo piano di un'antica villa di Roma,dove si svolgono quotidianamente riunioni anche simultanee di organismi istituzionali anche molto numerosi (consiglio scientifico, riunioni dei direttori delle strutture,consiglio d'amministrazione,ecc. ). Immaginiamoci anche che, per un pericolo incombente (di questi tempi non bisogna meravigliarsi di niente )i locali summenzionati dovessero essere evacuati da tali persone. Immaginiamoci infine che la via di fuga sia rappresentata da una vecchia, scomodissima scaletta a chiocciola. Cosa succederebbe in questo caso? E di chi sarebbe la responsabilità per gli eventuali, prevedibili tragici eventi?
La realtà che descriviamo, chiaramente, non è prevista dalle leggi vigenti sulla sicurezza: solo un incosciente darebbe l'autorizzazione al determinarsi di tale situazione. Invece a Villa Mellini,a Monte Mario, sede del Museo Astronomico e Copernicano di Roma, tutto ciò accade normalmente e quotidianamente col beneplacito delle autorità compiacenti e incompetenti ( il ministro Letizia Moratti qualche tempo fa ha fatto finta d'intervenire, ma trattandosi probabilmente di un ente dove proliferano elettori del suo partito,alle parole non ha fatto seguire alcun fatto ).E' superfluo ricordare la latitanza (dopo romboanti dichiarazioni di difesa del Museo ) anche del municipio XVII. L' Istituto Nazionale di Astrofisica
( INAF ) fa orecchi da mercante nei confronti dei cittadini di Roma che rivogliono il loro Museo e anzi, gira voce che potrebbe addirittura trovare appoggio presso il ministro dei beni culturali Buttiglione,per il trasferimento a breve degli oggetti e cimeli museali nella sede dell'osservatorio astronomico di Monteporzio Catone. E' un colpo di coda della precarietà: PRECARI I LOCALI DI VILLA MELLINI, PRECARI MOLTI COLLABORATORI DELL'INAF, PRECARIO LO STESSO ISTITUTO NAZIONALE DI ASTROFISICA, PRECARI I DUE MINISTRI MORATTI E BUTTIGLIONE CHE PRESTO I CITTADINI ITALIANI RIMANDERANNO VOLENTIERI A CASA.
Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea