Spagna - Condannato il nostro connazionale a Cadice: il potere dell'ingiustizia

Si è concluso nel peggiore dei modi il processo che il Tribunale di Cadice, in Spagna, ha intentato contro Simone Righi, il nostro connazionale al quale avevano ucciso i cani.

03/feb/2011 17.31.57 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Si è concluso nel peggiore dei modi il processo che il Tribunale di Cadice, in Spagna, ha intentato contro Simone Righi, il nostro connazionale al quale avevano ucciso i cani. I fatti risalgono al 2007 quando Simone Righi e Jo Fiori si recano in vacanza in Spagna. Pensano di trasferirsi e per questo mettono per alcuni giorni i loro cani a pensione. Li ritroveranno, invece, uccisi da un miorilassante vietato dalla legge. Qual canile funziona anche come canile convenzionato con le pubbliche amministrazioni ed a leggere le cronache dei giornali locali vengono in mente tante ipotesi di inciuci politici imprenditoriali da ricordarci le disgrazie gestionali del randagismo di casa nostra. I cani, in Spagna, dopo alcuni giorni dall’accalappiamento vengono uccisi e forse quelli di Jo e Simone vengono scambiati per randagi.

Gli animalisti locali non ne possono più e denunciano le strane connivenze che si vociferano esserci anche nel corso di una manifestazione indetta dopo la! morte dei tra cagnetti di Simone. Partecipano anche i nostri connazionali. Simone mostra a tutti le foto dei suoi cani e mentre sta gridando la sua rabbia, nel vicolo dove erano stati chiusi dalla Polizia locale, viene gettato a terra e trasportato in prigione. Intanto, distante dal vicolo, vi è anche il Sindaco del paese. Il tutto viene filmato (vedi filmato) e ben documentato dai giornalisti locali.

Parte la denuncia contro il canile e stranamente parte anche il processo contro Simone. Accusato di che cosa? Dell’inverosimile. Nonostante quanto documentato dal video, Simone viene ora ritenuto colpevole di avere tentato l’aggressione al Sindaco. Poi viene anche accusato di avere resistito ai poliziotti, ed infine di aver loro procurato delle lesioni. Nel processo di primo grado, conclusosi lo scorso 24 gennaio, la Corte accetta l’improbabile tesi che il video è antecedente all’aggressione. Non si capisce però come Simone possa aver successivamente aggredito visto ! che viene portato via dalla Polizia locale. Il documento è talmente pa lese che dopo il primo arresto di Simone Righi la nostra rappresentanza diplomatica interviene finanche in una nota trasmissione televisiva condotta da Giancarlo Magalli per prendere le difese di Righi. Così la pensano centinaia di spagnoli presenti nei luoghi che hanno dato manforte alla tesi del nostro connazionale. Dello stesso tenore i racconti dei giornalisti locali che confermano al processo la sua deposizione.

Il Sindaco, anzi la Sindaca, del paese cosa fa? Prima, al processo, dice di non aver visto il suo aggressore (visto, non riconosciuto) ma poi lo riconosce in Simone Righi. In egual maniera depone la sua guardia del corpo.
Confermano resistenza e lesioni anche i signori 105.793, 11.173 e 11.626. In Spagna i nomi dei poliziotti non vengono resi noti, neanche al processo. Per i tre …. numeri arriverà un indennizzo rispettivamente di 500, 48 e 84 euro. Poi c’è la condanna per le lesioni (4 pene con multa di 30 giorni a 6 euro giornalieri con arresto sos! titutivo in caso di non pagamento per “lesioni volontarie”), sei mesi per resistenza a pubblico ufficiale, e quattro anni e sei mesi per la tentata aggressione al Sindaco, più una multa di sei euro al giorno per sei mesi.
Strano “colpevole” Simone Righi. A differenza di come fanno i veri colpevoli, rifiuta il patteggiamento e va al processo.

“Per noi anche una condanna a pagare un centesimo di euro sarebbe ingiusto - dice a GeaPress Jo Fiori - e sia chiaro andremo anche in appello al Tribunale Supremo di Madrid e se occorrerà anche in terzo grado ed alla Corte di Giustizia Europea“.

A breve dovrebbe iniziare in Spagna l’altro processo quello contro il gestore del canile. “Lì andremo da denuncianti” dice Jo Fiori.
Uno strano intrecciarsi quello dei due processi, così come stranamente sembrano intrecciarsi i rapporti locali. Anche per questo andare a Madrid, potrebbe essere meglio e Jo e Simone vogliono andarci subito.

Jo e Simone sono rient! rati in Italia da poche ore. Jo l’abbiamo trovata a fare pulizie nel g iardino mentre Simone è a lavoro dalle parti di Ivrea. Rientrerà in serata a Bologna senza alcuna certezza sul futuro, almeno finché penderà sulla sua testa la spada di Damocle della vicenda spagnola.

Jo è tranquilla ma anche amareggiata. Tanti amici in Spagna e come già ci aveva detto nei suoi precedenti interventi su GeaPress invita a non prendersela con gli spagnoli. “Vorrei però - ci dice Jo - che la nostra vicenda fosse nota. Vogliamo dargli risalto, anche in Italia. Non ci siamo sentiti tutelati e la presenza italiana al processo è stata quella, costante e puntuale, del rappresentante del COMITES, il Comitato degli Italiani residenti all’estero.”

“La comunità italiana sia di Barcellona che di Madrid - aggiunge Jo Fiori - è stata molto vicina a noi, così come abbiamo sentito il calore di tantissimi spagnoli e dei firmatari della petizione in favore di Simone. Ci sentiamo però colpiti da una seconda ingiustizia. Una sorta di muro di silenzio che è calat! o sulla vicenda. Se andate all’estero, prima informatevi, chiamate il COMITES. Fuori non siamo tutelati. Non siamo né americani, né come i francesi o gli inglesi“.

Di sicuro non lo sono stati i loro cani. Messi a pensione e finiti con un medicinale che gli ha bloccato, pienamente coscienti, la respirazione. Poi l’altro soffocamento di un meccanismo evidentemente solido o forse non più. Simone Righi e Jo Fiori potrebbero essere capitati nel bel mezzo della rottura di un equilibrio che qualcuno, però, vorrebbe ricostituire. Non erano solo loro alla manifestazione. Anzi, c’erano parecchie centinaia di abitanti del posto. Ma la colpa era di Simone perché se si stava zitto e continuava la sua vacanza in Spagna, il canile convenzionato (… con gli orrori del luogo) sarebbe ancora aperto.







Altre notizie sul sito http://www.amicicani.com
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl