Lecce - Altra assurda crudelt su un cane, da queste pagine un appello a Francesca Martini

Lecce - Altra assurda crudelt su un cane, da queste pagine un appello a Francesca Martini Forse è ora che qualcuno si svegli.

08/gen/2010 10.37.56 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Forse è ora che qualcuno si svegli. Forse tanto tempo fa era già ora che qualcuno si svegliasse. Ormai gli atti barbari sugli animali non si contano più e nonostante la loro quantità e la loro varietà solo quelli peggiori vengono alla luce, e neanche sempre. Vengono fuori sostanzialmente quelli che più difficilmente si riescono a leggere, e a scrivere.
Copertino, provincia di Lecce: Un uomo di mezza età, cinquant’anni circa, di cui si sanno solo le iniziali T.A. lega un cane alla sua auto, parte, se lo trascina dietro per tutto il percorso; una segnalazione anonima avvisa i Carabinieri di quel che sta succedendo,piomba sul posto una pattuglia, lo fermano e lo denunciano, ma il cane ovviamente è già morto e in un modo decisamente schifoso.D’altra parte come avrebbe potuto resistere a una tortura simile? per veloce che possa essere stato l’intervento dell’Arma, bastano pochi secondi per uccidere un animale in quel modo. Per dovere di cronaca, la difesa del suddetto indivi! duo consiste nell’averlo fatto inconsapevolmente,vale a dire che non si era accorto di aver legato un cane dietro la sua auto, o che c’era un cane legato dietro la sua auto. E’ giusto considerare tutte le ipotesi: ammettiamo anche che qualcuno,a scopo di abbandono ad esempio, avesse legato il cane dietro l’auto di T.A. e l’avesse lasciato lì ,teoria tutta da dimostrare, come può essere possibile non accorgersi di un animale che urla di dolore attaccato con una corda alla propria auto in marcia??
L’uomo ovviamente dovrà rispondere in tribunale almeno del reato di maltrattamento di animali, con l’aggravante della morte dello stesso animale. Bene.. vediamo la pena prevista; articolo 544 bis:” Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.”articolo 544 ter: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie,a comportamenti o a fatiche! o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è pun ito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro….”\"….La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale
Tiriamo le somme: il massimo che rischiano T.A. e tutti quelli che come lui si comportano,si sono comportati, si comporteranno, è la reclusione a 18 mesi e 15000 euro di multa. poco o tanto? non stiamo a discuterne, ma bisgona però tenere conto che la pena massima viene applicata molto difficilmente, quindi il delinquente, perchè di questo si tratta e nient’altro potrebbe anche cavarsela con 3 mesi di carcere, che magari non vengono fatti perchè il periodo di dentezione è troppo breve e 3000 euro di multa se gliela danno.
Chi scrive si sta ora chiedendo: lasciamo da parte la sofferenza e la morte del cane in questione e di tutti i suoi sfortunati simili per un momento: Proviamo a considerare gli effetti sull’essere umano di atti del genere. Ogni giorno, ogni santo giorno, migliaia di v! olontarie/i, dedicano gran parte della loro giornata a salvare cani e gatti soprattutto, ma anche altri animali; Salvarli significa tante cose: recuperarli e portarli in una clinica veterinaria, spesso a spese proprie,quando vengono trovati per strada, mezzi morti di fame o di sete, feriti per investimenti, botte,o altri tipi di crudeltà che non è neanche il caso di elencare. Salvarli significa anche convivere con la tristezza di vedere la loro sofferenza, tutti i giorni, che a causa di persone imbecilli e superficiali, o semplicemente cattive in modo disumano,devono sopportare. Questo se ce la fanno, se le patologie causate da ferimenti, abbandoni e quant’altro sono guaribili, altrimenti, queste volontarie/i, oltre a vederli soffrire, li vedono anche morire, con un conseguente profondo senso d’impotenza e di colpa, che ovviamente non hanno, ma tant’è.
Il discorso sarebbe molto più lungo e più articolato, ma in un pezzo per un quotidiano non si può certo affront! are un argomento del genere in modo esaustivo; in ogni caso il sottosc ritto vuole lanciare un appello all’ On Francesca Martini, che si batte (finalmente) strenuamente in difesa degli animali, che tanto ha fatto e che almeno altrettanto ha in progetto di fare. L’appello che lancio è questo:
On Francesca Martini, sarebbe possibile progettare una legge nella quale il reato di maltrattamento uccisione e/o abbandono di animali sia associato ad un reato di natura psicologica ai danni di tutte quelle persone che si occupano, spesso gratuitamente, ed anzi con ingenti esborsi economici, di salvaguardare la salute animale nel nostro paese? un reato che fosse equiparato a quello di violenza psicologica, come nel caso della “vessazione” ad esempio? Sarebbe inoltre possibile applicare le pene previste ( che a mio parere andrebbero aumentate ulteriormente ) dalla legge 189/04 ,contestualmente a quelle per i reati di violenza psicologica?
So bene che la mia proposta è ardita, ma, devo dire, sono sicuro non essere l’unico a pensarla così e in ogni ! caso credo che i due “campi” che ho preso in considerazione non siano per niente scollegati. Non esisterebbe certo un problema di violenza psicologica se nessuno praticasse violenza fisica su esseri viventi che hanno quasi come unica difesa il mondo del volontariato che però non può certo coprire ogni emergenza, viste quante sono.
La violenza psicologica si applica sempre a soggetti che per qualche motivo, permanentemente o temporaneamente risultano essere più deboli di chi la pratica; esempi chiari sono lo stalking ( verso le donne) , le violenze sui minori, sui bambini, sui disabili, sugli omosessuali , sulle persone di colore, categorie queste che non è mia intenzione comparare in nessun modo e per nessun motivo, se non per il fatto di dover affrontare occasionalmente o meno, il ruolo di “vittime”. Questo principio e solo il principio, a mio parere, dovrebbe valere anche per chi si occupa della salute degli animali rispetto a chi invece sugli stessi usa violenza,! in quanto vi è appunto una condizione d’impotenza rispetto a questi i ndividui, che spesso tra l’altro disprezzano non solo gli animali ma anche gli “animalisti”,provocandoli,prendendoli in giro e a volte minacciandoli, rendendo questi ultimi appunto delle vittime,sia degli individui in questione, sia dell’ignoranza umana.







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