OLBIA: EMERGENZA RANDAGI? INCENERITELI

Per quanto riguarda le soluzioni al problema, le sterilizzazioni sono ovviamente il rimedio più efficace ma di tutti i cani.Ricordiamo che la sterilizzazione fu introdotta nel 1991 dal legislatore come una misura di prevenzione del randagismo, in quanto allora si ritenne che attraverso tale operazione si sarebbe evitata l\'uccisione di animali randagi.

28/ago/2010 11.27.20 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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La nostra associazione, Lida sezione di Olbia con forte determinazione porta avanti la tutela degli animali abbandonati. Mai ci saremmo immaginati che un consigliere Comunale e regionale potesse rilasciare dichiarazioni così vergognose ad una testata giornalistica, tra l\`altra penso non condivisa dal Consiglio Comunale di Olbia. Il testo troneggia in prima pagina del quotidiano \"l\`Unione Sarda\" :
EMERGENZA RANDAGI? INCENERITELI


\"Il dibattito è aperto. Oggi si capirà come Olbia (ma non solo) accoglierà la soluzione anti-randagismo lanciata da Gianfranco Bardanzellu.

«Davanti a un\`emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti. E anche impopolari. Per fronteggiare il randagismo, in attesa di migliorare le strutture di accoglienza, educare alla sterilizzazione e punire chi abbandona gli animali, sarebbe opportuno incenerire i cani abbandonati». Gianfranco Bardanzellu l\`ha messo nel conto. Sa bene che oggi rischia di avere Olbia contro (m! a non solo). Però il consigliere Pdl, regionale e comunale, ci crede in quella soluzione che mai nessuno, prima, aveva osato dire.

CASO OLBIA Nasce guardando la piana di Colcò, la proposta di Bardanzellu. Perché lì i randagi sono settecento, lì nell\`unico canile della città che sembra il ghetto degli amici a quattro zampe. Segni particolari: randagi. E gli ultimi centoquattro sono stati abbandonati in quaranta giorni, dal primo luglio al 10 agosto. Un\`emergenza. Non solo in casa Lida (lega italiana difesa animali) che gestisce la struttura con sette volontari. Ma anche per il rappresentate Pdl della massima assemblea sarda. Certo, i punti di vista sono diversi.

LA PROPOSTA Bardanzellu ragiona per punti, mentre accompagna la sua strategia anti-randagismo. Così la premessa: «Sono un cacciatore. Cani in casa ne ho, in famiglia ne abbiamo sempre avuti. Ma io non mi sento meno animalista di quanti preferiscono lasciare settecento animali dentro un recinto. ! Giorno e notte. E senza la speranza che qualcuno restituisca loro la l ibertà». Quindi il secondo passaggio: «Non ho mai pensato che incenerire i randagi debba essere la costante, tantomeno un\`abitudine. Piuttosto è una misura eccezionale, perché l\`emergenza è eccezionale. Io, nel breve periodo, non vedo altre soluzioni».

LA RIFLESSIONE Il consigliere regionale si ferma un istante. Recupera due ritagli di giornale e va avanti: «Prima a Merano, poi a Roma, un presa canario e un pitbull si sono lanciati dal balcone. Erano disperati, i loro padroni li avevano lasciati soli. Dietro la rete di un canile sarebbero stati più felici». Bardanzellu ne fa semmai una questione di moralità: «Dire inceneriamo i cani è impopolare. Perché significa togliere la vita a un animale. Ma non ci vogliamo rendere conto che Comuni e Regioni non hanno i soldi per creare nuove strutture, o ammodernarle, malgrado sia previsto da una legge del 2003, la 376. Il randagismo ha un costo sociale che gli enti locali non riescono più a sostenere. Nessuno, però, ha il c! oraggio di dirlo. Io sì, e ribadisco l\`eccezionalità della misura». Bardanzellu porta un esempio: «Quando un amministratore dice che non si possono aumentare le risorse per la povertà, a volte nemmeno si protesta. Io non credo sia più amorale un provvedimento necessario a risolvere un\`emergenza, per quanto duro».

IL PERCORSO Poi il pensiero si sposta sulle sterilizzazioni: «Tanti Comuni, e la stessa Lida, le fanno gratuitamente. Ma non è così automatica la riduzione del randagismo. Ogni percorso sociale, di educazione e condivisione, si fa per tappe. Ci vuole tempo». L\`esponente Pdl, alla fine, la dice diretta: «A ben vedere, bisogna abbattere gli steccati della falsa moralità». Poi continua su un altro fronte ancora: «È troppo facile contestare la sperimentazione scientifica sugli animali, quando sappiamo tutti che senza quel sacrificio non si potrebbero salvare milioni di vite umane. Con la politica dei due pesi e delle due misure non si va lontano». ALESSANDR! A CARTA\"


Noi umani non sappiamo fare altro che UCCIDERE , UCCIDERE, UCCIDERE , non sappiamo chiedere altro che SANGUE…esseri senza sensibilità, per voi si risolve il problema solo uccidendo… Noi come la Romania, come la Cina.

E per favore, chi riceverà questa nostra e mail informi chiunque, comunichi al mondo intero come un consigliere regionale vorrebbe risolvere un problema per il quale noi animalisti lottiamo da anni. I politici?????? Una classe, moltissimi di loro, con eccezioni alle regole, mostruosamente cieca alla sofferenza del non umano.Tengo a precisare che il nostro sindaco di Olbia Onorevole Gianni Giovannelli non condivide affatto il pensiero del Bardanzellu, questo è quanto riportato dallo stesso: \"Voglio solo affermare che l\` amministrazione comunale di Olbia, da me rappresentata, in qualità di sindaco, non condivide affatto quanto affermato dall\`On. Bardanzellu. Credo che sia stata anche inopportuna, da parte del quotidiano regionale... l\`Unione Sarda, la pubblicazione dell\`articolo giornalistico. ! Non vorrei che questo eccitasse squilibrati propositi di violenza nei confronti degli incolpevoli animali da parte di persone incivili che meritanebbero punizioni esemplari. Rendo invece il giusto merito e la doverosa riconoscenza a quanti, associazioni e privati, che pur nelle mille difficoltà, offrono amore e e serio impegno civico nell\`ambito della tutela e del rispetto degli animali \".

Troppi cani sono un pericolo per la società? Bene, ma non è forse vero che noi uomini siamo un pericolo ben piu\` grave ?
Esistono le soluzioni, il problema non è stato risolto neppure con l\`abbattimento dei cani, pratica diffusa sino al 1991, vuol dire che alla radice della questione non ci sono i randagi, bensì il controllo del territorio inteso come cuccioli abbandonati. All’origine di tutto questo c’è un essere senza morale, l’uomo.
È l’uomo che prende i cani e li abbandona, perché l’amore è fatica. È responsabilità. È impegno. Il cane non è una merce. Non si pren! de al supermercato. Non lo butti nella spazzatura. Il randagismo non è un’invenzione dei cani. È menefreghismo, vigliaccheria, avidità. Tutti difetti umani.
Per quanto riguarda le soluzioni al problema, le sterilizzazioni sono ovviamente il rimedio più efficace ma di tutti i cani.Ricordiamo che la sterilizzazione fu introdotta nel 1991 dal legislatore come una misura di prevenzione del randagismo, in quanto allora si ritenne che attraverso tale operazione si sarebbe evitata l\`uccisione di animali randagi.Dal 1991 sono passati 19 anni !!!!!!!!!! ed il problema persiste .
Una seria politica che preveda censimento, sterilizzazione e condizioni dignitose all\`interno dei canili ha come obiettivo tanto la tutela dell\`uomo, quanto quella degli animali.
Se il Bardanzellu avesse ascoltato le richieste che per anni noi come associazione animalista le abbiamo rivolto, forse oggi i canili sarebbero meno affolati. Sono decenni che noi chiediamo la sterilizzazione gratuita degli animali ma dov\`era il Bardanzellu quando facevamo articoli sui! giornali mostrando il problema grave che si stava accentuando?????? Le ricordo però , nel caso nostro, che il sovraffollamento del canile di Olbia dipende dall\` inciviltà di tanti cittadini che non sterilizzano ed abbandonano gli animali nei cassonetti e davanti al rifugio.
Ma noi umani quando lo capiremo che non siamo soli sulla terra? Che esistono altri esseri e che fare loro quello che facciamo è vergognoso, è osceno. Ma avete mai sentito le alte istituzioni o il Papa dire una sola parola sugli orrore perpetrati ai danni degli animali?????? I soldi non ci sono???? Peccato che per i fuochi d\`artificio vengono sempre trovati!!!!!!!!! E’ importante

che si comprenda come non potrà mai esistere un vero sviluppo economico e sociale se ad esso non si accompagna anche la qualità sociale.

Il randagismo non si risolve chiudendo i cani nei canili ma sterilizzando, i canili devono essere strutture di accoglienza e di transito non di prigione a vita.
Per ! quanto riguarda l\`ultimo argomento trattato nell\` articolo, vivisez ione, inviterei il Bardanzellu a leggere qualche buon libro per documentarsi:
\"La mafia sanitaria\", M. Schär-Manzoli; Ed. ATRA (*), 1994
Questo libro parla dei business che si celano dietro al mondo della ricerca medica che prospera grazie all\`inganno della vivisezione.
\"Mondofarmaco\", O. Li Rosi, M. Montemagno; Ed. FCE, 1998
In questo libro gli Autori descrivono i rapporti tra l\`assurdità scientifica della vivisezione, i colossali interessi economici delle case farmaceutiche e la pericolosità dei farmaci derivati dalla sperimentazione animale.
\"Quando l\`uomo si crede Dio - gli animali e l\`ingegneria genetica \", S. Cagno; Alberto Perdisa Editore, 2000
Libro agile e nel contempo completo su argomenti di fondamentale importanza per chiunque si occupi di bioetica, vivisezione e diritti animali: clonazione, ingegneria genetica, vegetali e animali transgenici, xenotrapianti.

L\`amore per gli animali nasce dall\`amore per le persone. In una sola parola, civiltà.Mi auguro che anche Lei legga questo che abbiamo scritto. Cosetta Prontu www.lidaolbia.it







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