Roma - Picchiata dal vetturino di una botticella Il Comune: Pronti a revocare la licenza

20/set/2010 13.26.29 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Ha solo chiesto informazioni sul cavallo che trainava la botticella e di tutta risposta il vetturino l’ha travolta con una scarica di cazzotti. La vittima è un’impiegata romana di 31 anni che è stata trasportata con un’ambulanza del 118 all’ospedale Santo Spirito. E appena si è ripresa ha denunciato tutto alla stazione dei carabinieri di piazza Venezia.

Il fattaccio è successo martedì 7 in pieno centro di Roma. Ed è soltanto l’ultimo di una lunga serie delal quale si sono resi responsabili i vetturini. Gente senza scrupoli che fa lavorare quei poveri cavalli in barba alla pausa obbligatoria prevista d’estate (fino al 30 settembre) dal regolamento comunale. Gente che fa salire i passeggeri e, nonostante sia vietato, li fa sedere anche accanto al conducente. Vetturini senza scrupoli che appena intravedono l’occasione danno una stangata al turista (altro che il conto del ristorante Il Passetto ai giapponesi): tanto non ci sono nemmeno le prove perché non rilasciano uno! straccio di ricevuta fiscale.

Ecco la cronaca. Erano circa le 17 quando Valentina, 31 anni, stava percorrendo in sella alla sua bicicletta via del Corso. All’altezza dell’incrocio con via dei Condotti Valentina si è fermata al fianco di una botticella. Faceva caldo. Il cavallo era evidentemente affaticato. Ma a colpire la ragazza è stata una retina che copriva la vista dell’animale oltre ai consueti paraocchi. «A che serve quella retina?», «Non è che il cavallo soffre di più?» si è domandata Valentina.

Così ha chiesto chiarimenti al vetturino il quale, però, le ha risposto a male parole invitandola a farsi gli affari suoi. Ne è nato un battibecco. Il conducente della botticella, un uomo di mezza età, ha iniziato a minacciare la giovane agitando un bastone. Poi, improvvisamente, è sceso dalla carrozzella ha raggiunto la donna e l’ha colpita con una scarica di pugni.

Valentina è caduta in terra. Era terrorizzata. «Sembrava una furia - racconta - m! i ha picchiato mentre ero incastrata sulla bicicletta e nemmeno potevo scappare». Valentina ha iniziato ad urlare per attirare l’attenzione.

Fortunatamente alcuni passanti sono intervenuti e sono riusciti a fermare l’aggressore. Poco distante c’era una pattuglia dei vigili urbani che è subito intervenuta (anche se al comandante del Primo Gruppo, Cesarino Caioni, non risulta nulla).

Gli agenti, invece, vedendo che la ragazza era sotto shock, hanno chiamato l’ambulanza come risulta al centralino del 118. Valentina è stata trasportata all’ospedale Santo Spirito dove i medici le hanno riscontrato vertigini e contusioni al collo guaribili in undici giorni.

Tutto accaduto sotto gli occhi di centinaia di cittadini e turisti. Davvero una “bella” figura per una città che punta molto sulla sua immagine e sul turismo.

Valentina oggi è spaventata ma ha trovato comunque la forza e il coraggio di andare alla stazione dei carabinieri di piazza Venezia dove ha denunciato tutta la sua brutta avventura: «E’ assurdo che certa ! gente possa avere una licenza pubblica- dice - Alla fine sono stata fortunata, se non ci fossero stati i passanti, chissà cosa mi avrebbe fatto. Mi auguro adesso che il responsabile venga rintracciato».

«L’episodio denunciato dal Messaggero è gravissimo e intollerabile. Su mandato del sindaco Alemanno, sto seguendo l’indagine dei carabinieri ma se la versione della ragazza aggredita verrà confermata sarà necessario intervenire immediatamente. Ho parlato con l’assessore Marchi per valutare l’ipotesi di una revoca della licenza per il responsabile dell’accaduto. A Valentina va tutta la mia solidarietà». A parlare è Fabio De Lillo, l’assessore capitolino all’Ambiente, colui che di fatto ha la delega per diritti degli animali e quindi anche la responsabilità sulle botticelle. E subito dopo arriva l’assessore ai Trasporti, Sergio Marchi, che conferma l’intenzione di prendere provvedimenti.

Bene la revoca della licenza. E’ senza dubbio una giusta risposta al vet! turino che il 7 settembre, in via del Corso, ha preso a pugni una raga zza che gli aveva chiesto informazioni sulla salute del cavallo.

Ma, se mai sarà presa questa decisione, non basta. Rischia, infatti, di essere solo un provvedimento spot nei confronti di una categoria che, come si dice a Roma, “fa come je pare”: non rispetta gli orari della pausa estiva previsti dal regolamento comunale; continua a ricoverare quelle povere bestie che tutto il giorno trainano le carrozze per il trafficato e inquinato centro di Roma in stalle abusive a Testaccio; una categoria alla quale viene permesso impunemente di non avere tariffe definite e trasparenti e soprattutto di non lasciare alcuna ricevuta fiscale intascando 300 euro a corse in “nero”. Ci vuole ben altro che un’ipotesi di revoca della licenza per cambiare le cose una volta per tutte senza cercare alibi nel laissez faire delle precedenti amministrazioni. Ci vuole la convinzione da parte del Comune, dei vigili urbani e della Guardia di Finanza di rendere regolare e adeguata al terzo millen! nio una tradizione che, invece di rispolverare un piacevole amarcord, oggi offre solo la peggiore faccia della città: la faccia dell’arroganza e della “cultura” dell’abuso. Se non si prendono provvedimenti, allora vuol dire, che c’è qualcuno che protegge questi abusi. Ma chi è? E per quali interessi?

L’indagine. I carabinieri stanno cercando di ricostruire l’aggressione avvenuta il 7 settembre. Ieri hanno acquisito i verbali dal comando dei vigili urbani del Primo Gruppo che, incredibilmente, avevano catalogato l’accaduto come incidente stradale. Secondo i vigili sia il vetturini che Valentina (la trentunenne aggredita) non hanno voluto sporgere denuncia e per questo, ancor più incredibilmente, non sono stati identificati i testimoni. La donna, però, smentisce: “Ma se li ho fermati io i vigili - racconta - ci hanno chiesto i documenti. Poi io sono andata all’ospedale con l’ambulanza. Che cosa avrei dovuto fare mentre ero sotto shock per l’aggressione?”. Il vetturi! no si chiama Luigi D.A. e ha 47 anni. Il fascicolo è stato inviato in procura. E nei prossimi giorni probabilmente sarà ascoltato dagli investigatori.

Le reazioni. Il primo a intervenire sulla aggressione del vetturino alla donna in via del Corso è il consigliere comunale Massimiliano Valeriani: «Non si può più tollerare questa casta dei vetturini delle botticelle che agisce al di fuori della legalità con tanto di licenza pubblica e che sfrutta gli animali oltre ad essere aggressiva con cittadini e turisti. La tolleranza zero di Alemanno non può valere solo per gli spot nei campi nomadi, ma deve valere per tutti».

Per il capogruppo dell’Udc, Alessandro Onorato «È giunta l’ora che il sindaco Alemanno si batta seriamente contro gli interessi di una vera e propria piccola lobby che si autogestisce nella più completa anarchia e che con sfrontatezza, oggi come già in passato, prova a difendere i propri diritti con atti violenti».

Il Codici ha offerto assistenza legale a Valentina, mentre l’Enpa chiede di verificare i prec! edenti penali dei vetturini romani. Pino Battaglia (Pd) parla di “strade di Roma ridotte a Far-West”. Mentre l’assessore provinciale al Turismo, Patrizia Prestipino, da sempre in prima linea per regolarizzare il servizio delle Botticelle ha dichiarato: «L’aggressione di una donna da parte di un vetturino è una brutta pagina per l’immagine di Roma. Una vicenda triste che dimostra, ancora una volta, come la delibera comunale sulle cosiddette botticelle sia inefficace e, soprattutto, sia costantemente disattesa dai vetturini, che dimostrano non solo sprezzo delle regole ma un’arroganza intollerabile, aggravata dall’indifferenza di chi dovrebbe effettuare controlli e vigilare».





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