Ventimiglia - Sgomberato lallevamento lager del pseudo allevatore sul fiume

Come quello ora rimosso sotto la strada Statale 20, dove gli animali rischiavano di finire pure sotto le ruote della macchine.

18/gen/2011 12.50.02 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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In linea teorica, una piena del fiume Roya, avrebbe potuto portare via tutto. Capre, conigli, cavalli ed un asino, più varie galline e forse anche G. G., noto già per analoghe iniziative di allevamenti estemporanei. Come quello ora rimosso sotto la strada Statale 20, dove gli animali rischiavano di finire pure sotto le ruote della macchine. Anzi, a sentire il Corpo Forestale dello Stato, è già successo, nei luoghi, un incidente con una capretta.

Originario della Calabria, il pseudo allevatore era ormai da tempo trapiantato a Ventimiglia (IM), ed è molto noto agli abitanti del posto per le abitudini un po’ “naif”. Così lo definiscono da quelle parti. Sta di fatto che in una confusione indicibile, caratterizzata anche da precarie condizioni igienico sanitarie, stabulavano decine di capre, tre cavalli, un asino e galline. Uno dei cavalli era talmente irrequieto che veniva sempre tenuto alla corda. Era stata la sua disgraziata condizione ad attirare l’attenzione delle ! persone ed a segnalare il caso a Sanremonews.it che in questi mesi ha martellato sulla vicenda.

Una situazione tutt’altro che semplice. Infatti, dopo i sopralluoghi fatti dal Corpo Forestale, finalizzati non solo a convincere l’uomo a sgomberare ma a mettere in sicurezza gli animali, è intervenuto il Sindaco di Ventimiglia Gaetano Antonio Scullino che ha emesso una risolutiva Ordinanza di sgombero (i terreni peraltro sono demaniali) da applicarsi in tempi brevi, appena quattro giorni. In tal maniera, stamani, lo stesso Sindaco, i veterinari dell’ASL, Vigili Urbani e Corpo Forestale dello Stato si sono presentati sotto i ponti della Statale 20 (che faceva da tetto agli animali) a pochi metri dalle veloci acque del fiume Roya.

Tutti gli animali sono stati trasferiti in posti idonei, ma per chi conosce il soggetto, c’è solo da sperare che non inizi di nuovo da qualche altra parte, sempre con recinzioni fatte con pedane di legno e reti di materassi. Secondo la! Forestale (nella foto l’ Assistente Capo Paolo Sciutti e l’Assistente Capo Mauro
Antico che hanno partecipato alle operazioni) il pericolo era anche l’inquinamento di alcuni serbatoi d’acqua mentre, per quanto riguarda il maltrattamento di animali, si deciderà una volta che l’incartamento giungerà alla Procura di Imperia.

Ricordiamo infatti che, purtroppo, l’art. 544/ter sul maltrattamento di animali può essere applicato solo se viene dimostrata la volontà di maltrattare e non nei casi, ad esempio, di negligenza. Vi è poi l’art. 727 del Codice Penale, fortemente ridimensionato dalla legge 189/04 contro i maltrattamenti, che prevede una blanda pena per le inidonee condizioni di detenzione che devono, tra l’altro, produrre gravi sofferenze. Al di là del concetto di “sofferenza” che si è affermato in giurisprudenza, il blando reato di natura contravvenzionale non farà certo paura al nostro allevatore fai da te. Del resto più volte la stessa Forestale era intervenuta nei luoghi ma G.G. è uno che prende la vita un po’ con filosofia…. ! di fatto, alla fine, c’è voluta l’Ordinanza del Sindaco.













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