Cremona - Cani uccisi: ecco le cause di morte degli animali esaminati

28/apr/2010 17.38.51 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Somministrazione di Pentothal Sodium senza alcuna necessità, crudeltà, violenze e torture sugli animali, falsità sui certificati di morte. Di questo ed altro parla la perizia del dottor Rosario Fico, dell\`Istituto Zooprofilattico di Grosseto, l\`esperto incaricato dal giudice Clementina Forleo di eseguire l\`autopsia sulle 32 carcasse di cani e gatti sequestrate il 3 marzo dello scorso anno dai carabinieri del Nas dalle celle frigorifere del canile di Cremona. Sarà lo stesso responsabile dell\`Unità specialistica di medicina forense veterinaria, il 18 maggio prossimo, ad illustrare al giudice Pierpaolo Beluzzi le cause della morte di ciascuno dei 32 animali esaminati (25 cani e 7 gatti), tutti ospiti della struttura comunale di via Casello. 12 cani su 25, secondo i risultati della perizia, sono stati uccisi con il farmaco anestetico Pentothal Sodium «senza che vi fosse necessità».

Lo stesso medicinale, usato nell\`induzione dell\`anestesia generale, è stato sommin! istrato, sempre senza motivo, anche su 2 dei 7 gatti che il perito ha esaminato. I 12 cani e i 2 gatti uccisi, in sostanza, non erano affetti da patologie tali da giustificare la loro soppressione. Tracce di Pentothal Sodium sono state trovate nel fegato degli animali, scelto come «organo d\`elezione per la ricerca post mortem di molecole dei 2 farmaci» (Pentothal e Tanax). «Il che vuol dire», è scritto nella relazione, «che ad alcuni animali esaminati possono essere stati stati comunque somministrati i farmaci in questione, ma per vari motivi, ad esempio il tempo intercorso tra l\`iniezione e il blocco cardiaco, o un dosaggio troppo basso del farmaco, la quantità di sostanza presente nel fegato era al di sotto del limite di rilevabilità del metodo». Il dottor Fico, nelle autopsie, ha quindi considerato tutti gli animali che riportavano valori di medicinali “killer” superiori a 3,7 mg/kg per il Tanax e 4,2 mg/kg per il Pentotal. Questi valori, per l\`esperto hanno dato la c! ertezza assoluta della somministrazione della sostanza.

«La corretta applicazione dell\`eutanasia (morte dolce)» spiega nella perizia il dottor Fico, «prevede la perdita di coscienza seguita dall\`arresto cardio circolatorio e dalla perdita delle funzioni cerebrali. Una buona tecnica deve minimizzare il dolore, lo stress e l\`ansia che gli animali possono provare». Tutto ciò, per l\`esperto, non è avvenuto nel caso del canile di Cremona. «Il Pentothal, qui utilizzato per la soppressione» è spiegato nella perizia, «è un farmaco registrato per l\`induzione dell\`anestesia generale da mantenere con anestetici gassosi, oppure per l\`anestesia generale di breve durata (10, 20 minuti). In un protocollo di eutanasia, l\`uso del Pentothal è previsto solo come anestetico profondo da somministrazione prima dell\`iniezione letale di Tanax, e non come farmaco esclusivo per causare la morte dell\`animale. Il Pentothal non è un farmaco registrato come eutanasico, e pertanto averlo usato a tale scopo non è legittimo. Negli animali ai quali è stato ! somministrato il Pentothal non sono risultate essere in atto, al momento della morte, patologie tali da giustificare la loro soppressione. Pertanto gli animali sono stati soppressi, sia in violazione della normativa vigente che per quanto riguarda la mancanza di requisiti di legge».

In molti casi, dunque, cani e gatti sono stati uccisi «senza una motivazione legittima e dopo aver subito un traumatico contenimento fisico». «Alcuni animali soppressi con il Pentothal » è scritto nella perizia, «presentano lesioni e traumi sottocutanei localizzati alle estremità di tutti e quattro gli arti, compatibili con il tentativo di legarli nel forzato contenimento fisico, pare con l\`uso di corde o cappi appena prima dell\`iniezione letale. L\`immobilizzazione fisica è stata violenta, tanto da causare ecchimosi, ematomi ed emorragie in gran parte della superficie degli animali appena prima della loro morte». Un cane, addirittura, è morto in seguito alla «conseguenza di un tenta! tivo di contenimento fisico effettuato con violenza». «In questo caso» secondo l\`esperto, «probabilmente l\`animale è morto per lo choc prima che gli venisse praticata l\`iniezione letale». 5 cani, invece, sono morti «in conseguenza dello choc determinato da profonde ferite inferte da altri cani».

Tra questi, anche un cucciolo morto sbranato. Di episodi di aggressioni tra animali avevano parlato anche le volontarie, che a suo tempo, sentite in sede di indagine, avevano raccontato raccapriccianti episodi di animali di piccola taglia, anche cuccioli, sbranati da altri di grosse dimensioni dopo essere stati messi insieme nei recinti. «Altri cani» è scritto nella relazione, «sono morti nel tentativo di divincolarsi dai lacci, rimanendone vittime». Non solo: nella perizia si parla anche di certificati di morte che raccontano di animali deceduti «in stato comatoso in seguito ad ictus». Una causa, questa, smentita dall\`autopsia di Fico, nella quale «l\`esame necroscopico non ha evidenziato alcuna lesione al cervello». «E\` quindi evidente! » conclude l\`esperto, «che è stato dichiarato il falso sulle cause di morte di alcuni animali». Nell\`eventuale processo, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, rappresentata dall\`avvocato del foro di Milano Gianluca Scagliotti, ha già fatto sapere di avere intenzione di costituirsi parte civile.

di redazione@ilpiccologiornale.it







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