Taranto - Cani avvelenati alle Canne

L'avvocato Maria Celeste Pignatelli, una delle volontarie che si occupava quotidianamente di loro, recandosi sul posto per dare loro da mangiare, ha fatto la macabra scoperta.

16/gen/2010 19.31.13 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Nei giorni tra il 10 e il 13 dicembre nella Marina di Pulsano dieci cani randagi sono morti avvelenati dopo aver mangiato bocconcini di carne contenenti probabilmente stricnina. L’avvocato Maria Celeste Pignatelli, una delle volontarie che si occupava quotidianamente di loro, recandosi sul posto per dare loro da mangiare, ha fatto la macabra scoperta. I luoghi interessati sono la zona delle Canne e lo spiazzo nei pressi del ristorante “La Pergola”. In entrambi i siti, stessa modalità e stesso veleno utilizzato per abbattere i poveri randagi. Nei giorni precedente l’accaduto la Pignatelli e altri volontari, spiegano, di essere stati oggetto di minacce e intimidazioni per l’opera che compievano da parte di passanti, ma che non avevano dato molto peso a tali aggressioni verbali. Giovedì 10 il primo ritrovamento di una mamma con i suoi tre cuccioli avvelenati nei pressi della Pergola, ed i primi cani con sintomi di avvelenamento nei pressi delle dune delle zona Canne. Tra venerd! ì 11 e sabato 12 mattina il numero dei cani è salito a sei, molti di queste gravide o con cuccioli ancora da svezzare. La presenza di veleno nel cibo ingerito dai randagi è stato accertato da esami e dai segni che i corpi dei cani portavano, in seguito accertati, anche dall’Asl di Taranto. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Pulsano, i volontari della Polizia eco-zoofi i Vigili urbani. Racconta ancora la volontaria che l’Asl di Taranto è arrivata solo dopo cinque ore. I Vigili urbani hanno, poi, allertato il servizio relativo alla rimozione delle carcasse dei cani avvelenati mediante una ditta specializzata per il trattamento di “rifiuti” di questa entità che, stando ai fatti sarebbe giunta solo l’indomani mattina. Invece nella notte tra sabato e domenica dal luogo sono spariti alcuni corpi dei randagi morti. I volontari, giunti per primi, hanno constatato la sparizione ritrovando sul luogo, anche alcune delle grosse buste servite per l’occultamento e! alcuni segni del trascinamento dei cadaveri. La sparizione è alquanto strana. In seguito la polizia municipale ha presentato una denuncia nei confronti di ignoti alla Procura della Repubblica per il reato commesso. Ricordiamo che la legge obbliga la rimozione delle carcasse animali morti attraverso avvelenamento o malattie e la distruzione completa del corpo mediante incenerimento e a tal proposito non possono in nessun modo essere sotterrate né essere uniti ai rifiuti in genere. Queste norme sono state introdotte per ridurre l’impatto e il degrado ambientale e per ridurre il rischio di alcune malattie. L’allontanamento delle spoglie deve avvenire entro le 24 ore dalla morte altrimenti si deve provvedere alla conservazione mediante refrigerazione.
Da circa quattro anni il gruppo di volontari segue questi cani, con grandi sacrifici e auto finanziandosi. Hanno sterilizzato molte delle cagne, sistemato alcuni cuccioli nati in questa zona, procurato cucce, medicinali e cibo senza ricevere alcun aiuto dagli organi preposti, ma solo per la sal! vaguardia dell’ambiente e del cane stesso e l’avvelenamento afferma la Pignatelli è un duro colpo al lavoro dei volontari. “E’ stato duro – prosegue la Pignatelli - allontanare i cuccioli dalle mamme morte da quei corpi rimasti sul posto, non ci lasciavano avvicinare abbaiavano e gridavano. Molti cercavano con le zampette di muovere il corpo pensando che la mamma stesse solo dormendo, alcuni si erano nascosti nella vegetazione, altri scampati alla morte dimostravano alcuni sintomi avanzati di avvelenamento e sentendo ormai vicino il momento della morte si allontanavano dal gruppo iniziando a scavare delle buche…” Nei giorni successivi i ci sono stati altri due decessi. Complessivamente il numero degli avvelenamenti su tutto il litorale pulsanese è di circa 12 unità. E’ allarmante tutto ciò, non solo nel gesto in sé, sicuramente ignobile e vigliacco ma, nel danno che tale situazione comporta nei confronti della comunità e i danni che un avvelenamento di questa entità crea al! la fauna del luogo come uccelli, ricci, volpi e quant’altro”.
Foto Maria Luisa Pignatelli
A nostro avviso, spesso, ci scordiamo che il randagio non si produce da se, è vittima dell’incuria e del degrado e del poco rispetto per l’ambiente in cui vive. Il cane randagio è lo spesso cane che il padrone abbandona dopo i periodi di caccia, sono i cuccioli lasciati appena nati che non vogliamo; molti di questi resistono alle intemperie, alla pioggia, alla fame e alla sete altri vengono falciati dalle auto in corsa o vittime di spregiudicati che li avvelenano. Alcuni di loro sono scappati da padroni troppo crudeli, altri sono reclutati per allenare cani di razza usati poi per i combattimenti. Il cane che vive per strada di per se non è pericoloso anzi proprio perché vive tra la gente è quello che meno attacca l’uomo ma se il gruppo diventa un branco molto numeroso soffre la fame e la sete, allora diventa non più controllabile. La soluzione a tale problema, a nostro avviso, è la sterilizzazione dei maschi e delle femmine, come hanno dimos! trato i volontari. La visione dei canili, non è una soluzione di una comunità che guarda al futuro. In tutta la provincia la logica dei canili ha perso la sua battaglia come dimostrano il loro super affollati con spese onerose per i Comuni senza che il problema randagismo sia risolto. Basterebbe un piccolo spazio di proprietà del Comune, in cui operare la sterilizzazione effettuata gratuitamente dall’ASL di competenza, lasciando il cane, dopo qualche giorno nuovamente sul territorio e la formazione parallelamente di un’anagrafe canina per i privati, con un costo per le casse comunali pari a zero.
Per l’inizio di nuovo anno ricordiamo a tutti che i nostri amici a quattro zampe ci sono in ogni situazione sempre fedeli e mai ci abbandonerebbero mai e ci darebbero di certo da mangiare della stricnina ma quanto noi siamo fedeli nei loro confronti?









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