Napoli - Il racket dei cani di razza. Business milionario di gang italo-albanese

06/dic/2009 19.11.07 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
I cani da guardia li rubano a Napoli, a Marechiaro e al Vomero. Quelli da caccia ad Acerra, ma soprattutto in provincia di Caserta, dove esistono le maggiori aziende venatorie della regione. Campane e toscane sono le organizzazioni criminali che esportano nei paesi dell’Est gli animali più pregiati sequestrati durante le battute di caccia. Sono vere e proprie associazioni a delinquere, con ramificazioni all’estero, che gestiscono un giro di affari che nella sola area metropolitana, e fino al Garigliano, è stimato oltre un milione di euro l’anno. Denaro al quale vanno aggiunti i profitti dei «cavalli di ritorno», furti con successiva richiesta di riscatto, che sfuggono alle statistiche e alle stime.

Se c’è una costante, nel fenomeno, è la denuncia tardiva fatta dalle vittime: la speranza, prima di dare l’allarme, è quella di ricevere la telefonata giusta, pagare e tornare a casa con il proprio cane. Chi lo ha fatto, racconta di esperienze terribili: «Quando mi hanno ! rubato il cane, ho ricevuto telefonate anonime con le quali l’interlocutore mi ha guidato fino a farmi raggiungere una località della Toscana. Ho pagato la tangente, sono stato minacciato. ”Sappi che per i cani si ammazza”, mi hanno detto. Quando hanno visto che ero effettivamente molto spaventato, mi hanno restituito il cane».

Se per i cani da compagnia la richiesta di un riscatto è quasi la regola, più complicato è tornare in possesso dei pregiatissimi cani da guardia e di quelli, ancora più costosi, specializzati nella caccia ai volatili, al cinghiale o alla lepre, e nella ricerca dei tartufi. Un appunto dei carabinieri di Caserta fa una stima del fenomeno: tra i 200 e i 300 cani rubati ogni anno nel solo territorio di Terra di Lavoro (quello più frequentato dai napoletani). Gli autori, in prevalenza, sono cacciatori collegati ad ambienti della criminalità (acerrana, che vanta una lunga tradizione nel settore, o aversana), con addentellati negli ambienti delle b! ande albanesi o serbe.

I cani, spiegano gli investigatori, so no rubati durante le battute di caccia, oppure nottetempo prelevandoli nei box dei proprietari.





Altre notizie sul sito http://www.amicicani.com
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl