ROMA - LE ADOZIONI AVCPP: 29 GIUGNO 2010, L'ASSURDO ULTIMO GIORNO DI DICK DICK

12/lug/2010 14.42.41 eleonora Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
 
 

ROMA - LE ADOZIONI AVCPP: 29 GIUGNO 2010, L’ASSURDO ULTIMO GIORNO DI DICK DICK

Un giorno di ordinaria follia


Vi raccontiamo la storia di una “bellissima” adozione di un cane dei canili comunali di Roma, gestiti dalla Associazione Volontari Canile di Porta Portese-AVCPP, il povero Dick Dick.

Queste sono le premesse:

  • Sul sito ufficiale dell'AVCPP, al link http://www.iolibero.org/modules/xcgal/displayimage.php?pid=1422 sull'adozione di Dick Dick, si legge questa frase nell'aggiornamento: “Dick Dick è stato adottato da una splendida signora di Torino, che vive in una bellissima casa con giardino e ha altri 6 cani amici. Ha accettato che Dick Dick le venisse 'scelto' e proposto dalle persone del canile, senza fare alcuna scelta sua personale.”;

  • Dick Dick era seguito da Elisa, sua volontaria di riferimento non retribuita, da oltre 9 anni. Elisa è da tempo persona sgradita sia alla presidente Avcpp, Simona Novi, sia alla responsabile sanitaria per l'Avcpp del canile ex Poverello (dove era detenuto Dick Dick), Beatrice Spanò. La colpa di Elisa è stata quella di aver “osato” contestare la gestione dei cani malati terminali ricoverati nel noto “reparto cani agonizzanti”;

  • Nella struttura dell'ex Poverello Simona Novi (il presidente AVCPP autonominatasi anche responsabile dei volontari di questo canile) e Beatrice Spanò decidono, non si capisce in base a quale criterio, quali cani possono essere adottati e quali invece no;

  • Il povero Dick Dick “casualmente” è stato prescelto tra circa 230 cani presenti nel gennaio 2010 al canile ex Poverello, quale candidato per l'adozione in provincia di Torino alla “splendida signora”;

  • In data 31 gennaio 2010 Elisa ha vissuto come un vero e proprio shock quello che avrebbe dovuto essere un fatto positivo, ovvero l’adozione di un cane di un canile: è arrivata in canile è andata subito, come al solito, nel recinto di Dick e quando non l'ha visto è entrata nel panico totale pensando che fosse morto e che nessuno l’avesse avvisata. Sentito il personale AVCPP presente sul posto, le è stato riferito che la stessa mattina verso le 7.30 Dick Dick era stato prelevato per essere portato in adozione in provincia di Torino. Non potete immaginare il dispiacere di Elisa nell'apprendere che nessuno si era premurato di avvisarla, dato che un'adozione in un'altra città non poteva essere certo stata preparata il giorno stesso. Elisa non ha potuto nemmeno salutare per l'ultima volta il suo amato Dick Dick. Per avere spiegazioni e informazioni sull’adozione ha tentato di contattare la responsabile sanitaria del canile, Beatrice Spanò, che si rifiutava di parlarle attaccandole per ben due volte il telefono in faccia.


In questi mesi Elisa non ha mai perso la speranza di rivedere Dick Dick e, avendo richiesto immediatamente il numero di telefono della “splendida” adottante all'Ufficio Adozioni AVCPP, che a sua volta ha chiesto l’autorizzazione a quest'ultima di poterglielo comunicare, dopo diverse difficoltà ha contattato l’adottante per poter andare a trovare il suo amato cane.

Nel frattempo la signora non ha mai inviato ad Elisa le foto richieste e più volte promesse del cane, è stata sempre molto sfuggente nel concordare una data in cui Elisa sarebbe potuta andare a trovarlo adducendo la scusa che a causa del suo lavoro di guardiaparco si trovava frequentemente in viaggio.

A seguito delle insistenze di Elisa, che nel frattempo si era insospettita, finalmente si è stabilita una data per farle rincontrare Dick nel suo nuovo ambiente: Elisa sarebbe andata in provincia di Torino appositamente il 29 giugno 2010 accompagnata da un'altra volontaria non retribuita, Eleonora.

Pochi giorni prima della partenza, Elisa aveva ricontattato la “splendida signora” per confermarle l'appuntamento e la signora la informava che le avrebbe fatto aprire dal giardiniere perché durante il giorno si trovava al lavoro ed aggiungeva di non preoccuparsi se Dick Dick poteva sembrarle un po' strano perché pochi giorni prima era collassato senza motivo e gli aveva fatto le analisi del sangue che erano risultate negative e, quindi, il cane non aveva nulla di rilevante.

Quest'ultima affermazione della “splendida signora” è importante nel proseguo per comprendere meglio la malafede della adottante.


Una volta arrivate a Torino in aereo, le volontarie non retribuite, hanno dovuto affrontare un lunghissimo viaggio per raggiungere il luogo dove si trovava Dick: tre pulman e un bus per arrivare nel paesino dove, però, non c'era alcun mezzo pubblico per raggiungere la villa della “splendida signora”. Hanno chiesto informazioni in un negozio di ferramenta per cercare un taxi ed il titolare del negozio una volta saputo quale località dovevano raggiungere, la villa della guardiaparco, è scoppiato a ridere ed ha affermato: “Guardiaparco? Ma sapete che lavoro fa? La tombarola: scrive le lapidi. E' una donna strana e svampita” e gentilmente si è offerto di farle accompagnare dal nipote in collina dove si trova la villa, altrimenti avrebbero dovuto percorrere a piedi 4 km in salita. Anche il nipote in macchina ha confermato che era una donna molto strana.

La preoccupazione e l’ansia per la sorte del povero Dick Dick intanto crescevano, ma le volontarie non avrebbero potuto mai immaginare la scena che avrebbero poi avuto davanti agli occhi.

Il giardiniere, come concordato in precedenza, le ha fatte entrare nella proprietà ed è rimasto tutta la giornata con loro, senza mai perderle di vista. Una volta all’interno di un bel giardino le volontarie sono state accolte da 6 cani, ma Dick non c'era: lo hanno visto in lontananza e nonostante Elisa lo chiamasse concitata non è andato loro incontro.

Si sono avvicinate e nella stessa area hanno notato un altro cane chiuso in un recinto, poi finalmente Dick Dick si è alzato e camminava a stento. Il pelo non era mai stato spazzolato, come faceva Elisa tutte le settimane in canile dopo averlo portato in passeggiata, ed il cane appariva molto trascurato, in uno stato pietoso come se fosse un randagio.

Ha riconosciuto subito Elisa ma non ha avuto manifestazioni di gioia, camminava con evidente difficoltà come se fosse in uno stato confusionale e, una volta sdraiato, non riusciva più ad alzarsi autonomamente e respirava a fatica: ad un primo esame le volontarie rilevavano che stava soffrendo visibilmente e appariva sul muso un enorme bozzo, segnale evidente di un tumore, e tante mosche si affollavano sul fondo schiena e sulle zampe posteriori.

Il cane, secondo il giardiniere, non riusciva più ad alzarsi con facilità e autonomamente da ben 4 giorni, e le volontarie rilevavano che non essendoci parti del corpo rasate evidentemente il millantato prelievo di sangue non era stato eseguito.

Elisa ha telefonato subito alla “signora” per allertarla sulla gravità dello stato del cane che andava fatto visitare da un veterinario con urgenza, ma è stata liquidata in malo modo da chi si sentiva “disturbata” mentre stava lavorando.

Il povero cane si era accasciato al suolo ed aveva tutta diarrea incrostata sui peli del bacino e delle zampe, così Elisa si è fatta dare dal giardiniere un secchio con l'acqua e con dei fazzoletti e, come l'acqua ha iniziato a detergere le incrostazioni e a scendere per terra dal bacino, subito hanno notato dei vermi scivolare; così Elisa ha spostato il pelo sulla parte posteriore del corpo:

IL CANE ERA LETTERALMENTE MANGIATO VIVO DA UNA MOLTITUDINE DI BIGATTINI CHE ENTRAVANO ED USCIVANO DALLA CARNE.

Sconvolte per la terribile scoperta hanno deciso di richiamare subito la “signora” che ha risposto di nuovo in malo modo ad Elisa che insisteva per farle mandare un veterinario, ma l'adottante le ha di nuovo risposto che non voleva essere disturbata e che se non erano d'accordo con il suo modo di trattare il cane potevamo portarlo indietro a Roma. Inoltre ha dichiarato di non ricordare se gli aveva fatto o meno le famose analisi.

Si precisa che le volontarie non retribuite erano andate a trovare Dick Dick come persone che volevano bene a quel cane e se erano prese cura in precedenza e non a nome di alcuna associazione, ma poiché la sua adozione era stata curata dalle “volontarie retribuite” dell’Ufficio Adozioni di AVCPP, hanno telefonato a Roma per raccontare l’accaduto e segnalare le condizioni del povero cane. La “responsabile” dell’Ufficio avrebbe richiamato le volontarie non retribuite dopo ore dalla loro segnalazione quando ormai la situazione sarebbe stata “risolta”.

Nel frattempo, vista la volontà dell'adottante di disfarsi del cane, le volontarie ipotizzavano di rinunciare all'aereo (ormai pagato) per il ritorno ed affittare un'auto a proprie spese per portare il cane da un veterinario e poi a Roma in stallo, previa autorizzazione scritta dell'adottante e relativo passaggio di proprietà.

Dopo un paio d’ore è arrivato il veterinario di fiducia della adottante che ha visitato Dick accasciato a terra, con un rasoio ha depilato una piccola parte dell'anca rendendo visibili una colonia di vermi, il cane era infestato dai bigattini. Ha rivoltato la guancia di Dick dove era il bozzo ed ha visto che la parte paradontale era in ulcerazione.

Il veterinario ha detto che la situazione era gravissima, si trattava di un osteosarcoma ed il cane stando male non si alzava quasi più e sulle piaghe da decubito le mosche avevano depositato le uova dalle quali erano nati e si erano riprodotti tantissimi bigattini.

I bigattini potevano essere curati in ambulatorio e l’unica soluzione ad un tumore così devastante sarebbe stata quella di operarlo e portargli via metà muso, ma il post operatorio sarebbe stato molto complesso ed il cane, stando sdraiato, sarebbe stato invaso di nuovo dai bigattini.

Un intervento così invasivo praticato su un cane anziano e soprattutto molto provato sarebbe stato utile solo per fargli guadagnare qualche giorno o settimana di vita in più. Il veterinario ne consigliava, quindi, la soppressione immediata e chiamava la proprietaria per chiedere l'autorizzazione. L’unica preoccupazione dell’adottante per il povero Dick è stata quella di chiedere se le volontarie fossero d'accordo con la sua diagnosi ed il suo consiglio, il veterinario rispondeva: “si, hanno capito la situazione e sono d'accordo nel praticare l'eutanasia”. Così la “signora” dava il suo nulla osta. Inoltre da questa conversazione telefonica tra il veterinario e l'adottante si capiva perfettamente che nessun prelievo e analisi era stata effettuata in precedenza.

Il veterinario non immaginava che la situazione fosse così grave e non aveva con sé l'occorrente per l'eutanasia ed è tornato a Torino che è ad un’ora d’auto circa. L'adottante, nonostante ne avesse avuto il tempo, non riteneva opportuno tornare a casa per dare l'ultimo saluto a Dick.

Così il veterinario metteva fine alle sofferenze del povero Dick Dick che esausto si addormentava tra le braccia della sua amata Elisa. Il suo corpo sarebbe stato sepolto in giardino.

Le volontarie sono state riaccompagnate dal veterinario a Torino, dove Elisa in stato di shock ha dovuto acquistare e assumere dei tranquillanti.

PER QUESTO GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA SI RINGRAZIA AVCPP. LE ADOZIONI AL NORD ITALIA SONO RISCHIOSE PERCHE' RISULTA DIFFICILE FARE CONTROLLI SUCCESSIVI DA PARTE DEI SINGOLI VOLONTARI, VISTO CHE L'AVCPP NON HA PENSATO ASSOLUTAMENTE DI MANDARE QUALCUNO A CONTROLLARE IN SEGUITO LA SITUAZIONE.

IL POVERO DICK DICK E’ MORTO DOPO GIORNI DI SOFFERENZA, COLPEVOLE SOLO DI ESSERE IL CANE PREDILETTO DI ELISA.

Non esiste una gestione chiara e trasparente delle adozioni: Elisa, volontaria storica dell'AVCPP da ben 9 lunghi anni non è stata né interpellata sulla possibilità di dare in adozione nel Nord Italia il suo amato Dick Dick, né tantomento avvisata: anzi non le è stata data nemmeno la possibilità di salutarlo prima che partisse nonostante tutti, “volontari retribuiti” e non retribuiti, in canile sapessero che lei veniva soltanto per seguire lui; tutti lo sapevano. Ma, d'altronde, è logico che sia andata così visto che altro non era che una stupida ripicca nei confronti di chi ha avuto il coraggio di alzare la voce quando ha visto cani morire agonizzando senza avere diritto ad una buona e dignitosa morte.

E non ultima la colpa ricade sui “volontari retribuiti” che lavorano nello “splendido” UFFICIO ADOZIONI AVCPP - pagato con i soldi di noi tutti contribuenti cittadini di Roma (vedi Convenzione in proroga con il Comune di Roma per oltre 4 MILIONI DI EURO L'ANNO) - che non ha effettuato i DOVUTI CONTROLLI PRE E POST ADOZIONE:

  • avrebbe dovuto destare sospetti una persona che dalla provincia di Torino chiede in adozione un cane anziano QUALUNQUE, visto che - come riportato nel link sovrascritto - viene ringraziata per aver fatto scegliere il cane all’Associazione “onlus”;

  • avrebbe dovuto ancor di più destare sospetti che una persona della provincia di Torino avesse chiamato per adottare un cane a Roma: perché non è andata al canile di Torino visto che non si trattava di un cane in particolare? Forse a Torino è conosciuta per essere una “canara” che raccatta cani per strada pensando di fare la salvatrice del mondo e poi li lascia nel suo bellissimo giardino abbandonati a se stessi, senza curarsene e tutti sporchi?


VERGOGNA E CHE DIO PUNISCA TUTTI I RESPONSABILI DELL'ATROCE CALVARIO DEL POVERO DICK DICK.



blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl