La tassa sui cani ha finalmente un volto

La tassa sui cani ha finalmente un volto.

Persone Eleonora Altre, Gianni Mancuso
Organizzazioni Commissione Affari, Camera dei deputati, Associazione Nazionale Comuni Italiani, Popolo delle Libertà, Polizia di Stato
Argomenti fisco, zoologia, legislazione, politica

28/nov/2011 20.43.40 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Sono diversi giorni che circola on line una notizia che ha sollevato una rivolta da parte del popolo animalista: la presunta reintroduzione di una tassa sui cani.

Si chiamava “imposta sui cani”, ed era un tributo comunale italiano istituito con regio decreto n. 1393 del 1918, modificato e reso obbligatorio in tutti i comuni con decreto n. 1175 del 1931 e definitivamente abrogato con la riforma tributaria del 1974.

L’imposta colpiva i cani di qualunque varietà o razza eccetto (art. 133 R.D. 1175 del 1931):
- i cani adibiti esclusivamente alla guida dei ciechi;
- i cani appartenuti a persone residenti nel comune per non più di due mesi;
- i cani lattanti per il periodo dell’allattamento, mai superiore a due mesi;
- i cani adibiti ai servizi dell’Esercito ed a quelli di pubblica sicurezza.
Chiunque era possessore, custode, o comunque detentore di cani, era obbligato a farne denuncia all’ufficio municipale entro cinque giorni dall’inizio d! el possesso o della detenzione. Tale denuncia era obbligatoria anche per i cani non soggetti all’imposta.

Il tributo aveva carattere annuale, e le tariffe massime applicabili dai comuni erano le seguenti (art. 132):
- Lire 150 per i cani di lusso o di affezione;
- Lire 50 per i cani da caccia e da guardia;
- Lire 15 per i cani adibiti alla custodia di edifici e di greggi o tenuti a scopo di commercio.

La notizia in pochi giorni ha già fatto il giro del web e sono nate diverse petizioni (la più seguita è questa ed ha già raccolto migliaia di firme).

Ma questa notizia che basi ha? E’ reale?

Un articolo di Leggo.it di domenica 27 novembre dà finalmente un volto a colui che ha proposto questa legge: l’On. Gianni Mancuso, deputato Pdl e medico veterinario relatore della legge quadro “Nuove norme in materia di animali d’affezione, di prevenzione del randagismo e tutela dell’incolumità pubblica” in esame alla Commissione Affari s! ociali della Camera.

Sull’articolo si legge:

“Nell ’art. 15 - spiega Mancuso - ho proposto di inserire la facoltà dei comuni di introdurre una tassa di scopo sul possesso di cani e gatti. Le risorse dovrebbero essere vincolate a sostenere i servizi per gli animali che spesso, soprattutto i piccoli comuni, non riescono a finanziare”. L’ipotetico balzello, che secondo Mancuso, “sarebbe tra i 10 e i 30 euro l’anno”, farebbe di certo piacere ai Comuni. “L’Anci ha detto che poteva essere una buona idea. Per mantenere un cane nel canile un Comune spende fra i 2 e i 3 euro al giorno, circa mille ogni anno”. Se si moltiplicano per i migliaia di cani presenti nelle strutture comunali il conto diventa salato. “Si tratterebbe di un’entrata dedicata - spiega ancora il deputato - che andrebbe al mantenimento dei cani nei canili, ai programmi di sterilizzazione, alle campagne di sensibilizzazione sulle adozioni”.

Mancuso prende anche in considerazione, però, la possibile esenzione da tale tassa per coloro “che hanno i cani steri! lizzati, o chi ha un disabile in casa o chi ha adottato l’animale in canile”.

Ma l’iter della legge è ancora all’inizio e la strada è ancora lunga.

Dal prossimo anno, però, sempre stando a quanto sostenuto da Leggo.it, le spese veterinarie saranno inserite nel redditometro che saranno considerate, quindi, un bene di lusso.

Vi terrò informati su eventuali sviluppi…

Eleonora





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