Rieti - Vi vendo il canile Tecnovett. Poi me lo ridate in affitto?

15/apr/2010 09.21.25 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
La 5° Comunità Montana del Reatino ottiene dalla Cassa Depositi e prestiti 678mila euro per un centro servizi, attingendo a fondi previsti dal Viminale. Poi chiede di poter investire i soldi in altro senza dire che cosa. Poi infila una delibera dietro l’altra magnificando la struttura di Leonardo Bordi a Rieti.
E Bordi scrive proponendo tre modalità di compravendita, con clausole per “riprenderselo” in gestione per 10 anni, con personale fornito dall’ente non per concorso ma ad personam. Segue una delibera in cui si approva di comperargli il canile. Ultimo atto l’asta il 16 aprile per l’affitto del canile non ancora acquistato.

Questa è la storia dell’acquisizione del canile di Leonardo Bordi, della Tecnovett, da parte della 5° Comunità montana di Montepiano Reatino, in provincia di Rieti.
L’ultimo atto, in ordine di tempo, è stato il bando di gara del 31 marzo 2010 in cui si fissa per domani 16 aprile l’asta del canile da dare in affitto ad un privato, con ! il dettaglio non da poco: la struttura è ancora in fase d’acquisizione. Quindi, l’aggiudicazione sarebbe provvisoria. Dire singolare è poco. Si mette in affitto un bene non ancora di proprietà. Per di più senza indicare riferimenti di legge sui requisiti, tranne il fatturato, quindi un mero requisito di bilancio e non di comprovata professionalità gestionale, senza indicare l’obbligo di dimostrare versamenti contributivi e fiscali dei dipendenti... Con fideiussioni bancarie irrisorie per coprire danni verso terzi e nessun riferimento alle fideiussioni a garanzia di mancati pagamenti previdenziali e tributari. Un bando tutto da leggere. Per il quale una cifra congrua, anche inferiore ai 75mila euro di affitto l’anno, in caso di unico “pretendente”, potrebbe anche andar bene.
Ma la storia prende le mosse da molto lontano, in un progetto che è stato costruito, passo dopo passo, con grande sagacia e arguzia.

La prima mossa
Per prima cosa, si decide che l! a Comunità montana ha un impellente bisogno di chiedere un mutuo alla Cassa depositi e prestiti per la “Costruzione di immobile e centro servizi”. È il 14 marzo 2006 e parte la richiesta di finanziamento. La domanda «prevede oneri di ammortamento a carico di questo ente assistito integralmente dal contributo erariale su Fondo sviluppo investimenti previsto dal ministero dell’Interno». Soldi dello Stato. Vengono stesi la progettazione, lo studio geologico, di sicurezza, le indagini geognostiche. Importo totale dei lavori: 678mila euro. La delibera è la n. 10 del 16 febbraio 2007. E il 14 marzo si inoltra la richiesta di finanziamento.

La seconda mossa
Con delibera n. 13 del 21 maggio 2005, alla Comunità montana del Centro servizi non frega più nulla. E allora approva questo oggetto: «Mutuo Cassa Dd.pp. diverso utilizzo destinazione somma costruzione immobile e centro servizi». Ohi, ci sono 680mila euro da reinvestire in qualcos’altro. Cosa? Ancora non si sa ma intanto si legge che «l’assemblea dei sindaci in un apposito inco! ntro ha proposto di rivedere la somma destinata per “Costruzione immobile e centro servizi” utilizzando detto mutuo per altre opere. L’art.8 del contratto di prestito (...) prevede che qualora l’Ente intenda utilizzare la somma prestata per la parte non erogata per finalità in tutto o in parte diverse da quelle per le quali era stata richiesta e concessa dovrà informare immediatamente la Cassa Depositi». La Comunità liquida in 10mila euro la perizia per il centro svanito e aspetta qualche mese per perfezionare la destinazione del gruzzolo concesso dallo Stato.

La terza mossa
Il 15 dicembre 2009 la Comunità con delibera n. 24 fa il passo successivo. Ecco l’oggetto: «Mutuo Cassa Dd.Pp. Pos 4489904 euro 678.000,00 Devoluzione a “progetto canile comprensoriale per eliminazione randagismo canino”. Era lì che volevano arrivare. Strada lineare, basta aver pazienza. Il randagismo si combatte comperando il canile della Tecnovett, come in seguito si vedrà. Importo! ? 678mila euro precisi precisi. Approvato.

La quarta mossa
Il 1° dicembre 2009 la Tecnovett invia alla Comunità una lettera: oggetto, vendita canile Rieti. La firma Leonardo Bordi. «In seguito a colloqui intercorsi Vi formuliamo le tre ipotesi a nostro avviso fattibili riguardanti la compravendita». Eccole.
«1 Compravendita immobile 800mila euro + mantenimento gratuito dei cani appartenenti ai Comuni della Comunità montana fino ad un numero massimo di 15, + gestione Tecnovett della struttura 5+5 anni;
2 compravendita immobile 680mila euro, + mantenimento dei cani appartenenti ai Comuni della Comunità montana fino ad un numero massimo di 150 pagando il 50% della retta (1,5 euro giornaliero/cane) + gestione Tecnovett struttura 5+5 anni;
3 compravendita immobile 550mila euro con patto di riservato dominio per 10 anni + mantenimento dei cani appartenenti ai Comuni della Comunità montana fino ad un numero massimo di 150 pagando il 50% della retta (1,50 giornaliero/cane) + gestione Tecnovett della struttura 5+5 + un r! iconoscimento di una percentuale dell’utile alla Comunità che parteciperà tramite fornitura di manodopera (Lsu) (lavoratori socialmente utili, ndr)». Ma un simile impiego non andrebbe contro l’articolo 29 della legge Biagi sulle nuove norme che regolano appalti e conferimento di manodopera? Utilizzando Lsu si evita la selezione pubblica per appalto, gli Lsu vengono infatti chiamati nominalmente dalla Comunità montana, a discrezione. Chi sceglieranno!? Ma se allora la manodopera la fornisce la Comunità, se la struttura è della Comunità montana, il signor Bordi cosa fa? Gli vende il mangime?

La quinta mossa
In Giunta comunitaria, il 22 dicembre 2009, delibera n. 71, oggetto “Progetto canile comprensoriale Acquisto struttura”, c’è il resto della storia che avanza. Si legge “Valutato inoltre che questo ente da diversi anni è alla ricerca di un sito idoneo per la costruzione di tale struttura e ha ottenuto un contributo regionale di 75mila euro ma di volta in! volta i siti individuati non sono risultati idonei; considerato che i n relazione alle ricerche effettuate e ai colloqui intrapresi nonché alla nota pervenuta dalla Tecnovett in data 27 novembre 2009, è stata individuata una struttura già esistente dove vengono ricoverati oltre 300 cani affidati dai comuni limitrofi di cui circa 100 appartenenti ai comuni facenti parte della comunità montana; SOTTOLINEATO (scritto in maiuscolo) che gli animali potranno essere custoditi in condizioni ottimali da un punto di vista del benessere con migliori condizioni di lavoro agli operatori del canile (c’è una relazione Asl che lo certifica? ndr) e soprattutto si potranno incentivare e intensificare le adozioni, sviluppare e migliorare i progetti di sensibilizzazione e di prevenzione al randagismo e all’abbandono degli animali con un risparmio di 75mila euro annui sui costi di mantenimento degli animali».
Detto, fatto. Si delibera «di acquistare la struttura esistente adibita a canile nel Comune di Rieti previa valutazione tecnica dell’immobile con l’impeg! no di gestire il servizio congiuntamente agli attuali proprietari per 10 anni».

La sesta mossa
Il 10 marzo del 2010 altra delibera, la n. 13. Oggetto: “Acquisto canile comprensoriale”. Leggiamo insieme: «PREMESSO (...) che per vari anni è stato ricercato, senza successo, un sito idoneo ove realizzare la struttura (...); che con deliberazione della giunta (....) è stato stabilito di acquistare una struttura già esistente adibita a canile di proprietà della Tecnovett di Osimo che si è dichiarata disponibile alla vendita; (....) PRESO ATTO che al termine delle trattative intercorse è stato pattuito con la società proprietaria un prezzo di vendita di 600mila euro comprensivo di Iva 20%....; CONSIDERATO che presso il canile risultano ricoverati numerosi animali per i quali i diversi comuni hanno in essere contratti di affidamento alla ditta Tecnovett; che per la Comunità montana il benessere degli animali che saranno ricoverati nel canile è un obiettivo prima! rio e imprescrivibile, che questo ente intende concedere il canile in locazione a idonea ditta (...) e che si rende necessario stipulare un preliminare di vendita onde procedere, prima della stipula del contratto e della liquidazione del corrispettivo, all’affidamento in locazione del bene da parte della Comunità montana e al trasferimento dei cani da parte del venditore (...), delibera di procedere all’acquisto»... SI DELIBERA di procedere all’acquisto».
Ma come? I cani dei comuni devono essere sgomberati? E dove andranno? Ma non solo.
Benessere animale, nessuna struttura idonea migliore di questa, ricerche affannose e vane... Arriva la Tecnovett. Con cui però, si badi bene, nella delibera precedente del 29 dicembre, la Comunità montana parla di una gestione con l’attuale titolare per 10 anni.

La settima mossa
Poi si parla di un bando d’asta per l’affitto della gestione. Determinazione n. 50 del 31 marzo 2010. Affitto a chi? A chi eventualmente dovrà mettere a norma eventuali situazioni inidonee. Con fideiussioni b! assissime in caso di incidenti verso terzi. Senza indicare l’obbligo per legge di presentare versamenti contributivi, tributari dei dipendenti. E, nel caso di unica offerta congrua diversa dai 75mila euro, la Comunità accetta. E con la clausola che comunque questa aggiudicazione è provvisoria perché la Comunità mette in affitto un bene che deve ancora comperare. Tutto filerà liscio?

di Stefania Piazzo de La Padania
s.piazzo@lapadania.net








Altre notizie sul sito http:! //www.amicicani.com
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl