Colpo di coda al colpo...di genio, in data 30 agosto

Martini; A-Task Force; La coscienza degli animali; presidenzaconsiglio@consregsardegna.it; serv.segreteria@consregsardegna.it; info@fnovi.it; segreteria@ordinevet-sassari.it; redazione@sassarinotizie.com; tgr.sardegna@rai.it; videolina@videolina.it; info@sardegna1.it; info@tcs.tv; unione@unionesarda.it; cronaca@lanuovasardegna.it; redazione@antenna1sardegna.tv; redazione@alghero.tv; info@catalantv.it; redazione@ffwebmagazine.it Subject: Colpo di coda al colpo...di genio, in data 30 agosto Colpo di coda al colpo...di genio, in data 30 agosto Alla cortese attenzione delle redazione dell'Unione Sarda Controllare la data in cui è stato diramato e la mailing a cui è stata indirizzato, questo Comunicato.

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31/ago/2010 21.46.06 Chiliamacisegua Contatta l'autore

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Colpo di coda al colpo...di genio, in data 30 agosto

 

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Alla cortese attenzione  delle redazione dell'Unione Sarda

Controllare la data in cui è stato diramato e la mailing a cui è stata indirizzato, questo Comunicato.

Ma per favore!

Il colpo di coda, al colpo di ……genio,  da  Chiliamacisegua è stato dato ieri sera.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

 

Questa è la risposta inoltrata e pubblicata da Chiliamacisegua ieri sera sul suo sito

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/30/laffare-baldanzellu-singrossa/

agosto 30, 2010 

 

L'affare Bardanzellu s'ingrossa

Mentre il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli  prende le distanze dalle dichiarazioni "calde" dell’on Gianfranco Bardanzellu, che surfeggia sulla cresta dell’onda della notorietà, un veterinario, tale dottor Andrea Sarria, addirittura presidente dell'Ordine medici veterinari di Sassari e Olbia Tempio, dà fuori di brutto.

Quando le teste "fumine" si uniscono, è un incendio di corbellerie!

A voi la (divertente) lettura delle (tragiche) dichiarazioni di un veterinario.

Per capire , comunque quale aria tira da queste parti,  Chiliamacisegua allega un pdeffino molto istruttivo, per riconoscere chi ci vuole guadagnare con i randagi.

E per controribattere a questa affermazione:

"......In Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, il randagismo è in mano al Servizio veterinario nazionale. Cioè, se ne occupano medici laureati e titolati, dottori che hanno superato l'esame di Stato»."

Chiliamacisegua segnala  la sua iniziativa:"Libro Rosso", che racconta a puntate, quale sia e quanto sia professionale la media dell'operato dei veterinari delle Asl italiane.

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/23/libro-rosso-charlie/

Ps Chiliamacisegua concorda, si, le associazioni devono essere certificate. Ma anche, a suo parere, i veterinari!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

http://www.newnotizie.it/2010/08/29/randagi-a-newnotizie-il-sindaco-di-olbia-contro-bardanzellu/

Randagi: a NewNotizie il Sindaco di Olbia contro Bardanzellu

http://www.unionesarda.it/

Unione sarda

Olbia.

Fa ancora discutere la proposta di Bardanzellu sui «randagi da incenerire»

«Coi canili gli animalisti fanno i soldi»

Il veterinario Sarria: le associazioni devono essere certificate

Lunedì 30 agosto 2010

Andrea Sarria è presidente dell'Ordine dei medici veterinari a Sassari e Olbia-Tempio. Il dottore difende Gianfranco Bardanzellu.

Di bisturi se ne intende, Andrea Sarria. E lo usa. Da medico veterinario, presidente dell'Ordine professionale a Sassari e Olbia-Tempio. Perché sui «cani da incenerire», Gianfranco Bardanzellu ha accesso la miccia e il dottore, su richiesta, s'infila nella rivolta schierandosi al fianco del consigliere regionale Pdl.

«È evidente che la sua fosse una provocazione, e come tale andava letta. Su una cosa però si è sorvolato. Invece bisogna dirla: le associazioni animaliste che in questi giorni si sono tanto indignate, hanno tutto l'interesse ad aprire i canili, una soluzione costosa e degradante. Hanno interesse visto che coi randagi fanno i soldini».

Dottore, lo ripete per favore?

«Certo. Le associazioni animaliste si sentono le uniche paladine contro il maltrattamento di cani, gatti e non solo. Però coi randagi fanno il business, rastrellano denari pubblici. Nessuno ha detto che i rifugi sono costosi e degradanti».

Quindi?

«Adesso che l'onorevole Bardanzellu ha avuto il coraggio di una provocazione fortissima, aprendo finalmente il dibattito su un tema mai affrontato, anche le associazioni dimostrino altro».

Cosa?

«La professionalità, non solo l'amore per gli animali».

Come si fa?

«Io chiedo che tutte le associazioni siano certificate. In Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, il randagismo è in mano al Servizio veterinario nazionale. Cioè, se ne occupano medici laureati e titolati, dottori che hanno superato l'esame di Stato».

Perché lo chiede?

«Perché è giusto. Non è che io decido di fare un'associazione in difesa del cane e automaticamente posso accedere ai finanziamenti statali. Affrontare il randagismo richiede competenze. L'emergenza è una questione meridionale. Al Nord non esiste, in virtù del modello che ho appena spiegato. C'è una programmazione di lungo termine avviata dalle istituzioni».

Lei il rifugio di Olbia l'ha mai visitato?

«No. Però ne ho sentito parlare di rimbalzo».

Cos'ha sentito?

«La situazione igienico-sanitaria è precaria».

Bardanzellu ha già incassato l'ok della Regione: a Colcò andranno gli ispettori.

«L'onorevole è riuscito ad avviare un percorso. Sta già lavorando all'organizzazione di un tavolo allargato tra Regione, Provincia, Comune, Asl, il nostro Ordine e le associazioni. Lì ci dobbiamo sedere, più che fare clamore. In Italia siamo tutti moralisti. Spesso falsi moralisti. Ma siccome non si vive di bacchettate, ognuno dia il proprio contributo alla soluzione del problema».

Lei cosa propone?

«Io dico intanto che non si può parlare di randagismo due mesi l'anno. I cani non si accoppiano solo quando l'uomo se ne ricorda. Per questo, nell'immediato, bisogna avviare la campagna delle sterilizzazioni. Sono un efficace strumento di lotta, ma vanno precedute da uno studio epidemiologico».

In pratica?

«Prima di tutto serve un censimento, un monitoraggio costante del fenomeno. Altrimenti non si argina né si contrasta».

Il secondo passaggio?

«Educazione nelle scuole. Come diceva Aristotele: giovani uguale futuro, vecchi uguale passato. Come già sta facendo il sottosegretario Francesca Martini, bisogna costruire una nuova consapevolezza intorno al possesso responsabile del cane. Chi ne ha uno, deve sapere che ha doveri rispetto alla collettività».

Il microchip è utile?

«È obbligatorio per legge».

L'anagrafe canina?

«In Sardegna ci possiamo vantare di essere una delle prime Regioni italiane ad averla istituita, nel 2000. Abbiamo una banca dati importante».

Le adozioni come si incentivano?

«È un altro fronte da percorrere. Ma diciamola tutta anche questa volta: un pastore maremmano di quattro o cinque anni, quaranta chili di peso, è difficile che qualcuno lo prenda. Più facile impietosirsi di un cucciolo».

Vuol dire che gli animali di grande taglia non usciranno mai dai canili?

«Proprio così. Ecco perché i rifugi devono essere l'ultima spiaggia, non la costante. La loro esistenza prova l'inefficacia del sistema. Sono il segno di un vuoto nell'organizzazione del territorio».

Lei è anche componente della Fnovi (federazione nazionale ordini veterinari d'Italia). Che esperienza ha raccolto oltremare?

«Non solo programmano, ma per farlo chiedono e utilizzano i finanziamenti ministeriali».

In Sardegna non succede?

«Nel 2008 giusto Narbolia, Pula, Sassari, Tempio e Olbia hanno fatto domanda. E tutti per cifre irrisorie, sui 30mila euro. Ma per attivare percorsi virtuosi, va creato un connubio animali-uomo-ambiente. Ci vogliono soldi, tempo e pazienza per cambiare le abitudini culturali. Basti pensare che la legge sul randagismo, la 281, esiste dal '91. Sono diciannove anni. Sapete come in Sicilia usano quei fondi?».

No.

«Hanno comprato arredi e tendaggi per gli uffici della Regione».

Ma lei i cani li incenerirebbe?

«Io no. E nemmeno Bardanzellu, se questo è il problema. Solo che in Italia bisogna alzare la voce per farsi sentire. Il randagismo è un problema sociale e sanitario. Provoca incidenti stradali, mettendo a rischio la sicurezza. E le feci sui marciapiedi non sono un'ossessione estetica, ma fonte di malattie parassitarie».

ALESSANDRA CARTA

I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/27/questo-bel-tomo-disonora-la-politica-e-la-specie-umana/

A

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