Petizione contro la sperimentazione e la vivisezione per scopi di "ricerca medica", cio per lo studio delle malattie, per i test sui cosmetici, in esperimenti di psicologia, per i test bellici o didattici

14/apr/2011 09.53.52 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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La parola \"vivisezione\" significa, letteralmente, \"sezionare da vivo\";
gli animali vengono devocalizzati per impedire loro di urlare; vengono avvelenati, ustionati, accecati, affamati, mutilati, congelati, decerebrati, schiacciati, sottoposti a ripetute scariche elettriche attraverso elettrodi conficcati nel cervello, infettati con qualsiasi tipo di virus o batterio, anche quelli che non colpiscono gli animali, come il treponema pallidum per la sifilide o l\`HIV per l\`AIDS. Tutti i test sono dolorosi per l\`animale; non vi sono mai casi in cui non ci sia sofferenza; la prigionia in sè è già una tortura significativa. Inoltre, il 63% degli esperimenti (dati britannici) viene compiuto senza anestesia, un altro 22% con anestesia solo parziale. Gli esperimenti di psicologia sono particolarmente crudeli, perché sottopongono gli animali ad ogni forma di stress fisico e psicologico, nel tentativo assurdo di riprodurre e studiare le malattie mentali degli esseri umani e le ! loro cause. Si compiono, ad esempio, migliaia di esperimenti sulla \"deprivazione materna\", sull\`isolamento e sull\`aggressività;

da un punto di vista etico non può esserci alcuna giustificazione a questo massacro legalizzato. Chi sostiene la vivisezione accusa chi la combatte di \"sentimentalismo\" nei confronti degli animali, e chiede spesso: \"preferite salvare un topo piuttosto che un bambino?\", facendo leva, egli stesso, sulle emozioni (ma di verso opposto). La risposta giusta a questa domanda è: \"preferiamo salvare sia il bambino che il topo\" perché, al di là delle spiegazioni scientifiche, secondo cui la sperimentazione sull\`animale può causare la morte anche del bambino, è importante capire che una scienza in cui si adotti il principio che \"il fine giustifica i mezzi\" è una scienza malata, in cui qualsiasi atrocità, anche sull\`uomo, potrà essere legittimata, come ci insegna il triste passato dei lager nazisti. È importante rilevare come non si poss! a accettare che esistano da un lato, la\"vivisezione giusta\" (quella per scopi medici) e dall\`altro, la \"vivisezione sbagliata\" (ad esempio, quella per i cosmetici). La vivisezione è sempre ed in ogni caso inaccettabile, sia dal punto di vista scientifico che da quello etico. Occorre escludere la sperimentazione animale, così come ogni altra forma di tortura, anche perché vi è sempre un\`altra via, con basi scientifiche e senza violenza: è quella che va esplorata e allargata, è quella che concretamente porta i risultati migliori per l\`uomo. La vivisezione, definita da Gandhi \"il crimine più nero tra i neri crimini commessi dall\`uomo\", va avanti per una forma di inerzia culturale, perché non ci si oppone agli interessi che la sostengono e che impongono come dogma che \"la vivisezione è necessaria\".
semplice ed oggettiva constatazione che gli animali non sono modelli sperimentali adatti all\`uomo, perché troppo diversi da noi. Ogni specie animale è infatti biologicamente, fisiologicamente, geneticamente, anatomicamente molto diversa! dalle altre e le estrapolazioni dei dati tra una specie e l\`altra sono impossibili. Un numero sempre crescente di medici non accetta più la validità della vivisezione come dogma e considera antiscientifici gli esperimenti sugli animali. Questi esperimenti non portano ad alcuna reale conoscenza sugli effetti di una eventuale sostanza da provare (come ad esempio un farmaco), perché animali di specie diverse,come pure di razze diverse o addirittura di ceppi della stessa specie, rispondono in modo diverso ad un dato stimolo. E, dunque, se il risultato ottenuto sul topo è diverso da quello ottenuto sul gatto, diverso da quello ottenuto sul cane ed anche da quello ottenuto sul ratto, a chi somiglierà di più l\`uomo: al topo, al gatto al cane o al ratto? La risposta non si può sapere a priori. Solo dopo aver sperimentato sull\`uomo si scoprirà, volta per volta, a quale specie e razza egli assomigli di più in quel particolare caso. Risulta quindi chiaro che la vivisezione è danno! sa per l\`uomo, per due ragioni principali: si sperimentano direttamen te sull\`uomo sostanze che non hanno subito alcun vaglio preventivo (dal momento che il risultato della sperimentazione sugli animali non è in alcun modo predittivo per l\`uomo) e si corre il rischio di scartare sostanze che potrebbero essere invece di grande aiuto per l\`uomo, per il solo fatto che su di una particolare specie sono risultate tossiche. I vivisettori sanno comunque, (ma lo dicono solo nei casi in cui fa loro comodo) che ciò che vale per un animale può benissimo non valere per l\`uomo e molto spesso, una sostanza risultata tossica per una o più specie viene ugualmente sperimentata sull\`uomo. Vale la pena di sottolineare che la sperimentazione sugli animali fornisce ai produttori di farmaci la possibilità di selezionare la risposta, variando la specie animale o semplicemente le condizioni dell\`esperimento, con il fine di commercializzare, in un\`ottica di profitto, migliaia di farmaci che, una volta in commercio, si rivelano spesso inutili e talvolta dannosi.! La sperimentazione animale fornisce così una comoda (ma per noi pericolosa) tutela giuridica alle aziende farmaceutiche. Esistono circa 200.000 specialità farmaceutiche in commercio nel mondo, mentre quelle ritenute utili dall\`Organizzazione Mondiale della Sanità sono soltanto 300-400. Ecco alcuni tra i moltissimi esempi di sostanze che hanno effetti opposti sull\`uomo e sull\`animale: la pecora ed il porcospino possono ingoiare quantità cospicue di arsenico, notoriamente velenoso per l\`uomo. La stricnina lascia indifferente la cavia, il pollo e la scimmia in dosi sufficienti ad uccidere un\`intera famiglia umana. L\`amanita phalloides, fungo velenosissimo di cui pochi grammi sono per noi letali, è del tutto innocua per gatti e conigli. L\`insulina provoca malformazioni nelle galline, nei conigli e nei topi, ma non nell\`uomo. La stessa penicillina è letale per le cavie da laboratorio (ma fu una enorme fortuna per l\`umanità che fosse stata sperimentata sui topi, come di! chiarò lo stesso Florey, uno degli scopritori insieme a Fleming). Per quale ragione, allora, si esperimenta ancora sugli animali? Lo si fa in grande parte per favorire le carriere universitarie, basate sul numero di pubblicazioni prodotte, essendo gli esperimenti sugli animali (non importa se già effettuati migliaia di volte) la via più facile e veloce. Inoltre, la sperimentazione sugli animali costituisce per le industrie una sicura tutela giuridica per ogni eventuale contenzioso. I ricercatori che abbiano a cuore la vera ricerca scientifica e non la propria carriera, hanno a disposizione metodi migliori dei test sugli animali:
a) innanzitutto la ricerca clinica: la maggior parte delle scoperte mediche (i cui successi vengono spessoattribuiti alla sperimentazione animale) sono dovute infatti ad un\`osservazione clinica (sull\`uomo) di un particolare fenomeno, che solo in seguito i ricercatori tentano di riprodurre negli animali, inducendo in essi delle patologie artificiali. Essi variano le condizioni dell\`esperimento, così come la speci! e di animale utilizzata, fintanto che il risultato non coincida con l\`indicazione fornita dall\`uomo;
b) l\`epidemiologia e la statistica. L\`epidemiologia studia la frequenza e la distribuzione dei fenomeniepidemici e quindi delle malattie nella popolazione; la statistica è invece la disciplina che si occupa del trattamento dei dati numerici derivanti da un gruppo di individui. Sono stati l\`impiego della epidemiologia e della statistica che hanno permesso di riconoscere la maggior parte dei fattori di rischio delle malattie cardiocircolatorie quali l\`ipertensione arteriosa, il fumo, il sovrappeso, l\`ipercolesterolemia.
c) lo studio diretto dei pazienti, tramite i moderni strumenti di analisi non-invasivi. Questi metodi consentono di ottenere ottimi risultati, come è stato riscontrato per le malattie cardiache;
d) autopsie e biopsie: le autopsie sono state cruciali per la comprensione di molte malattie; con le biopsie si possono ottenere molte informazioni d! urante i vari stadi della malattia. Per esempio, le biopsie endoscopic he hanno dimostrato che il cancro al colon deriva da tumori benigni chiamati adenomi. Questo è in contrasto con il modello animale più usato, in cui non vi è la sequenza adenoma-carcinoma;
e) colture in vitro di cellule e tessuti umani;
f) simulazioni al computer;
per quelle sostanze già entrate in commercio, una sorveglianza durante le vendite consentirebbe una sperimentazione di seconda fase. Attraverso l\`informatica è oggi possibile, infatti, mantenere registrazioni dettagliate degli effetti collaterali: una banca dati centralizzata consentirebbe la rapida identificazione di farmaci pericolosi, e al tempo quella di effetti collaterali imprevisti, anche positivi (in passato, farmaci concepiti per alcune patologie sono talvolta serviti a curarne altre). Per qualsiasi nuova cura o nuova sostanza è inevitabile che alla fine vi debba esssere la sperimentazione sull\`uomo. Tuttavia, perché questa sperimentazione corrisponda alle caratteristiche di scientificità e d! i eticità, essa dovrebbe rispettare i seguenti principi:
1) essere fatta solo dopo che tutte le prove scientifiche possibili (dunque non sugli animali) siano state portate a termine (su cellule e batteri, con simulazione al computer, ecc);
2) essere fatta solo su persona portatrice della malattia in esame, escludendo i \"volontari\" sani (spesso chiamati volontari anche quando illecitamente retribuiti);
3) essere fatta su paziente consenziente, adeguatamente informato e che possa in qualunque momento interrompere la sperimentazione;
4) venire applicata solo quando non esistano altre terapie ritenute più idonee per il paziente e quando lo sperimentatore, anche in presenza delle autorizzazioni richieste, risponda in prima persona degli eventuali danni.
La sperimentazione fatta in precedenza sugli animali non sarà mai utile a tutelare in qualche modo la persona umana, o a farne, anche orientativamente, prevedere la risposta.
eliminare gli esperimenti pe! r la cosmesi, non certo perché questi test siano \"più inutili\" o più condannabili degli altri dal punto di vista etico o scientifico, ma perché meno giustificabili dal \"sentire comune\". Questa battaglia è stata combattuta senza perdere comunque di vista l\`obiettivo finale, che è quello dell\`abolizione totale della vivisezione.
Il motivo di tutto è che, per legge: un metodo alternativo deve dare gli stessi risultati ottenuti con gli animali. In pratica, mentre un metodo scientifico deve dare sempre lo stesso risultato (deve essere riproducibile), le prove su animali non danno un risultato unico e, di conseguenza, non è possibile confrontare il singolo risultato scientifico con le mille variabili provenienti dalla non scientifica prova su animali. Ad esempio, nessuno dei test sviluppati per valutare la tossicità di una sostanza che entra in contatto con l\`occhio è stato riconosciuto ufficialmente valido perchè nessuno di questi ha fornito lo stesso risultato del tristemente famoso Draize Test, compiuto distruggendo l\`occhio del conig! lio. Lo stesso Direttore del Centro Europeo di Validazione dei Metodi Alternativi (ECVAM) ha più volte dichiarato che questo è dovuto al fatto che la prova su animali non è riproducibile e, di conseguenza, non è scientifica. Le colture cellulari sono uno dei principali metodi destinati a sostituire la sperimentazione su animali ma, per essere utili, deve essere eliminato l\`errore che si commette utilizzando per l\`uomo risultati che provengono dagli animali.
Sperimentazione animale quale inganno? Non importa avere grandi conoscenze scientifiche per asserire che la sperimentazione condotta su animali è altamente rischiosa, poichè fornisce risultati non trasferibili sull\`uomo. La sperimentazione animale è fuorviante. Nessun animale, nemmeno la scimmia, ha lo stesso numero di cromosomi (46) presenti negli esseri umani. Ogni cromosomo contiene circa 1.000 geni, ciascuno dei quali contiene circa 1.000.000 di nucleotidi, responsabili della trasmissione dei caratteri eredita! ri peculiari della SPECIE (oltre che del singolo individuo). Le \"comb inazioni\" possibili dei suddetti elementi - cioè delle caratteristiche della SPECIE (umana in questo caso) e del singolo individuo - sono quasi ILLIMITATE. Le ALTRE specie hanno tutte un numero INFERIORE di cromosomi, quindi minore VARIABILITÀ: una \"combinazione\" identica può essere solo frutto del caso. Non esistono quindi negli esperimenti su animali \"condizioni\" uguali a quelle umane: i risultati sono quindi INSICURI. Da tutto ciò si deve trarre la naturale, legittima e sensata conclusione che: non esistono nella sperimentazione animale condizioni uguali a quelle umane, ciò significa un GRANDE RISCHIO, per chiunque si affidi ai risultati ottenuti tramite \"SPERIMENTAZIONE ANIMALE\". Se alcune caratteristiche degli esseri umani possono risultare negli animali, sono sempre DIVERSE \"quantitativamente\" e/o \"qualitivamente\". Per esempio, un ENZIMA che sembra uguale nel gatto e nell\`uomo, viene prodotto in maggiore o in minor misura nelle due specie. Se il \"DNA\" del! l\`uomo è diverso da quello del gatto, sono diverse anche le reattività allo stress, la respirazione, la digestione, il \"rigetto\" ai \"trapianti\", la gittata cardiaca, la biochimica, ecc. Co~seguenze:
La digitale, un farmaco molto importante per la cura di numerosi disturbi cardiaci, venne utilizzata con almeno 10 anni di ritardo perché dannosa per il cane.
Il dietilstilbestrolo, somministrato come antiabortivo alle gestanti e \"garantito\" dalla sperimentazione su animali, ha poi rivelato di provocare cancro alla mammella nella madre, tumori ai testicoli nei figli, cancro vaginale o uterino nel 95% delle figlie.
Nel 1978, 30.000 persone, accecate o paralizzate dal cliochinolo (un farmaco uscito dai laboratori dei vivisettori), urlarono la loro disperazione per le vie di Tokyo.
Nel 1982, venne ritirato dal commercio (per la constatazione di 3500 casi di tossicità nell\`uomo, con 61 morti) l\`Opren, un antiartritico che non dava effetti tossici nelle scimm! ie.
Nel 1983, il Flosint (indoprofene), un analgesico e antinfiamm atorio che aveva dimostrato \"eccellente tollerabilità nei ratti, nei cani e nelle scimmie\", venne ritirato dal commercio in Gran Bretagna, con l\`accusa di aver causato effetti tossici in 217 casi accertati, con 8 decessi.
Nel 1994, il Bactrim (sulfametossazolo , un sulfamidico da sempre usato in abbondanza con i bambini) è stato accusato di essere responsabile di migliaia di morti in tutto il mondo, con 113 casi accertati in Inghilterra
Il talidomide, un tranquillante addirittura consigliato alle gestanti come innocuo (visti i sette anni di ricerca sugli animali), provocò la nascita di oltre 10000 bambini focomelici e migliaia di aborti spontanei.
L\`utilizzo degli animali a scopo sperimentale è un argomento interessante, complesso e dibattuto in maniera sempre maggiore anche dai non \"addetti ai lavori\" e dall\`opinione pubblica in generale. È inoltre un problema difficile da affrontare a causa di numerosi e diversi aspetti che lo caratterizzano: oltre ai du! e principali, quello etico e quello scientifico, esistono aspetti di carattere legislativo, economico ed organizzativo. Nei laboratori di tesi di laurea viene svolta l\`attività di ricerca; vengono spesso condotte prove di sperimentazione su animali vivi. Lo studente incontra questi laboratori alla fine del piano di studio. I laboratori didattici sono invece quelli che lo studente incontra subito: alcuni laboratori sono inseriti all\`interno del primo anno di corso; altri negli anni successivi; nella maggior parte dei casi comunque sono inseriti all\`interno dei bienni o trienni propedeutici, prima delle specializzazioni. Nei laboratori NON viene svolta attività di ricerca: generalizzando si possono classificare gli esperimenti su animali ivi condotti come DIDATTICO-DIMOSTRATIVI. Lo studente generalmente non lavora su animali vivi; è il docente o uno degli assistenti che, subito prima dell\`inizio dell\`esercitazione, uccide l\`animale (le specie animali più utilizzate sono! vermi, rane, roditori, conigli, cani, molluschi e crostacei). L\`anim ale deve essere sano e l\`uccisione non deve avvenire troppo tempo prima per evitare l\`insorgere di fenomeni di necrosi (in alcuni casi l\`animale viene conservato sotto alcool o formalina). Le prove didattiche sono in genere molto semplici, normalmente si tratta di dissezioni e della successiva osservazione dell\`anatomia e della fisiologia della carcassa dell\`animale. In alcuni laboratori vengono anche effetuate prove di studio di fenomeni di trasporto e di stimolazioni nervose. Le seguenti metodologie, qui riassunte in forma sintetica e descritte più in particolare nelle appendici, sono già state messe a punto, validate e utilizzate in molte Università. Modelli riproduttivi animali e umani: possono essere utilizzati per studi di anatomia, fisiologia e chirurgia. Modelli di organi o interi animali possono essere usati ripetutamente e con costi minori. Simulatori di pazienti che utilizzano manichini computerizzati e sofisticati operatori di controllo stanno anche sostitue! ndo gli animali nell\`addestramento medico, per esempio nei trattamenti di routine e di crisi in anestesiologia. Simulatori meccanici, come il simulatore della circolazione messo a punto alla Uppsala University per l\`addetramento veterinario, possono dare un eccellente visione d\`insieme delle interrelazioni dei componenti di un sistema biologico. Un altro modello molto utile è il Michelangelo, ideato al Politecnico di Milano, che simula tutti i possibili quadri sintomatologici di differenti patologie cardiache. L\`apprendimeto delle tecniche nella chirurgia di base ortopedica ed emostatica possono anche utilizzare una serie di modelli di arti, fatture e ferite. Film e video ( per altro già in uso nella maggior parte delle facoltà italiane): sono an\`alternativa che. in combinazione con altre, possono eliminare gli esperimenti su animali. Nell\`Università di Marburg le dissezioni di animali sono state sostituite con l\`utilizzo di modelli di animali e di filmati, soddisfac! endo sia gli studenti che i professori.Le specie animali più trattate ( per alcune sono disponibili più video di diverse zone anatomiche, ad esempio sono almeno 8 i video sul gatto) sono cane, gatto, topo, ratto e rana. Sono disponibili anche altre specie come piccolo di squalo o piccione. È evidente che questo tipo di supporti rappresentano una sostituzione critica del modello animale. Simulazioni Computerizzate: sono la vera novità nel campo dell\`insegnamento; molti nuovi programmi sono multimediali, incorporano video e suoni di alta qualità insieme a grafici e testi convenzionali. Possono essere basati su dati sperimentali già disponibili o generati dalle classiche equazioni scientifiche, spesso includono anche l\`influenza della variabilità biologica. è possibile, da parte del docente adattare alcuni di questi a obiettivi specifici di personale e particolare interesse. Le simulazini sonno facili da utilizzare e nella maggior parte dei casi, altamente interattive. Gli studenti possono anche senza essere seguiti, imparare, autovalutarsi, ri! petere parte degli esperimenti. Libri di fotografie: sono già disponibili con la descrizione di tutti i passaggi e i vari stadi delle dissezioni. Uniti ad altri libri e materiale fotografico di anatomia, possono essere utilizzati da soli o in maniera complementare ad altri metodi. Le specie animali trattate sono: cane, gatto, verme, pecora, maiale, rana, ratto, alcune categorie di pesce e pollo. Esperimenti su piante, microorganismi, colutre cellulari e tissutali: possono facilmente sostituire gli esperimenti didattico-dimostrativi nei corsi di biochimica e tossicologia fornendo inoltre una prima introduzione pratica alle metodologie scientifiche più nuove, di maggior interesse e in rapido sviluppo. Alcuni esempi di già avvenuta sostituzione dell\`utilizzo di animali nei laboratori didattici in università estere: La Karl-Franzes-Universitat di Graz (Austria) ha dichiarato, a fine 1995 la propria intenzione di abolire completamente gli esperimenti sugli animali. Quando gli s! tudenti dell\`Istituto di Fisiologia di Marburg (Germania) si son rifi utati di effettuare i tradizionali esperimenti sulle rane, i loro insenganti hanno eleborato simulazioni multimediali di altissimo livello. \"Tenendo conto che la biologia è la scienza della vita, e che non è coerente basare l\`insegnamento di una tale scienza sulla morte di altri esseri... [e] dando priorità alla creazione e non alla distruzione... il ministro risolve di proibire la vivisezione e la dissezione di animali in ciascuna struttura destinata all\`insegnamento...\" Ministro dell\`Istruzione e della Giustizia dell\`Argentina, 1987. All\`interno dei corsi sono attivate, entro l\`inizio dell\`anno accademico alla data di entrata in vigore della presente legge, modalità di insegnamento che non prevedano attività di sperimentazione animale per il superamento dell\`esame. Nelle Università gli organi competenti devono rendere facoltativa la frequenza alle esercitazioni di laboratorio in cui è prevista la sperimentazione animale. All\`interno de corsi sono attivate, entro! l\`inizio dell\`anno accademico alla data di entrata in vigore della presente legge, modalità di insegnamento che non prevedano attività di sperimentazione animale per il superamento dell\`esame SCIENTIFICO.Alla fine del 1989, 27 tecnici di Radiologia medica dell\`Istituto Rizzoli di Bologna, in previsione dell\`apertura all\`interno dell\`ospedale di un laboratorio, in cui sarebbero stati usati conigli, suini, ovini, cavie e ratti, si dichiararono obiettori di coscienza a questo tipo di sperimentazione. Nello stesso periodo, si verificava un caso analogo presso la USL n. 4 di Chieti. In poco tempo, giunsero presso i due istituti migliaia di lettere e fax di sostegno agli obiettori. Questo fu lo stimolo per la presentazione in Parlamento, da parte dell\`on. Gianni Tamino, membro del Comitato Scientifico Antivivisezionista (di cui è oggi presidente), del disegno di legge per l\`obiezione alla vivisezione, poi portato avanti dalle senatrici Annamaria Procacci e Carla Rocchi ! e dal deputato Stefano Apuzzo. La legge fu approvata nel 1993 quasi al l\`unanimità. Si tratta della legge n. 413, del 16 ottobre 1993 (Gazzetta Ufficiale n. 244), dal titolo \"Norme sull\`obiezione di coscienza alla sperimentazione animale\", che riguarda studenti, docenti, ricercatori, medici, personale sanitario, tecnici, infermieri, in strutture pubbliche o private. La domanda di obiezione di coscienza va presentata per i dipendenti, all\`atto d\`assunzione e, per gli studenti, al momento dell\`inizio del corso. Le strutture hanno l\`obbligo di pubblicizzare la possibilità di obiezione di coscienza (nel caso delle università il compito spetta ale segreterie di facoltà) e devono predisporre un modulo da compilare per quanti vogliano presentare domanda. Ogni discriminazione è vietata. Devono essere previsti dei laboratori sostitutivi per gli studenti obiettori. Sulla carta, questa legge è una grande ed importante conquista. Nella realtà, invece, la possibilità di obiettare, ben lungi dall\`essere pubblicizzata, molto spesso non viene neppure ! menzionata nella \"Guida dello studente\" delle varie facoltà scientifiche. I laboratori sostitutivi spesso non esistono, e gli studenti che decidono di avvalersi del diritto all\`obiezione, vengono discriminati dagli insegnanti. La legge esiste, dunque, ma non ne vengono applicati né la lettera né lo spirito. Abbiamo già visto come nella legge 116/92 la sperimentazione didattica sia ammessa \"soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi\". Ma in moltissime facoltà esistono ancora laboratori didattici in cui vengono effettuati esperimenti su animali. Lo studente generalmente non lavora su animali vivi: è il docente o uno degli assistenti che, prima dell\`inizio dell\`esercitazione, uccide l\`animale (le specie più utilizzate sono vermi, rane, roditori, molluschi e crostacei) non troppo tempo prima per evitare l\`insorgere della necrosi. Le prove didattiche sono in genere molto semplici; si tratta normalmente delladis! sezione e della successiva osservazione dell\`anatomia e fisiologia de ll\`animale. L\`associazione MOUSE (Movimento Universitario Europeo Obiettori alla Sperimentazione animale) ha pubblicato un rapportosull\`utilizzo degli animali nelle università, mettendo in luce l\`inutilità e la non convenienza di tali esperimenti didattici, sotto diversi punti di vista: legislativo, scientifico, economico, organizzativo. Sotto l\`aspetto scientifico, esistono metodologie di cui gli studenti possono avvalersi, che sono ben più utili dei ripetitivi esperimenti sugli animali: modelli riproduttivi animali e umani, simulatori di pazienti, film e video, simulazioni computerizzate (interattive e personalizzabili, in cui lo studente può eseguire i test da solo e valutare la propria preparazione), libri di fotografie, esperimenti su microrganismi, colture cellulari e tissutali. Ma, al di là di ogni valutazione, la sperimentazione didattica dovrebbe essere immediatamente vietata perché presenta una contraddizione legislativa. La legge 413/93 consente infatti agli ! studenti di dichiararsi obiettori. Ciò significa che la sperimentazione sugli animali non è necessaria, come invece richiesta dall\`articolo 8 della legge 116/92. Inoltre, poiché l\`insegnante deve prevedere sistemi dimostrativi e corsi alternativi per gli studenti obiettori, è falso il fatto che non sia possibile ricorrere ad altri sistemi sostitutivi, come richiesto sempre dall\`art. 8 della legge 116. Il permesso di effettuare esperimenti didattici sugli animali non dovrebbe essere pertanto mai concesso. Esiste infatti una proposta di legge, portataavanti dai membri del Comitato Scientifico Antivivisezionista e da varie associazioni, supportata anche da unapetizione popolare, che richiede di vietare esplicitamente ogni sperimentazione didattica sugli animali.Chiudiamo con altre parole del professor RUSSELL il quale, nel suo laboratorio offre agli studenti unaserie di esperimenti che non richiedono l\`utilizzo delle tradizionali dissezioni: \"Il messaggio che ho cercato d! i trasmettere è molto semplice: se la biologia viene insegnata in modo da sviluppare un senso di meraviglia e dirispetto per la vita, che lo studente si sente internamente arricchito dai suoi studi, allora si potrà, comeobbiettivo della propria il preservare e il proteggeree gli animali per la specie umana.\" Abbiate il coraggio di leggere fino in fondo perché per valutare bisogna conoscere, anche se la realtà è assurda e mostruosa. Vi sono molti chiamiamoli \"scienziati\" che sfruttano l\`impossibilità di difendersi degli animali per ottenere ingenti e sprecati finanziamenti, per realizzare fumose pubblicazioni e, talvolta, per sfogare impunemente il proprio sadismo represso. Simile comportamento è, senza alcuna ombra di dubbio, criminale e da vigliacchi. I casi che vengono esposti qui di seguito non costituiscono che una minuscola parte di quelli riportati da autorevoli riviste. Chi avesse dei comprensibili dubbi, sulla loro autenticità, si rechi senza timore presso la sede di CARE, (Cooperation for Animal Rights in Europe) Via V. Emanuele 2! 02 - 12049 Bra (Cuneo): un\`atroce sconvolgente documentazione dissiperà rapidamente le incertezze e creerà il più profondo disgusto in chiunque possieda un minimo di sensibilità. Un particolare: quasi tutti gli esperimenti vengono effettuati senza anestesia.
15.000 animali ustionati a morte per dimostrare statisticamente gli effetti, già noti, di un estratto epatico.
Cucitura tra loro di numerosi animali (per studi sull\`uremia) attraverso la pelle. Poiché la pelle si strappava, i malcapitati venivano in seguito cuciti per i muscoli della pancia, ma talora riuscivano ugualmente a separarsi, lacerando i tessuti, con fuoriuscita degli intestini.
Centinaia di scimmie completamente immobilizzate per mesi e mesi (talvolta anche per anni) dagli apparecchi di contenzione e fatte impazzire per mezzo di brutali scariche elettriche finché non si manifestarono i sintomi dell\`epilessia (convulsioni, schiuma alla bocca ecc.).
14 gatti spellati vivi per sapere se, in qu! esto caso, una somministrazione di adrenalina sarebbe riuscita a evita re l\`abbassamento della temperatura corporea.
Per verificare se il taglio del nervo simpatico costituisce una protezione contro il congelamento, a 10 cani vennero prima recisi i nervi delle cosce e poi congelate le zampe: ad alcuni di essi queste rimasero deformate, ad altri si staccarono, i rimanenti morirono in una lenta agonia.
130 giorni di schiaffi, scossoni, compressioni della coda (per mezzo di una morsa) a un gatto onde studiarne le manifestazioni d\`angoscia. Prima di morire per il dolore, la vittima riuscì ancora a sopportare numerose scariche elettriche su ciò che rimaneva della coda martoriata. Allo stesso fine altri ricercatori usarono invece pavimenti arroventati e spilloni sotto le zampe.
56 scimpanzé strappati alle madri nei primi giorni di vita e mantenuti in totale isolamento per 5-8 anni, al fine di studiarne il comportamento. Qualcuno impazzì, altri tentarono il suicidio, altri ancora continuarono a mordersi e a graffiarsi a sangue.
350 s! cimmie Rhesus (la cui struttura ossea, elasticità e resistenza sono ben diverse dalle nostre) gettate contro un muro di cemento per controllare gli effetti degli incidenti automobilistici. L\`esperimento venne in seguito \"migliorato\" usando babbuine gravide. Fu così possibile fare una eccezionale scoperta: \"maggiore è la velocità del veicolo e maggiori sono i danni\"!
Onde studiare i trapianti, fu creato un mostruoso essere a due teste: un pastore tedesco sul cui collo venne innestato il capo di un altro cane. Le due teste, rese folli per il dolore, continuarono a mordersi per 29 giorni, prima che gli sperimentatori decidessero la soppressione dell\`animale.
500 ratti, ciascuno fatto ruotare per 650 volte in un tamburo di metallo per studiare shock traumatici in assenza di emorragie. A quelli estratti moribondi vennero estirpate ghiandole o visceri e furono quindi rimessi sui tamburi per ulteriori osservazioni.
300 cani mantenuti costantemente in una posizion! e stressante e quindi ammazzati con una scarica elettrica al cuore. Si è potuto così dimostrare che per uccidere un cane stressato occorre meno elettricità.
Zampe anteriori amputate a decine di topi per osservare come avrebbero fatto, in tali condizioni, a \"lavarsi il muso\".
350 gatti obbligati a stare (fino a 70 giorni) su un mattone a fior d\`acqua in modo che non potessero addormentarsi (il muso cadeva nell\`acqua provocando l\`immediato risveglio). In questo modo si scoprì che \"la mancanza di sonno è dannosa per l\`equilibrio mentale\".
Continue scosse elettriche a una capra per condizionarla ad alzare una zampa in risposta a un dato rumore. Dopo 4286 prove la capra, ormai terrorizzata, non riabbassava più la zampa se non riceveva un ulteriore scarica elettrica.
Interminabili scariche elettriche su centri nervosi di scimmie per dimostrare che \"il dolore rende aggressivi\".
Centinaia di gatti, immobilizzate da stanghe d\`acciaio che attraversavano le orbite svuotate, il palato e le orecchie, ai quali venne recisa pri! ma la colonna vertebrale, quindi distrutti udito e olfatto, poi asportati i testicoli e, infine, messo a nudo il nervo del pene per attaccarvi degli elettrodi e somministrare continue scosse, sino alla morte. Un metodo usato da diversi laboratori per \"studiare la vita sessuale dei gatti\"
E ancora: quanto mascara possiamo gettare nell\`occhio, privato delle palpebre, di una cavia, prima che si determinino danni irreparabili?
Quante sigarette può fumare un coniglio?
Quanto tempo può rimanere digiuno un gatto?
Fino a che punto una scimmia, cui sia stato occluso l\`intestino, può gonfiarsi con i propri escrementi?
Quanto impiegano a sciogliersi i tessuti di sei conigli vivi cosparsi di sostanze corrosive?
Che cosa accade a un cane se gli si cuce una zampa dentro il torace?
In Italia esiste un decreto legislativo (n. 116, del 1992) che regola lo svolgimento degli esperimenti sugli animali. Vi sono però anche altri aspetti legislativi da considerare:!
1. la legge sull\`obiezione di coscienza alla vivisezione;
2. la questione della sperimentazione didattica, direttamente collegata alla legge di cui al punto 1;
3. le direttive CEE che obbligano ad eseguire sugli animali i \"test di tossicità\";
4. le direttive CEE in materia di test per i prodotti cosmetici;
5. la direttiva CE relativa all\`immissione sul mercato dei biocidi (disinfettanti, insetticidi, acaricidi, etc.), che prevede ancora altri test su animali e che dovrà essere recepita entro il maggio 2000. In Italia, la precedente legge sulla sperimentazione animale risaliva al 1931, e quella attuale ne rispecchia in gran parte l\`impostazione. La legge del 1931, in sostanza, consentiva la vivisezione \"per il progresso della biologia e della medicina sperimentale\".
Nel 1992, il Decreto Legislativo n.116, che recepisce la direttiva CEE sull\`argomento, abroga tutte le disposizioni della vecchia legge, tranne l\`articolo 1, che recita: \"La vivisezione e tutti gli altri esperimenti sugli animali a sangue caldo (ma! mmiferi e uccelli) sono vietati quando non abbiano lo scopo di promuovere il progresso della biologia e della medicina sperimentale e si eseguono negli istituti e laboratori scientifici della Repubblica sotto la diretta responsabilità dei rispettivi direttori (...). Gli esperimenti che richiedono la vivisezione a semplice scopo didattico, sono consentiti soltanto in caso di inderogabile necessità, quando, cioè, non sia possibile ricorrere ad altri metodi dimostrativi\" Occorre qui sottolineare due aspetti: l\`espressione \"progresso della biologia e della medicina sperimentale\", che sembra così restrittiva, non pone in realtà alcuna limitazione: non c\`è esperimento, anche il più palesemente assurdo ed aberrante, che non venga presentato dai vivisettori come utile, o addirittura indispensabile, e come tale accettato. Ma ancora non basta: all\`art. 3, comma 4, viene ammessa anche la ricerca \"di base\", ossia qualsiasi sperimentazione che non abbia un fine immediato, preved! ibile, o predeterminato: ciò significa che tutto quanto può passare pe r la mente del ricercatore, in cerca di finanziamenti, titoli o pubblicazioni, può essere accettato. Questo decreto pone inizialmente molte norme restrittive sull\`utilizzo degli animali nella ricerca: vieta gli esperimenti su cani, gatti e scimmie, quelli senza anestesia e quelli didattici. Purtroppo, vengono tutti riammessi con le norme derogatorie. Si raccomanda che gli esperimenti siano quanto meno dolorosi possibile, che l\`anestesia venga praticata, e via dicendo; ma si lascia giudicare allo sperimentatore stesso se l\`esperimento \"richieda necessariamente\" di derogare a tali disposizioni e, in sostanza, lo sperimentatore è lasciato libero di agire come più gli aggrada. Inoltre, le sanzioni previste dal decreto legislativo 116/92 hanno comunque soltanto carattere amministrativo e non penale. In ogni caso, gli esperimenti su cani, gatti e scimmie, quelli senza anestesia e quelli didattici, devono essere espressamente autorizzati dal Ministero della Sanità. Inoltre, da! l 1991, i cani (e gatti) dei canili pubblici non possono essere ceduti ai laboratori di vivisezione e gli animali usati per gli esperimenti devono provenire da appositi allevamenti. Nonostante i vivisettori abbiano così ampia libertà di azione, sono ancora molti gli illeciti compiuti in questo campo, che si possono punire anche a norma di legge. Nel numero di luglio 1998 di \"Impronte\", il periodico della LAV, è stato pubblicato l\`elenco dei centri di ricerca in cui si praticano esperimenti su animali, ottenuto dal Ministero della Sanità soltanto dopo una causa vinta in tribunale (sentenza 471/97, prima sezione bis del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio). Con questo elenco vi è la dimostrazione che l\`attuale normativa sulla vivisezione, oltre ad essere una semplice farsa (dato l\`enorme potere discrezionale che, come abbiamo visto, essa concede ai vivisettori), viene anche sostanzialmente disattesa. La normativa non prevede la concessione da parte del Ministero! della Sanità di una autorizzazione per ogni singolo esperimento su an imali. È sufficiente che i cosiddetti \"stabilimenti utilizzatori\", ottenuta l\`autorizzazione generica all\`esercizio della loro attività, inviino una semplice comunicazione al Ministero stesso, che in tal modo non ha più il compito di sindacare sull\`opportunità degli esperimenti compiuti. Il Ministero della Sanità avrebbe invece il compito (art. 15) di raccogliere e pubblicare ogni tre anni \"i dati statistici sull\`utilizzazione di animali a fini sperimentali (...), sulla base delle comunicazioni degli stabilimenti utilizzatori\". Quanto imprecise siano queste statistiche è dimostrato dal fatto che, i dati forniti dal Governo Italiano per il 1992 alla Comunità Europea differivano da quelli pubblicati in Italia sulla Gazzetta Ufficiale: 84.772 animali in più, fra cui 11.994 cani. Il fatto si è ripetuto per il 1996, con una differenza questa volta di 22.937 animali. Gli stabilimenti autorizzati spesso non specificano né il numero né la specie degli animali utilizzati. Se ! a ciò si aggiunge che, pur essendo il Ministero della Sanità formalmente responsabile dei controlli, questi vengano di fatto delegati agli stessi stabilimenti utilizzatori (che si dovrebbero in tal modo autocontrollare), si può capire quanta libertà venga lasciata ai vivisettori da questa legge. Una drastica riduzione del numero degli animali uccisi, sarebbe possibile evitando le ripetizioni degli esperimenti già compiuti. Occorrerebbe dunque un Centro di Elaborazione Dati al quale far affluire i risultati di tutti gli esperimenti compiuti, come minimo, in tutta Europa. Invece, il decreto 116/92 si limita a definire, come unico obbligo per il Ministero della Sanità, la raccolta di dati statistici sul \"numero e specie di animali utilizzati in esperimenti\" e viene anche precisato che non saranno pubblicate le informazioni pervenute quando esse \"rivestono un particolare interesse commerciale\". Co}e dire che non si saprà mai niente degli esperimenti compiuti dalle industrie! farmaceutiche.
Per concludere quale differenza esiste tra i lager nazisti negli anni della II guerra mondiale ed in questi laboratori nel terzo millennio? Quale differenza tra il comportamento di tante nazioni che gli stessi occidentali condannano e tutto questo? Dove il progresso dell\`uomo nel corso di questi secol
PER QUESTI MOTIVI:

a norma dell\`art. 50 della Costituzione Italiana secondo il quale \"Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità;
a norma dell\`art. 138 d) del trattato dell\`Unione secondo il quale \"Qualsiasi cittadino dell\`Unione, nonché ogni persona fisica o giuridica che risiede o abbia la sede sociale in uno Stato membro, ha il diritto di presentare, individualmente o in associazione con altri cittadini o persone, una petizione al Parlamento Europeo su una materia che rientra nel campo di attività della Co}unità e che lo (la) concerne direttamente\"I ricercatori che abbiano a cuore la vera ricerca scientifica e non la pr! opria carriera, hanno a disposizione metodi migliori dei test sugli animali:

I SOTTOSCRITTI CITTADINI ITALIANI ED EUROPEI CHIEDONO:
l\`abolizione della vivisezione sugli animali qualunque sia la pseudo-motivazione, in quanto, nè gli anni e nè i milioni di esperimenti di tante così menti eccelse, forse solo tarate e sadiche, hanno dato risultiati o prove certe e scientifiche nè tantomeno hanno apportato benefici per lo stesso essere umano, che è sempre e solo l\`unico fine, semmai sovente apportatrici di nuovi virus sconosciuti e pericolosi a cui l\`uomo non sa trovare alcun rimedio ed, invece, con la scomparsa quotidiana di migliaia di batteri positivi. Inoltre va ricordato quanto la distruzione, la violenza, lo stravolgimento e la devastazione della stessa natura ha reso l\`umano molto più vulnerabile fisicamente agli attacchi sconosciuti di una folle scienza che in tal caso non può neppure definirsi tale;

Vi sollecitiamo, inoltre e nel frattempo, a v! otare per il divieto immediato nell\`UE dei test sugli animali per uso cosmetico e anche alla vendita di cosmetici testati sugli animali nella seduta del Consiglio dove verrà ridiscusso il proposto emendamento alla Direttiva sui Cosmetici. Nel 1993 gli MPE si espressero contro la vendita di cosmetici testati sugli animali. Da allora l\`attuazione di questo divieto è stata rinviata due volte e ora rischia di essere del tutto accantonata come sempre accade quando si toccano interessi economici. Vietare la vendita ed i test è l\`unico modo per mettere fine ai test sugli animali per uso cosmetico, un uso ancora più inutile degli altri, ma non per questo il solo.

Per firmare la petizione andare al link: http://www.covoprieca.com/petizioni/petizione9.htm





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