Animal Friendley un cippirimerlo! ( seconda puntata)

La storia di questo dolcissimo cane salvato per la coda, che vagava nella amichevole Puglia (nei confronti degli animali si intende,) è esemplare di quante balle si possano dire, raccontare e fare credere, pur di agiografare l'immagine turistica di una Regione.

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23/lug/2010 15.54.51 Chiliamacisegua Contatta l'autore

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Sent: Friday, July 23, 2010 3:44 PM
Subject: Animal Friendley un cippirimerlo! ( seconda puntata)

 

 

 

 

Animal Friendley un cippirimerlo! ( seconda puntata)

continua…….

 

Chiliamacisegua aggiunge una foglia alla..corona di alloro depositata sulla fronte della Puglia , insignita dall’On Michela V.Brambilla dell’appellativo, Animal Friendly.

 

La storia di questo dolcissimo cane salvato per la coda, che vagava nella  amichevole Puglia ( nei confronti degli animali si intende,) è esemplare di quante balle si possano dire, raccontare e fare credere, pur di agiografare l'immagine turistica di una Regione. E intascare i daneè!

 

Ma, ahimè, se salvano le tasche, non ne salvano l'anima.

 

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

 

 

Testimonianza di una volontaria

Venerdì scorso amici di una mia amica di Genova erano in campeggio ad Otranto (BR), e si sono imbattuti in una larva di cane.

Fortemente disidratato , scheletrico, spelacchiato, triste, malmesso e solo. Da bravi cittadini, hanno provato  a fare tutte le segnalazioni del caso alla Asl, ai Vigili, ma nulla (in questo tutta la Puglia è coerente), hanno chiamato  anche una associazione locale, ma nessuno di loro è intervenuto.

 

Allora, con un giro di tamtam sono arrivati a me.

Nel frattempo lo avevano portato dal veterinario,  il quale senza aver fatto alcun prelievo, senza prove insomma, ma forse da quelle parti hanno il naso clinico e possono risparmiare sugli esami,  ha sentenziato: leishmania e prescritto alcune compresse (ma senza le fiale, ndr).

 

Fra l'altro il veterinario ha consigliato l'eutanasia piuttosto che il canile.. forse perché è a conoscenza del modo in cui sono trattati i randagi reclusi  e  del modo in  cui sono gestiti.  Nell’altro mondo dell’Italia che considera gli animali uguali a ..cose. E in quell’altro mondo, ahimè svetta, in pole position la Puglia. 

 

Ho deciso dunque e d’un botto,  di prendermi carico di questa creatura, me lo sono fatta portare con staffetta...una famiglia veneta aveva finito le ferie e stava tornando al nord, gli hanno dato un passaggio fino al casello di Andria  e me lo sono portata al rifugio dove opero come volontaria.

 

Le foto allegate sono state scattate lunedì e assicuro che ormai è un "fiore", rispetto a com'era.

 

Oggi il veterinario nostro ha fatto il giro di visite in canile e gli ha effettuato un prelievo per stabilire cosa effettivamente il cane abbia, ammesso che abbia qualcosa, forse rogna e forse erlichiosi.

 

In effetti  lo stiamo già curando per la rogna.

 

Comunque mangia e si sta riprendendo, è buonissimo  , affettuoso, e adesso cammina trotterellando al guinzaglio, mentre all'inizio manco si alzava.

 

Si sta riprendendo la fiducia nell’uomo e anche la vita che l’indifferenza del l’uomo e delle istituzioni “non presenti sul territorio, “latenti” e voglio sottolinearlo, di modo che il ministro Brambilla, ne venga resa edotta, gli hanno tolto.

E se questa è la Puglia animal friendly, Dio ( assente anche lui da queste parti) ce ne scampi!

Ah dimenticavo, stante l’esperienza, i miei conoscenti e amici, saputa la storia hanno giurato che mai e poi mai rimetteranno piede in Puglia, neppure per una sosta caffè!

S.M.

 

 

 

FOTO

 

 

 

 

NOTA

 

Puglia: Dossierino di Chiliamacisegua, così per farsene una idea di quanto  da queste parti siano ospitali con gli animali!

 

http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/28/animal-frendly-un-cippirimerlo/

 

Animal Friendly un cippirimerlo!

 

 

 

CRONACA

Oggi 23 luglio 2010

 

http://www.petsblog.it/post/1441/i-randagi-in-puglia-unannosa-questione

 

I randagi in Puglia: un'annosa questione

pubblicato: venerdì 23 luglio 2010 da doretta

 

   Un randagio

 

 

 

 

 

 Dall’infanzia alla giovinezza ho conosciuto solo randagi. Nella mia città si creano dei veri e propri branchi, che specialmente di notte girano a caccia di cibo. Ho dovuto    spiegare a mia figlia, con molta fatica, il perché non possiamo toccare o avvicinare questi animali.

Alcuni di questi cani sono visibilmente malati e sofferenti, anche se non tutti sono pericolosi. In effetti molte persone lasciano del cibo per questi poveri animali e anche se non ricevono, per ovvi motivi, coccole e carezze, stabiliscono dei rapporti pacifici con gli abitanti del quartiere.

Ci sono alcune persone che aiutano i randagi, grazie anche al servizio volontario di veterinari di buona volontà, ma non basta. Il problema è molto radicato e, a dirla tutta, al di là di una cronica mancanza di fondi, sembra comunque non interessare a nessuno.

 

A

brambilla_m@camera.it;

martini_f@camera.it;

g.ferri@sanita.it;

r.marabelli@sanita.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

stampaweb@lastampa.it;

 

 

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