Asti - Sequestro a Bubbio di una cascina lager dell'associazione Endlesslove

La prima denuncia dei veterinari Asl alla Procura di Acqui risale a molti mesi fa, ma a sbloccare la situazione e porre fine ad una vicenda straziante è stato l'intervento congiunto della stessa Asl, del Corpo forestale e dell'Unità operativa del ministero della Salute per il benessere animale: un sequestro amministrativo ha consentito di portar via e soccorrere cavalli, asini, un mulo, cani, gatti, un maiale, capre e pecore.

15/ago/2010 19.44.10 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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SEQUESTRO. UNA VENTINA DI CAPI PORTATI VIA DA UNA CASCINA DAI VETERINARI ASL E DALLA FORESTALE. I titolari di una sedicente associazione denunciati per maltrattamenti.

La prima denuncia dei veterinari Asl alla Procura di Acqui risale a molti mesi fa, ma a sbloccare la situazione e porre fine ad una vicenda straziante è stato l’intervento congiunto della stessa Asl, del Corpo forestale e dell’Unità operativa del ministero della Salute per il benessere animale: un sequestro amministrativo ha consentito di portar via e soccorrere cavalli, asini, un mulo, cani, gatti, un maiale, capre e pecore. Ma due cavalli hanno dovuto essere abbattuti.

Scenario di questa storia una cascina di frazione Grassi a Bubbio dove la coppia M.R. ed E.T. viveva da alcuni anni: casa e terreno erano stati concessi da una milanese che forse aveva raccolto l’appello del loro sito, la sedicente associazione animalista www.endlesslove.it. Sito tuttora attivo dove si parla di un paradisiaco! luogo per curare animali maltrattati. Con invito a versare fondi e un blog in cui da tutta Italia si raccoglievano consensi (e soldi, con tanto di conto corrente). E’ possibile che all’inizio le cose stessero così, ma, forse complice un nubifragio che aveva in parte distrutto le stalle, da tempo c’erano state segnalazioni che in quella cascina gli animali versavano in cattive condizioni. Al punto che i vigili del fuoco erano stati chiamati dalla coppia più volte per «tirar su» cavalli accasciati che non potevano stare in piedi. Anche il Comune è intervenuto più volte, ma era difficile perfino entrare in quella cascina.

A sbloccare la situazione, l’intervento del ministero, avvertito da un’associazione animalista toscana che aveva dapprima fornito fieno e altri beni per l’alimentazione degli animali e poi, intuendo che qualcosa non andava, aveva inviato un veterinario (pochi giorni fa), che aveva dovuto sopprimere un pony con un’arto spezzato. La scena che si è pre! sentata ai veterinari dell’Asl (il responsabile Gian Stefano Filippone , Fulvia Dorigo, Angela Guelfo e al vigile Santero, è stata di quelle che non si dimenticano. «Abbiamo dovuto abbattere due cavalli - racconta Filippone - e possiamo ringraziare la Protezione civile che ha portato l’acqua, la Forestale e i veterinari Merlo e Sburlati, se siamo riusciti a caricare gli animali spossati e senza forze».

Equini, pecore e capre sono stati accolti provvisoriamente con generosità dall’azienda agricola Merlo di Monastero, i gatti sono stati sistemati da privati e i cani (begli esemplari di pastori, ora con microchip e vaccinazioni), sono al canile Con..Fido di Nizza, in attesa di essere adottati. Da parte loro i titolari della cascina hanno dichiarato «di non essere più in grado di mantenere gli animali, per carenze strutturali e finanziarie dell’associazione». L’indagine ora prosegue (per ora si è fermi alla denuncia per maltrattamenti) e l’Asl fa appello a quanti vogliano adottare queste povere bestie. Praticamente impossibile contattare i! titolari, i cui volti però almeno fino a ieri continuavano a sorridere dal sito, invitando gli incauti amanti degli animali navigatori di internet alla campagna «un euro per la vita».







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