Problematiche randagismo e maltrattamenti nella città di Caltanissetta (Sicilia)

Problematiche randagismo e maltrattamenti nella città di Caltanissetta (Sicilia).

Persone Umberto Guidato, Salvatore Colonna
Luoghi Firenze, Genova, Milano, Sicilia, Caltanissetta, Brescia
Organizzazioni Carabinieri
Argomenti diritto, psicologia, zoologia, etica

08/set/2011 09.18.47 Ufficio Stampa L.I.D.A. Sicilia Contatta l'autore

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“Problematiche randagismo e maltrattamenti nella città di Caltanissetta”

 

di Salvatore Colonna (resp.le Lega Italiana Diritti dell’Animale sez. di C/ssetta e Coordinatore reg.le Guardie Zoofile L.I.D.A. Sicilia)

 

Che lo si voglia o no, negli ultimi quattro anni un piccolo esercito di volontari muniti soltanto di guanti in lattice, salvadanai di latta, un pc ed un cellulare sempre acceso e squillante, con indosso vestiti le cui fibre si alternano a peli di animali, che si aggirano per la città su auto graffiate dai gioiosi “abbracci” dei quattrozampe salvati, ma animati da sani principi e soprattutto da un immenso amore per la vita nel suo significato più profondo e da un’inesauribile sete di Giustizia,  ha aperto nella nostra città un nuovo corso culturale sul fronte animalista, scalfendo un muro di omertà dietro cui sono rimaste celate per troppo tempo le gravissime condizioni di vita a cui troppe piccole vite sono costrette ogni giorno senza che nessuno, Istituzioni comprese (sic!),  abbia mai battuto ciglio. Costi quel che costi questo muro incrinato va finalmente abbattuto del tutto. Non ci rassegneremo mai ad un mondo in cui tutto pare lecito. Animali prima crudelmente abbandonati e lasciati nel loro piccolo scatolo di cartone al sole, sotto la pioggia ed al freddo o a morire asfissiati dentro una busta di plastica in una tomba di spazzatura, poi mal tollerati più o meno in tutti i nostri quartieri, perseguitati,  fucilati, avvelenati, uccisi in combattimenti clandestini o detenuti in condizioni talmente disumane da morire di stenti senza poter, da soli, gridare il loro dolore e pretendere giustizia. Con pochissimi mezzi e soldi, ma tanto coraggio ed onestà, volontari spesso trattati come seccanti presenze che non perdono occasione di far da sentinelle a ciò che fanno (ma più spesso non fanno) i nostri amministratori, hanno investito ogni energia per salvare almeno una vita ogni giorno, gridando contro quell’assordante silenzio che frustra, scoraggia, deprime.

E’ frustrante che ancora oggi, dopo quattro anni di sensibilizzazione e lavoro in sinergia con gli enti preposti, la preziosa segnalazione di un cittadino che denunci l’abbandono di uno o più cuccioli vicino ad un cassonetto, non attivi i doverosi soccorsi nei tempi previsti. Addirittura la persona che civilmente segnala/denuncia un reato previsto dal nostro Codice Penale, come lo è a pieno titolo l’abbandono di animali (L. 189/2004), rischia di diventare affidatario a tempo indeterminato di uno, due, dieci cani attraverso un fantasioso quanto illegittimo “trasferimento di proprietà” dal Sindaco (unico legittimo proprietario di tutti gli animali d’affezione che abitano la nostra città) all’incredulo segnalante che, quasi imbarazzato e rattristito dall’impossibilità di adottare magari dieci cuccioli in un sol giorno o furioso col destino che ha crudelmente scelto lui quel giorno come spettatore inerme di un abuso di tale entità, chiude mestamente la cornetta del telefono rassegnandosi all’ingiustizia di quella risposta.

E’ scoraggiante dopo i moltissimi sacrifici fatti ed i numerosi debiti contratti per salvare, accudire e curare i cani del nostro Sindaco nello spirito di una piena e disinteressata collaborazione con l’unico soggetto davvero responsabile in materia, vedersi chiudere le porte in faccia anche quando un piccolo aiuto finanziario, richiesto formalmente in più occasioni fino a pochi mesi fa,  avrebbe consentito a numerosi altri animali di lasciare le nostre strade o il megacanile convenzionato (con costi esorbitanti per i contribuenti) e di imbarcarsi su un volo di linea per raggiungere altri volontari animalisti a Genova, Milano, Brescia, Firenze, desiderosi di collaborare al contenimento del randagismo sul nostro territorio e di aiutare questa piccola ma molto volenterosa associazione che opera senza sosta 365 giorni l’anno nel cuore della Sicilia.

E’ deprimente per ognuna delle poche ma attivissime guardie zoofile che ho avuto l’onore di coordinare negli ultimi due anni di intensa attività a fianco dell’operosa Procura della Repubblica di Caltanissetta e con l’ausilio, mai negato, dei Carabinieri del Comando Provinciale, osservare impotenti come sia stata inghiottita dalla burocrazia la continuità del proprio operato sul territorio. Attività di vigilanza che vanta ormai numerose condanne penali per reati contro gli animali ed un significativo numero di sanzioni amministrative per mancata iscrizione all’anagrafe canina, elevate proprio per contrastare il costante fenomeno dell’abbandono e, conseguentemente, limitare l’incremento del randagismo nella nostra provincia. Nonostante questo purtroppo, cinque nuove aspiranti guardie volontarie sono in attesa del tanto ambito titolo di polizia sin dal mese di ottobre dello scorso anno. Gli agenti zoofili LIDA già operanti da giugno 2009 per decreto prefettizio di nomina a guardia p. giurata, sono invece in attesa di rinnovo esattamente dal 5 giugno di quest’anno. Attività sospesa quindi proprio all’inizio di quella che è considerata la stagione degli abbandoni per antonomasia.

Sempre numerosissime infatti le segnalazioni di maltrattamenti ed abbandoni da tutta la provincia. Nessuna possibile azione da parte del nostro gruppo in aiuto alle forze dell’ordine già ben coadiuvate nell’ultimo anno da personale ottimamente formato in materia zoofila.

Siamo perciò veramente curiosi di sapere se, quando e dove abbiamo sbagliato nel corso della nostra attività e vorremmo conoscere le ragioni per cui un’azione come la nostra, frutto esclusivamente di un'autentica ed irrefrenabile passione, non solo non venga incentivata dalle Istituzioni ma sia così visibilmente ostacolata da quest’ottusa ed insensibile burocrazia?

Uno spiraglio di speranza per i nostri ragazzi s'intravede finalmente grazie ad un incontro concesso ieri a tre rappresentanti della LIDA dal cordialissimo Prefetto di Caltanissetta Dott. Umberto Guidato. La ringraziamo dal profondo del cuore Sua Eccellenza per l’attenzione con cui ha ascoltato il nostro piccolo sfogo. Nonostante tutto continueremo ad aver fiducia nello Stato e nella Giustizia e, grazie a questo prezioso sentimento, andremo avanti per la nostra strada costellata di tante piccole vite da sottrarre alla sofferenza.

 

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