Viterbo - Processato questa mattina un ragazzo. Ci sono prove a suo carico, ma stato davvero lui?

08/gen/2010 10.36.22 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Questa mattina un’udienza penale davvero singolare: di fronte al Giudice Turco è stato processato un ragazzo per maltrattamento di animali. La denuncia dei carabinieri è partita in seguito al ritrovamento di un cane, colpito con un fucile e con un’accetta, in un cassonetto adiacente il terreno di proprietà del patrigno dell’imputato. Quest’ultimo, chiamato a testimoniare, ha affermato che il figlio, la notte dell’8 febbraio 2006 si trovava in casa; era rientrato alle sette dopo il lavoro e da lì non si era mosso, anche a causa delle gravi condizioni di salute in cui versava il patrigno. L’uomo inoltre fa notare alla pubblica accusa che la recinzione del terreno è tuttora incompleta, quindi chiunque avrebbe potuto accedervi e procurarsi il fucile e l’accetta per compiere il terribile gesto verso l’animale. Di seguito la testimonianza della madre dell’imputato: la donna sostiene che il figlio ha sempre avuto ottimi rapporti con gli animali, specialmente con i cani,ne hanno t! enuti molti in casa e ce ne sono circa cinque nel terreno. Ribadisce inoltre che il figlio la notte a cui risalgono i fatti si trovava con lei ed il marito.

Dell’innocenza del ragazzo è profondamente convinto anche l’Avvocato Taurchini, suo difensore: “ Il ragazzo, in quanto cacciatore, non può che avere un profondo rispetto per i cani. Sarebbe assurdo inoltre gettare un cane morente in un cassonetto proprio davanti il terreno di proprietà della famiglia. E’ plausibile invece che qualcuno, infastidito dal cane, di proprietà di un vicino, spesso lasciato libero di scorazzare in campagna, abbia scavalcato la recinzione e si sia servito dell’accetta presente nel magazzino dell’uomo, oggetto abitualmente utilizzato per sgozzare le galline, per finire l’animale dopo avergli sparato. Una volta compiuto il gesto lo avrebbe gettato nel cassonetto per far ricadere la colpa su uno dei membri della famiglia proprietaria del terreno”.

Nella fase preliminare del pr! ocesso l’Avvocato ha anche chiesto e ottenuto l’analisi del dna del sa ngue rinvenuto sull’accetta; messo a confronto con quello dell’animale sembrerebbe non corrispondere.
In aula in oltre sono state portate questa mattina alcune gabbiette che in genere vengono utilizzate per catturare i topi. C’è infatti la possibilità che il padre del ragazzo possa essere accusato di caccia di frode.

Il punto è: siamo di fronte a un gesto di follia di un ragazzo, infastidito da un cane che avrebbe potuto accedere alla sua proprietà perché attratto da qualche succulenta gallina, o si sta criminalizzando una famiglia innocente? Il 21 aprile la data conclusiva del processo, in cui verrà sentito il maresciallo dei carabinieri che ha rinvenuto il cane, rimasto miracolosamente vivo.

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