IL CALDO DA' ALLA TESTA

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07/feb/2010 12.31.44 Chiliamacisegua Contatta l'autore

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IL CALDO DA’ ALLA TESTA

Il caldo, è evidente dà alla testa e colpisce mentalità fragili, siano di sindaci portatori sani di arroganza verso i cittadini e i superiori che dovrebbero rispettare, sia  di mamme, portatrici sane di incomunicabilità verso la società e i figli che dovrebbero educare al rispetto della vita.

Ecco ieri, nella tombola italiana a chi le spara più inconcepibili, è uscito l’ambo!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

 

I FATTI

Castellammare di Stabia. Divieto del Sindaco di somministrare cibo ai randagi.

Intervento del Sott. Martini - repliche Sindaco, Moige, Sicignano, Enpa

http://it.notizie.yahoo.com/19/20100630/tit-salute-martini-sindaco-castellamare-59fdfba.html

Divieto di somministrare cibo ai randagi per le strade.
Sottosegretario Martini:il Sindaco di Castellammare di Stabia riveda la sua ordinanza.


L’on Francesca Martini

In merito all’Ordinanza emanata dal Sindaco di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, che dispone il divieto di imbrattare il suolo pubblico con alimenti destinati alla nutrizione dei cani randagi, il Sottosegretario alla Salute On. Francesca Martini ha dichiarato:

“ Fermo restando la necessità di mantenere l’igiene e la pulizia del suolo pubblico, anziché emanare provvedimenti assurdi che privano gli animali randagi del fondamentale diritto all’alimentazione e, quindi, alla sopravvivenza, il Sindaco di Castellammare di Stabia dovrebbe preoccuparsi di applicare le norme vigenti in materia di prevenzione del randagismo e di tutela del benessere animale, a partire dall’obbligo di microchippatura dei cani disposto dalla mia Ordinanza del 6 agosto scorso per implementare l’anagrafe canina e consentire la rapida e sicura rintracciabilità degli animali vaganti sul territorio. Vorrei ricordare al primo cittadino di Castellammare di Stabia che le leggi vigenti attribuiscono ai Sindaci la responsabilità di raccogliere i cani randagi, curarli, ricoverarli in canile, microchipparli e sterilizzarli e non certo farli morire di stenti.

Privare gli animali del sostentamento rientra nel reato di maltrattamento e non risolve il problema del randagismo. I milioni di proprietari di animali da compagnia in Italia pretendono dalle Istituzioni comportamenti civili e di rispetto delle leggi sacrosante di cui fortunatamente il nostro Paese è dotato. Prenderemo immediatamente contatto con l’amministrazione perché iniziative come queste vengano prontamente interrotte e sanzionate.”


http://osservatorioanimalista.wordpress.com/2010/06/30/castellammare-la-saga-continua-il-sindaco-risponde-alla-martini/

Castellammare di Stabia. Il Sindaco risponde alla Martini

Luigi Bobbio

“Fermo restando che quello che a me preme, come primo cittadino di Castellammare di Stabia, è innanzitutto la tutela della dignità della salute e del decoro dei miei concittadini e degli esseri umani in genere e che la tutela degli animali non deve mai andare a scapito di questi obiettivi; e fermo restando, inoltre, che di tutto c’è bisogno in questo Paese, tranne che di qualche invasato animalista, che antepone l’animale all’uomo ogniqualvolta ne abbia la possibilità, l’unica cosa assurda in questa vicenda è che un sottosegretario di Stato attacchi a testa bassa e in maniera volgare e offensiva un sindaco neoeletto di centrodestra dopo vent’anni e passa di potere comunista a Castellammare di Stabia”. Lo ha detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, rispondendo a una nota del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini.


“Io non so se il sottosegretario Martini abbia mai fatto il sindaco nella sua vita, né mi interessa; ciò che mi importa è rendere noto all’interessata che sono e resto indifferente, da sempre, a ogni tipo di minaccia o di intimidazione e che nella mia vita, si informi, ho sempre rispettato ogni legge e ogni sua prescrizione, da privato e da uomo pubblico. Non consento a nessuno certi toni. Il sottosegretario prenda tutte le iniziative che vuole tenendo conto - se lo vorrà fare - che sono stato eletto da neanche tre mesi e che la mia città, dopo vent’anni e passa di potere di centrosinistra, non ha neanche un ricovero pubblico per gli animali randagi, ricovero che io sto già preoccupandomi di realizzare”, ha aggiunto Bobbio.


“Nell’attesa, lo ribadisco, il mio interesse primario è e resta, in barba ad ogni conato animalista, quello di evitare che le strade della mia città siano imbrattate e rese pericolose per la salute pubblica, specialmente in questa stagione di caldo, da maleodoranti pacchi e cartocci o vaschette piene di alimenti marciti e putrescenti. Vuol dire, comunque, che se il sottosegretario Martini dovesse eventualmente riuscire a costringermi, cosa di cui dubito francamente, a revocare o modificare il mio provvedimento, invece di intervenire spontaneamente come sottosegretario alla salute degli animali randagi, sarà chiamata a intervenire come sottosegretario alla salute degli esseri umani colpiti da una possibile epidemia di malattie infettive in ordine alle quali le lascio volentieri la scelta nell’ambito di un variegato almanacco di scienza medica”, ha continuato il primo cittadino di Castellammare di Stabia.


“Mi piace comunque ricordare al sottosegretario Martini o a chi del suo staff abbia eventualmente ritenuto di prendere questa iniziativa, che le ordinanze di noi poveri sindaci di provincia vanno lette prima di criticarle perfino da un nume del Governo nazionale. Se il sottosegretario o chi per lei lo avesse fatto, avrebbe potuto rilevare che non è imposto il divieto di dare da mangiare agli animali randagi, ma ho imposto l’obbligo di curare, da parte di chi lo voglia fare, che tali attività per incuria, per ignoranza, per fanatismo o per semplice maleducazione, si possano tradurre in pericolo per la pubblica incolumità laddove chi lo fa non si occupi poi di ripulire il luogo dove si è prodigato”, ha concluso Bobbio.

http://vicoequenseonline.blogspot.com/2010/07/sicignano-grazie-allon-martini.html

«Grazie all’on. Martini. La aspettiamo in città per continuare a lottare in favore della popolazione canina»

Antonio Sicignano

Dopo la mia interrogazione in merito all'ordinanza adottata dal Sindaco Bobbio contro chi decide di sfamare i cani randagi e/o abbandonati è intervenuto il Sottosegretario di Stato alla Salute, on. Francesca Martini, per criticare il provvedimento del Municipio stabile. Ebbene, quale cittadino, ma soprattutto quale consigliere comunale di centrodestra, ancorché all’opposizione, del comune di Castellammare di Stabia ringrazio il Sottosegretario di Stato alla salute, On. Francesca Martini, per essere intervenuta sull’ordinanza adottata dal sindaco stabiese contro chi dà da mangiare ai cani randagi.
Così facendo, ancora una volta, il signor Sottosegretario dimostra una straordinaria attenzione ed impegno per fronteggiare tutte quelle politiche spesso promosse da alcuni sindaci a danno della popolazione canile e, per la cui soluzione, il Sottosegretario non disdegna neanche a scendere in campo in prima persona.
A Castellammare poi il problema randagismo è una questione seria da non sottovalutare, che va risolta immediatamente. Tutti ricordano, infatti, che solo alcuni mesi fa alcuni randagi furono trucidati, sui boschi di Quisisana, a colpi di accetta. Di conseguenza, di tutto ha bisogno la nostra città, tranne che di provvedimenti che vanno a colpire chi, a proprie spese, dimostra grande senso di umanità, occupandosi e sfamando questi cani.

A Castellammare, ci sono tante associazioni che sul punto si mobilitano quotidianamente, con elevato spirito solidale, facendo tanti sacrifici e senza chiedere prebende. Per questi motivi, quale consigliere comunale di centrodestra, ancorché all’opposizione, ho inviato una lettera al Sottosegretario di Stato, On. Martini dicendoLe che La aspettiamo in città, per aiutare tutti coloro che combattono quotidianamente in favore della popolazione canina.
Quanto all’ordinanza,così come sostengo che Castellammare ha bisogno di una politica di sostegno a chi si occupa dei randagi, ritengo improduttivo fare ulteriori polemiche. Quel che è certo è che l’ordinanza va immediatamente ritirata e rivista. Anche la Giurisprudenza Amministrativa avalla il nostro ragionamento. Di recente il Tar ha bocciato una ordinanza simile emessa dal Sindaco di Monte di Procida.

Antonio Sicignano - Consigliere comunale Castellammare di Stabia
FONTE http://cdlstabia.blogspot.com/2010/06/grazie-allon-martini-la-aspettiamo-in.html



http://www.casertanews.it/public/articoli/201006/art_20100629064759.htm

Sindaco vieta cibo ad animali per strada, Sicignano: "Talebani"

- L'ordinanza adottata dall'amministrazione comunale di Castellammare di Stabia, che, tra le tante cose, vieta di dare cibo agli animali, è un provvedimento che ricorda tanto le leggi talebane» è quanto sostiene il capogruppo al consiglio comunale di opposizione, Antonio Sicignano, leader del Cdl stabiese l'ordinanza nr. 32757 del 22.6.2010 firmata dal sindaco di Castellammare.

«Nell'ordinanza - spiega Sicignano - si parla di "divieto di imbrattare con alimenti destinati alla nutrizione del proprio cane o di cani e di gatti randagi, nonché di piccioni, il suolo pubblico dell'intero territorio, con l'obbligo di rimuovere tempestivamente eventuali contenitori adibiti a mangiatoia nonché di ripulire successivamente l'arca circostante". E' forse uno dei primi provvedimenti della storia - aggiunge Sicignano - in cui addirittura si paragona la nutrizione di un cane con l'imbrattamento di una strada e se ne vieta l'esecuzione. Non so se i Talebani erano mai arrivati a tanto».

«Inoltre - continua Sicignano - attesa la generica formulazione dell'accezione "imbrattare", utilizzata nell'ordinanza, è evidente che: o i cani imparano ad utilizzare forchette e cortelli, quando consumano i loro cibi per strada; o in sostanza, da ora in poi, sarà vietato dare cibo agli animali per strada, soprattutto poi se si tratta di cani randagi. Ciò è inaccettabile e c'è il rischio che, così facendo, d'ora in avanti, molti cani, soprattutto randagi o abbandonati, moriranno di fame. Eppure anche loro sono esseri viventi. In questo periodo, poi, in cui i cani vengono abbandonati dalle famiglie che partono per le vacanze, anziché a come sfamarli, si pensa a come togliergli il cibo».

«Ho già presentato - aggiunge Sicignano - una interrogazione al sindaco per chiedere di ritirare l'ordinanza, almeno nella parte citata, che con la tutela urbana non c'entra niente, atteso che si tratta solo di un provvedimento contro la popolazione canina. Castellammare è la città in cui alcuni mesi or sono alcuni cani randagi sono stati mutilati sui boschi di Quisisana. In quell'occasione - conclude - la popolazione intera scese in piazza per protestare contro detti atteggiamenti e l'attuale sindaco promise di realizzare un canile municipale. Stiamo ancora aspettando, perché se si va avanti di questi passi possiamo creare solo cimiteri di cani e nulla più»

FONTE: http://cdlstabia.blogspot.com/2010/06/lordinanza-adottata-dallamministrazione.html

 

http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=16357

Castellammare - Cani randagi, Borrelli(Verdi): ''Il Pdl favorisce lo sterminio degli animali''. Bobbio: "Borrelli ultimo dei miei problemi"

Francesco Emilio Borrelli

"Abbiamo dato mandato allo studio dell' Avvocato Pietro Marzano - dichiarano il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli (nella foto) ed il presidente provinciale Carlo Ceparano - di fare ricorso contro l'ordinanza del sindaco di Castellammare che vieta di dare da mangiare agli animali randagi del suo comune con una sanzione di 50 euro. Una scelta che segue a distanza di pochi mesi quella del Sindaco di Monte di Procida, ordinanza contro cui si è già espresso in modo contrario il Tar. Troviamo vergognoso che i Sindaci della Pdl utilizzino il loro tempo e le loro energie per emanare ordinanze inumane e contro i più deboli. Oggi si tratta di animali ma domani potrebbe toccare a extracomunitari o barboni. Bene hanno fatto il consigliere Antonio Sicignano e lo stesso sottosegretario alla Salute, Francesca Martini a contrastare questo scellerato atto".
"Quello del Sindaco Bobbio - continuano Borrelli e Ceparano - è uno dei primi provvedimenti della storia in cui addirittura si paragona la nutrizione di un cane con l'imbrattamento di una strada e se ne vieta l'esecuzione. O i cani impareranno ad utilizzare forchette e coltelli, quando consumano i loro cibi per strada; o in sostanza, da ora in poi, sarà vietato dare cibo agli animali per strada. Con questa ordinanza molti cani, soprattutto randagi o abbandonati, moriranno di fame. Eppure anche loro sono esseri viventi".
"In questo periodo, poi, in cui i cani vengono abbandonati dalle famiglie che partono per le vacanze, anziché a come sfamarli, si pensa a come togliergli il cibo. Senza contare che proprio nel comune di Castellammare sul Monte Faito - concludono Borrelli e Ceparano - sono stati sterminati in modo barbaro decine di cani negli ultimi mesi. Invece di proteggere gli animali l'attività dell' attuale sindaco sembra proiettata a come favorirne lo sterminio".
Come è avvenuto a Monte di Procida i Verdi con diverse associazioni animaliste organizzeranno un Randagio Day a Castellammare per protestare contro l' atto del sindaco e ricordandogli che le leggi vigenti attribuiscono ai Sindaci la responsabilità di raccogliere i cani randagi, curarli, ricoverarli in canile, microchipparli e sterilizzarli e non certo farli morire di stenti.

Lapidaria la replica di Bobbio: "Tra tutti i problemi che mi trovo a dover affrontare come primo cittadino di Castellammare di Stabia, Francesco Borrelli arriva buon ultimo".

 

 

http://www.diariodelweb.it/Articolo/Scienza/?d=20100701&id=151428

Moige: Randagismo piaga da eliminare, sicurezza bimbi al primo posto

Maria Rita Munizzi

Il randagismo "è una piaga che va eliminata e che si combatte anche evitando di lasciare alimenti in strada, gesto che attira ovviamente i cani senza padroni". Lo afferma in una nota Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige (Movimento italiano genitori), dopo le polemiche suscitate dall'ordinanza del sindaco di Castellammare di Stabia (Napoli) che vieta di imbrattare il suolo pubblico con alimenti destinati a nutrire cani randagi.

"Da tempo evidenziamo il problema del randagismo, un fenomeno che mette in pericolo adulti e soprattutto bambini, così come attestano i numerosi casi di aggressione causati da cani randagi che frequentemente hanno avuto conseguenze anche mortali - prosegue la presidente del Moige - Lasciare il cibo in strada è un gesto irresponsabile, sotto diversi aspetti: pedagogico, poiché si legittima agli occhi dei minori l'imbrattamento delle strade, sanitario, perchè si acutizza il problema dei rifiuti già molto presente nelle città, e anche dal punto di vista della sicurezza poiché si rischia di mettere a repentaglio l'incolumità dei passanti a causa dei cani attratti dal cibo".
"Auspichiamo quindi - conclude Munizzi - un intervento mirato da parte delle istituzioni per iniziare a contrastare seriamente il fenomeno, tutelando così adulti e minori, e mettendo quindi in primo piano la sicurezza di questi ultimi".

FONTE: http://www.genitori.it/documento.asp?sotto=36&articolo=12431

 

http://www.enpa.it/it/

Randagismo. L’Enpa: “Inspiegabili gli attacchi del Moige contro chi chiede il rispetto della legge”

Carla Rocchi
Roma, 1 luglio 2010 - In merito alla posizione assunta dal Moige sulla questione randagismo, con particolare riferimento all’ordinanza emanata dal Sindaco di Castellammare di Stabia e contestata dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, il presidente dell’Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue:
“Rivolgo ai genitori del Moige una viva preghiera: cercate, se potete (come diceva Don Bosco), di avere un filo di bontà nei confronti delle sofferenze degli animali. La sofferenza è sempre uguale, per animali, persone, vecchi, bambini. Se possiamo lenirla facciamo un gesto di alto valore educativo anche per i più piccoli la cui formazione è certamente al vertice delle preoccupazioni del Moige. Comprensione quindi per i cani abbandonati di Castellammare di Stabia, e per le persone che, sostituendosi alle istituzioni, li aiutano a non morire. Si rende infatti necessario un piccolo ma sostanziale richiamo alla osservanza delle leggi dello Stato, la legge 281/91 che impone ai Sindaci  la cura degli animali randagi. Non sfuggirà che giustificare l’atteggiamento del Sindaco significa a un tempo avallare una grave inosservanza delle leggi e non mostrare alcuna comprensione per le sofferenze degli animali. Attaccare chi richiama - come nel caso specifico il sottosegretario Francesca Martini - chi di dovere all’osservanza delle leggi e al tempo stesso chiede rispetto e tutela per i più deboli è del tutto inspiegabile”.
Enpa - Ente Nazionale Protezione Animali

 

A

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