Svizzera - Evadi la tassa sul cane? Il sindaco minaccia di ucciderlo

03/feb/2011 14.03.03 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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La notizia è di quelle che fanno tremare le vene dei polsi, ma spero proprio si tratti di una semplice provocazione. Pare, infatti, che nella vicina e civile Svizzera a non pagare la tassa sul cane si rischi di vedersi sequestrare e uccidere l\`animale!

L\`idea bislacca che ha fatto infuriare, e giustamente direi, i nostri \"vicini di casa\" è venuta a tal Flavio Torti, quarantasettenne originario di Stabio e sindaco di Reconvilier, un comune del Giura bernese di 2.400 abitanti. L\`ater ego svizzero del nostro Danilo Oscar Lancini, sindaco di Adro, che di idee bislacche ne sforna a iosa.

Non che abbia proprio tutti i torti eh?! La vicenda parte, infatti, con uno studio della commissione finanze del Comune che ha denotato come alcuni si rifiutino sistematicamente di pagare tasse e imposte, tra cui, appunto quella annua di 50 franchi (circa 40 euro) sui cani.
Ma da qui a minacciare la soppressione dell\`animale ce ne corre però!

Preso atto dell\`! ammanco,Torti non si è limitato a prendere carta e penna e mandare un avviso di pagamento ai morosi con ... che so, una minaccia di sequestro del cane fino al saldo completo di quanto ancora dovuto. No! Nella lettera inviata in dicembre ai cittadini, ha pensato bene di sottolineare che a chi si sarebbe rifiutato di pagare la tassa sarebbe stato ucciso l\`animale.
Quando si dice un nome un destino. Non nego che chi decide di prendersi un animale, insieme al bello di averlo in giro per casa, deve assumersi anche tutti gli oneri che questo comporta. Compreso tenerlo in regola con le vaccinazioni, pulire i luoghi pubblici che sporca e se, previsto dal comune di appartenenza, anche pagare le tasse. Però, non ci voleva un genio per trovare una forma di comunicazione migliore per avvisare i cittadini che ulteriori lassismi non saranno più tollerati. Infatti, l\`unico effetto che è riuscito a ottenere per ora, è di essere a sua volta minacciato di morte. Lui però non sembra di! sposto a lasciarsi intimorire e, anzi, si lamenta dell\`eccessivo clam ore.
\"Stiamo parlando di una quarantina di persone. Non di migliaia. Ecco perché ritengo che sia fuori di testa tutto questo clamore. Mi hanno scritto dall\`Inghilterra, dagli Stati Uniti. Animalisti infuriati, estremisti pronti a fare di tutto nel nome della \`giustizia\`. E tutto questo per una frase - sottolinea il sindaco -. Non mi è mai accaduta una cosa simile. La trovo gravissima visto che noi, in realtà, non abbiamo fatto nulla. A Reconvilier non è stato ucciso alcun animale. E c\`è gente che parla di massacro, addirittura alcuni tirano in ballo Hitler. Io lavoro per il bene della comunità e cerco di fare rispettare le leggi a tutti. È una questione di equità e di correttezza nei confronti di chi adempie ai propri doveri. No, non ho paura. Se avessi paura, allora dovrei smettere di fare il sindaco.\"

E, infatti, è deciso a continuare la sua lotta all\`evasione senza cambiare di una virgola la sua lettera:
\"No, non faremo dietrofront. Sarebbe come d! are ragione a chi non paga la tassa sui cani. In neanche un mese - conclude Torti - abbiamo ricevuto un sacco di lettere, oltre 700. E soprattutto molte minacce di morte, un po\` da tutto il mondo. Una situazione assurda.\"

Bollettini niente, eh?!

Per fortuna, a Reconvilier almeno i gatti possono continuare a dormire sonnellini tranquilli. Sempreché Torti - visto il successo di questa iniziativa - non decida di mettere una tassa sui felini perlo smaltimento delle lettiere.





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