Roma - Illegalità diffusa nei canili comunali gestiti dalla “onlus” AVCPP e dai servizi sanitari della Asl RMD e sequestri di animali di razza

Roma - Illegalità diffusa nei canili comunali gestiti dalla "onlus" AVCPP e dai servizi sanitari della Asl RMD e sequestri di animali di razza Illegalità diffusa nei canili comunali gestiti dalla "onlus" AVCPP e dai servizi sanitari della Asl RMD e sequestri di animali di razza Non si capisce perché la onlus AVCPP continui a definire "volontari" i suoi oltre 100 dipendenti da sempre retribuiti, con stipendi che vanno dai 1.200 ai 3.000 euro netti mensili, mortificando chi il volontariato lo fa sul serio.

30/dic/2009 22.10.23 BrigataCaniVittimedi Avcpp Contatta l'autore

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Illegalità diffusa nei canili comunali gestiti dalla “onlus” AVCPP e dai servizi sanitari della Asl RMD e sequestri di animali di razza

 

Non si capisce perché la onlus AVCPP continui a definire “volontari” i suoi oltre 100 dipendenti da sempre retribuiti, con stipendi che vanno dai 1.200 ai 3.000 euro netti mensili, mortificando chi il volontariato lo fa sul serio. Si tratta, inoltre, di stipendi fuori legge in quanto superiori ai minimi tariffari obbligatori per chi lavora in una “onlus”.

 

L’AVCPP forse dimentica che in base ad una convenzione da oltre 4 milioni annui, ottenuta con trattativa privata attraverso l’UDA di Monica Cirinnà, dal 2001 ad oggi, ha gestito ben oltre 4 milioni di euro all’anno, cifra assegnata a trattativa privata in palese violazione di ogni legge. Di questa somma cosa resta agli animali? 430.000 euro annui di cibo acquistato, fino al 2008, da un fornitore sempre a trattativa privata, quando una famosa ditta internazionale, come è noto, avrebbe assicurato la stessa fornitura per meno della metà, regalando anche le divise dei lavoratori. Il resto della cifra, basta dare un’occhiata ai bilanci,  viene spesa quasi esclusivamente per rimborsare consulenze e ricoveri degli animali in strutture esterne private, pur avendo lo stesso canile i servizi sanitari garantiti dalla ASL.

 

Riguardo ai sequestri degli animali di razza, diversi titolari di negozi romani denunciano improvvise e sempre più frequenti ispezioni da parte del NIRDA, accompagnato da veterinari delle ASL: l’accusa è quasi sempre maltrattamento, reato penale che prevede un lungo iter giudiziario. Nelle more i cani sequestrati rimangono in custodia al canile e ai servizi veterinari della Muratella, attivissimi nell’ottenere dai Magistrati l’immediata possibilità dell’affidamento temporaneo. 

In questi anni che fine hanno fatto gli animali sequestrati?  I tanti commercianti, quasi tutti assolti dal reato, al termine del processo non riescono più a recuperare i loro cani, dei quali si è persa ogni traccia.

Ogni cane “sparito”, secondo le statistiche fornite dagli stessi allevatori e commercianti, sul mercato ha un costo medio di almeno 1500/2000 euro. Le testimonianze raccolte si riferiscono a centinaia di cani di razza.

 

Sempre alla “onlus” che gestisce i canili comunali chiediamo: che fine hanno fatto i  16.000 cani che sostenete di aver fatto adottare dal 2001 ad oggi? La onlus può contare su strutture che possono ospitare al massimo 1.000 animali in totale, come è mai possibile fare adottare addirittura un numero di cani che supera del doppio quelli ospitati? Ci vorrebbe un mago! Non sarà forse per questo che il settore delle adozioni è il più blindato della Muratella?

 

 

 

 

 

Il Comunicato in originale è firmato da 40 animalisti veri inseriti in associazioni umanitarie, organi di stampa, albi professionali qualificati, stanchi di questa vergogna

Chiediamo a tutti quelli che condividono le nostre perplessità e i nostri dubbi di dare massima diffusione a questo comunicato per tutelare tutti i randagi, cani/gatti, presenti sul territorio!

 

 

 

 

 

Roma, 30 dicembre 2009

 

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