Martini - Ricorso al Consiglio di Stato per la difesa sui cani

Martini - Ricorso al Consiglio di Stato per la difesa sui cani Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini è determinata a «proporre ogni più opportuna iniziativa, inclusa quella dell\'impugnazione innanzi al Consiglio di Stato», per difendere l\'ordinanza del 16 luglio scorso per la tutela del benessere dei cani, oggetto di una sospensiva del Tar del Lazio su ricorso di alcuni canili privati, riferisce una nota del ministero del Welfare.

16/dic/2009 10.59.13 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini è determinata a «proporre ogni più opportuna iniziativa, inclusa quella dell\`impugnazione innanzi al Consiglio di Stato», per difendere l\`ordinanza del 16 luglio scorso per la tutela del benessere dei cani, oggetto di una sospensiva del Tar del Lazio su ricorso di alcuni canili privati, riferisce una nota del ministero del Welfare. «La questione non si chiude assolutamente così», assicura Martini.

«L\`ordinanza, elaborata in collaborazione con il Tavolo tecnico sul benessere animale istituito presso questo Ministero - ricorda il sottosegretario - ha l\`obiettivo di contrastare la piaga dei canili lager in Italia e fornire un valido strumento alle pubbliche amministrazioni per potersi orientare in base alle leggi vigenti in materia di benessere animale e standard di qualità in questo particolare settore di servizi, che possono essere appaltati dai Comuni. È evidente che, se qualcuno ha fatto dei canili un business, ! questo provvedimento può dare fastidio», osserva.

«L\`ordinanza del 16 luglio - precisa Martini - ha il preciso scopo di evitare che nelle gare di appalto per i servizi di mantenimento e gestione dei cani randagi si valutino unicamente parametri economici, a discapito delle norme che regolano il loro rispetto. In attesa di una attenta valutazione delle motivazioni del provvedimento sospensiva del Tar del Lazio, questo Ministero ribadisce il grave vulnus che verrebbe provocato alla salvaguardia del benessere degli animali ripristinando, di fatto, le condizioni per il dilagare del fenomeno dei canili lager e della deportazione di centinaia di cani da una parte all\`altra della penisola, fatto eticamente deprecabile nonchè lesivo dell\`immagine del nostro Paese», conclude.





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