LIDA Aragona - Precisazioni su articolo pubblicato su Il Ponte

26/apr/2010 14.08.50 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Riceviamo e pubblichiamo precisazione da parte della LIDA Aragona in merito a un articolo pubblicato sul settimanale \"Il Ponte\" in data 17 aprile 2010 intitolato \"In Sicilia aumenta il fenomeno della tratta dei cani randagi destinati ai territori esteri\".

A/R
Anticipata via email il 26/04/2010

Spett.le Redazione
“IL PONTE”
Via Montedoro ,66
96100 Siracusa (SR)

Epc AmiciCani - Ass. di Salvaguardia, aiuto e protezione animali

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Illustre Redazione,
approfittiamo di queste righe per ringraziarVi per l’interessamento inerente la drammatica situazione del randagismo siciliano nonché della particolare vicenda di Aragona (AG).
Tuttavia, anche per correttezza verso tutte le persone e le associazioni che hanno supportato il caso riguardante i cani di Aragona ed in linea con il dovere di cronaca, dobbiamo fare alcune precisazioni in merito all’artico! lo su riportato, pubblicato sul vostro giornale, a pag. 11, in data sabato 17 aprile 2010 in quanto il “taglio” della parte terminale dell’articolo ha destato in noi profondo sconcerto dato che una realtà particolare e ben specifica come quella di cui ci occupiamo come unica associazione sul territorio del Comune di Aragona, è stata descritta mediante allusioni parziali ed inesatte, derivanti presumibilmente dal mancato lavoro di approfondimento oggettivo e documentale di chi scrive, cosa che invece è auspicabile da chi fa informazione.

L’Associazione esponente, ad inizio estate 2008, è venuta a conoscenza di una precaria e triste situazione umana ed animale relativa al caso di una anziana signora aragonese che per anni, nonostante il proprio stato di impossibilità materiale sia di natura psico-fisica che finanziaria, ha cercato di accudire decine di cani abbandonati e randagi a causa dell’assenza di un canile o di una qualsivoglia convenzione con strutture per co! ntrastare il problema randagismo . Tutto ciò ha portato alla situazion e di malessere in cui versavano i cani di Contrada Tuberio di Aragona, siti in un terreno precario di proprietà della famiglia della anziana , dove la stessa trovava spesso gli animali abbandonati, presumibilmente perché conosciuta in paese per il suo amore verso i cani . Così, da subito, la L.I.D.A. ha improntato un volontario, massivo e quotidiano pronto intervento riguardante l’emergenza relativa alle condizioni degli animali, che languivano in una sorta di inerzia generale, mediante fornitura e somministrazione di cibo ed acqua, pulizia dei luoghi dove erano (e sono tutt’ora) contingentati i cani, apposizione di antiparassitari agli animali per tentare di diminuire la pericolosità del contatto con gli stessi (in quanto massivamente infestati da parassiti), collocazione di cucce e tentativi di migliorare i pericolanti ricoveri provvisori a protezione dei soggetti contro le avversità meteorologiche e contro le liti intraspecifiche, monitoraggio delle condizioni fisiche ed ! etologiche, ausilio logistico ed operativo per le operazioni inerenti la riduzione delle nascite, sensibilizzazione delle persone avverso il maltrattamento e l’abbandono degli animali, promozione delle adozioni degli animali e costante supporto e rendiconto espositivo circa le problematiche riscontrate e le ipotesi risolutive agli Enti interessati (Comune, Asl, Procura).


Tale opera volontaria, iniziata come intervento urgente in una situazione che si sperava fosse solo un’emergenza transitoria, prosegue quotidianamente, dove sono allocati i cani e cioè in un’area privata non catalogabile come canile né come rifugio, posta sotto sequestro e poi dissequestrata nel novembre 2008 con ordinanza del Tribunale di Agrigento, II sez. penale, che ne ha disposto la restituzione all’avente diritto, affidando contestualmente la custodia dei cani ivi presenti, in sequestro, al Comune di Aragona per l’esercizio delle competenze attribuitegli dalla Legge Regionale n. 15 del ! 3 luglio 2000.

La nostra opera di quotidiano volontariato, n on vincolata né finanziata da convenzioni, è continuata e continua tutt’ora solo grazie a soci , singoli benefattori amanti degli animali e ausilio di varie associazioni animaliste italiane, solo per tutela degli animali imprigionati in una sorta di inerzia istituzionale derivante dal fatto che il Comune non ha ancora trovato un luogo idoneo dove spostarli, né risorse economiche sufficienti al loro completo benessere quotidiano legato a costanti cure veterinarie, farmacologiche e nutrizionali, le cui lacune tentiamo di colmare al meglio delle nostre limitate possibilità , dato che trattasi di esseri viventi da nutrire , abbeverare, curare quotidianamente e non di beni o servizi che possono attendere tempi burocratici lunghi.


Quanto sopra per inquadrare la intricata situazione legale e burocratica della vicenda dei cani di Aragona che non può essere tralasciata per un obiettivo esame dei fatti, come invece è stato fatto nell’articolo a firma della Signora Cali! giore, di cui ci si chiede se scriva da giornalista iscritta all’albo professionale o come semplice lettrice del giornale.

Venendo poi al dettaglio dell’articolo si fa presente che le citate “missioni” sono campi di lavoro volontario autofinanziati da animalisti non residenti in Sicilia , che utilizzano i propri risparmi e le proprie ferie, per venire personalmente a supportare la suddetta emergenza, in particolare mettono a disposizione la propria forza lavoro, i propri autoveicoli (di cui uno, purtroppo senza il benestare del possessore, è inquadrato nella vostra fotografia accostato quindi visivamente ad un titolo inquietante e non pertinente all’oggetto reale del fotogramma ) per portare i cani di Aragona ai siti di sterilizzazione (Asl di Agrigento) nei luoghi di cura , nonché per trasportare cucce, mangimi,e materiale raccolto, atto al miglioramento delle condizioni dei cani presenti nel terreno ed infine per trasportare, come previsto dal codice della strada! e dalla legge regionale siciliana, di concerto con Comune, Asl e Proc ura, i cani verso le famiglie adottanti, i cui dati sono presso le autorità competenti.
In relazione ai viaggi, i pochi cani che trovano adozione, visto l’iter procedurale lungo ed articolato ( richiesta svincolo giudiziario in Procura dei cani sequestrati, liberatoria sanitaria, apposito modulo Comunale e sanitario e certificazioni) partono con regolari biglietti aerei e navali e viaggiano su strada secondo i dettami del Codice della Strada, tanto che anche dopo controlli da parte della Polizia Stradale e dei Vigili Urbani, non è mai emersa alcuna discrepanza con le normative vigenti in materia di trasporto di animali di affezione non a scopo commerciale.
Da ultimo, riguardo le cene citate, sono eventi di beneficenza organizzate al fine di finanziare alimenti e cure per i cani di cui trattasi ed il viaggio degli animali adottati verso le famiglie italiane che legittimano il cane a seconda dei dettami , tempi e modalità della reciproca legge regionale di appartenenza! .

Vi chiediamo pertanto, come previsto dall’attuale normativa sulla stampa, di fare queste doverose precisazioni quanto prima.



Si rappresenta che tutto ciò da noi riportato ha riscontro nei documenti ufficiali della Procura della Repubblica di Agrigento, del Comune di Aragona e dell’ Azienda Sanitaria Provinciale .
Per correttezza La informiamo che il Vostro articolo e le sopra riportate considerazioni, verranno divulgate su forum internet, alle mailing list ed ai siti internet nazionali ed internazionali affinché le persone e le associazioni che hanno aiutato i cani di Aragona, che altrimenti sarebbero periti di stenti, rimaste basite dall’articolo dove aleggiano impropriamente rispetto al nostro caso parole come “tratta” e “vivisezione”, abbiano un giusto riconoscimento.

Speranzosi di aver contribuito ad un contraddittorio democratico e trasparente da cui può derivare una corretta veduta d’insieme della situazione, porgiamo dist! inti saluti.

Grazie per la cortese attenzione e ricordiamo c he siamo sempre disponibili a fornire maggiori dettagli o ad incontrarVi per interviste o reportage sul caso.



Il Presidente della Lida Aragona
Pietro Severino


L.I.D.A. ARAGONA
- LEGA ITALIANA DEI DIRITTI DELL’ANIMALE -
Via Sandro Pertini , 48 - 92021 Aragona (AG)
CF. 93054310847 - tel. e fax 0922/36655
Cellulare: 328/4214663 - Email: lida.aragona@alice.it
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