Intollerabile, diseducativo, feroce metodo di studio

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26/apr/2011 16.43.20 Chiliamacisegua Contatta l'autore

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Intollerabile, diseducativo, feroce metodo di studio.

Caccia selezione? E poi magari ripopolamento?

Uccisione si chiama, non servono eufemismi ipocriti per bypassare il concetto che la caccia non è uccidere, ma è “imparare cosa è la natura”.

Queste lezioni a bambini tanto piccoli sono la negazione dell’innocenza. Con tale metodi pedagogici cruenti imparano solo  a conoscere la “natura dell’uomo”, arrogante, violenta e distruttiva.

E magari  poi, a praticarla con i propri simili.

Tanto vale mettere una mitragliatrice in mano agli scolari e insegnare loro, fin dalle scuole elementari il” gioco” della guerra.

Per difendersi, naturalmente!

Ma si può insegnare la morte?

Indecente!

Chiliamacisegua chiede agli organi competenti, al..capoufficio del signor Riccardo Barotti, lista civica vicina al centrosinistra, di richiamarlo all’ordine e di ricordargli cosa sia il rispetto per la vita.   

Che davvero, non è esempio di primo cittadino, da stimare.

 
Chiliamacisegua
 
 

http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/04/25/news/cinghiale-15376970/

Bambini a scuola di caccia"Imparano cos'è la natura"

A Rocchetta di Vara, nello spezzino, il comune organizza lezioni "per insegnare come ci si difende dall'assedio degli animali". In un parco recitato, gli scolari della quarta e quinta elementare con cinghiali in carne e ossa e cani segugi. "I cacciatori mimeranno l'uccisione"

di BRUNO PERSANO

Ore 8: lezione di caccia. Chiusi nel parco con un cinghiale e i cani segugi. Un cacciatore insegnerà ai bambini della quarta e quinta elementare di Rocchetta di Vara, nello spezzino, come si uccide un animale. "Niente visioni truculente né ostentazioni delle armi però", avverte il sindaco Riccardo Barotti, per tacitare subito le obiezioni degli ambientalisti. "Il nostro slogan è: Rispettiamo la natura". E spiega: "In Val di Vara la maggior parte degli uomini è cacciatore. I bambini a casa sentono spesso parlare di caccia dai padri e dai nonni. E' inutile nascondere l'argomento: per cui abbiamo pensato di organizzare queste lezioni affinché i bambini imparino correttamente cos'è la caccia e come ci si difende dall'assedio dei cinghiali".

Anche la famiglia del sindaco è una famiglia di cacciatori, come quasi tutti nel paesino di 800 abitanti arroccato sull'Appennino, al confine tra Liguria e Toscana. Riccardo Barotti però cacciatore non lo è anche se la convivenza con le "doppiette" è cosa consolidata: "Pensi che nel periodo della caccia, spostiamo il consueto giorno di giunta per permettere agli assessori di andare per boschi".

Nella scuola di caccia, istruttori saranno gli stessi cacciatori, guardie forestali e l'insegnante di scienze della scuola elementare. L'appuntamento è tra un paio di mercoledì, il 4 maggio, nel parco in paese gestito dai cacciatori. Sarà una lezione all'aperto con i cani da caccia Alpenlaendische Dachsbracke, la razza migliore per inseguire e scovare gli animali, e veri cinghiali in carne e ossa che i cacciatori allevano nel parco recintato per addestrare i cani.

"Il nostro intento - spiega il sindaco, 32 anni, lista civica vicina al centrosinistra, il più giovane primo cittadino della Regione fino alla scorsa elezione amministrativa - il nostro intento - precisa Riccardo Barotti - è avvicinare i bambini al concetto di caccia di selezione per garantire l'equilibrio nella natura. La caccia che noi insegneremo non  è di aggressione, ma di difesa. I contadini sono assediati dagli animali: i bambini devono capire che è giusto imparare a difendersi. Sulle magliette che regaleremo ai piccoli abbiamo fatto scrivere: "La caccia è passione, istinto, ragione ma, soprattutto, è rispetto per la natura".

(25 aprile 2011)

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Riccardo Barotti Sindaco di Rocchetta di Vara

A

segreteria_genova@repubblica.it;

 

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