Valeggio sul Mincio (VR): rimarr libero dopo la condanna il torturatore di Spina, la cagnetta con gli occhi di fuori

Riconosciuto colpevole di aver volutamente scagliato una grossa pietra sulla testa della sua cagnetta procurandole la fuoriuscita dei bulbi oculari (la cagnetta è rimasta cieca) e di averla poi tenuta in un tugurio assieme ai due cuccioli, M.M., classe 1956, ha goduto delle attenuanti generiche per la scelta del rito.

25/feb/2011 09.32.18 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Contrariamente a quanto apparso ieri in alcuni organi di stampa neanche lui, l’imputato di Valeggio sul Mincio (VR) farà un solo giorno di carcere per il grave maltrattamento di un animale. Riconosciuto colpevole di aver volutamente scagliato una grossa pietra sulla testa della sua cagnetta procurandole la fuoriuscita dei bulbi oculari (la cagnetta è rimasta cieca) e di averla poi tenuta in un tugurio assieme ai due cuccioli, M.M., classe 1956, ha goduto delle attenuanti generiche per la scelta del rito. Due mesi e venti giorni di prigione che rimarranno teorici, dal momento in cui nella richiesta di patteggiamento è stata concordato che venisse concessa la condizionale. Di fatto pena sospesa.

E dire che negli atti processuali è stata evidenziata la personalità dell’imputato come proclive alla violenza ed in passato, lo stesso, si era reso responsabile dello strangolamento, con le proprie mani, di un cane.

Una vicenda, quella processuale, seguita passo pass! o dalla LAV di Verona e che da comunque merito all’impegno all’ Avvocato Emanuela Pasetto che ha contrastato efficacemente le tesi della difesa. Il Giudice Isabella Cesari, inoltre, ha disposto la confisca definitiva della cagnetta e dei due cuccioli che sono stati affidati, già dall’inizio del 2010 ( i fatti sono dell’agosto 2009) alle cure della LAV. “Un fatto rilevante dal momento in cui della confisca se ne ha certezza anche con il patteggiamento“.

Per la LAV di Verona si tratta complessivamente di un pronunciamento importante che condanna, come sottolineato dall’Avvocato Pasetto “un gravissimo caso di maltrattamento, per l’ennesima volta compiuto da chi avrebbe dovuto aver cura e affetto per il proprio animale e ne è invece stato il carnefice“.

Sembra, infatti, che la cagnolina, di nome Spina, stesse inseguendo una gallina dell’imputato. Tanto è bastato per tirarle in testa la grossa pietra.

Forse sull’equivoco che la condanna reclusiva corr! ispondesse alla galera è incappata, oltre alla stampa, anche il Sottos egretario alla Salute Francesca Martini che ieri aveva dichiarato la propria soddisfazione per la condanna pur considerando lieve la consistenza di due mesi e venti giorni di reclusione rispetto alla gravità del fatto.
A queste condizioni, poteva anche essere di più.







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