Comunicato stampa Lega Italiana per i Diritti dell'Animale sez. di Caltanissetta

Ci girano ogni segnalazione di gatti malati o feriti data l'assenza di un gattile e di una convenzione con veterinari privati per il pronto soccorso di un animale forse ancor più trascurato del cane dalle Istituzioni.

Persone Gaetano Angilella
Luoghi San Luca, Caltanissetta
Organizzazioni DI, Comunicato Stampa LIDA, Associazione L.I.D.A. Caltanissetta Onlus, Application Service Provider
Argomenti zoologia, economia, commercio, diritto

19/apr/2012 07.52.09 Ufficio Stampa L.I.D.A. Sicilia Contatta l'autore

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Con preghiera di pubblicazione, sentitamente si ringrazia. CS anche in allegato word.

 

 

Associazione L.I.D.A. Caltanissetta Onlus

 

 

LOGO GUARDIE GIURATE (2)

 

Comunicato Stampa LIDA:

 

 

 

RANDAGISMO, LA L.I.D.A. DENUNCIA UN’EVOLUZIONE DRAMMATICA DEL FENOMENO A CALTANISSETTA. NUMEROSISSIME LE SEGNALAZIONI DI CANI  E GATTI PRIMA ABBANDONATI, POI UCCISI CON VELENO, INVESTITI E LASCIATI AGONIZZANTI SULL’ASFALTO O SBRANATI DA PITBULL FRA LE RISA DI GIOVANISSIMI PROPRIETARI CHE SPAVALDAMENTE SFILANO IN CITTA’CON LA PROPRIA “BELVA”

 

In netto e costante aumento il numero dei randagi vaganti per le nostre strade, spesso divenuti tali poiché abbandonati senza microchip. In palese crescita anche un preoccupante sentimento d’odio ed intolleranza verso “il miglior amico dell’uomo”. Di contro nessun atto concreto in tre anni dell’attuale Amministrazione Comunale per il contenimento del fenomeno, l’informazione e la sensibilizzazione sul tema, nonostante le valide proposte formulate delle Associazioni animaliste. Zona industriale, quartiere San Luca, via Borremans e via Catania le zone della città che patiscono di più lo scarsissimo impegno sul fronte delle sterilizzazioni.

 

Nonostante ogni anno il Comune versi nelle tasche dei titolari delle ditte convenzionate per il ricovero e la cura dei randagi centinaia di migliaia di euro, i cani vaganti per le nostre strade sono da tempo in costante aumento. E mentre raddoppia ogni anno il numero di randagi a causa di un servizio di sterilizzazione e di controllo sull’anagrafe canina insufficienti, diventando per gli amministratori un “grandissimo problema” apparentemente senza soluzione, per molti cittadini sensibili la loro timida presenza ai margini della città è costante fonte di preoccupazione e sofferenza. Cittadini aggrediti verbalmente perché magari sorpresi a somministrare un po’ di cibo ed acqua a delle creature (per Legge di proprietà del Sindaco!) disperatamente bisognose di un minimo sostentamento o anche di una sola affettuosa carezza. Cani e gatti vigliaccamente avvelenati da persone che, invece di comprendere le reali cause del fenomeno, su tutte la moltitudine di persone che si ostinano a non sterilizzare il proprio animale, puntano il dito contro gli animali e chi tenta di tutelarli e concedergli un po’ di conforto ed assistenza.

Cani e gatti randagi prima abbandonati crudelmente, poi odiati, perseguitati ed infine uccisi fra indicibili sofferenze con veleni (troppo facili da acquistare!), volutamente investiti con le automobili e lasciati agonizzanti sull’asfalto o peggio sbranati dai tanti pitbull, quasi tutti detenuti all’interno di garage bui e spesso con orecchie e code tagliate (pratica assolutamente proibita dalla Legge!), a spasso con giovanissimi bulli soprattutto in centro storico fra l’indifferenza delle forze dell’ordine.

  Eppure negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un radicale cambiamento nel rapporto uomo-animali con una fortissima crescita della sensibilità verso i diritti degli abitanti non umani delle nostre città (cani e gatti in particolare). A tale cambiamento si è adattata anche la giurisprudenza che oggi tutela molto più che in passato la vita dei nostri piccoli amici a 4 zampe. In assoluta controtendenza nella nostra città invece, il miglior amico dell’uomo viene disegnato da alcune recenti segnalazioni agli organi d’informazione come un “mostro assetato di sangue umano”.

Si è recentemente discusso con l’attuale Assessore con delega al randagismo Gaetano Angilella  un piano per contrastare e ridurre il dilagante fenomeno nella nostra città e gli investimenti da fare per realizzarlo seriamente ed in brevissimo tempo: aumento del numero dei cani sterilizzati all’ambulatorio comunale; potenziamento dell’anagrafe canina e trasferimento in città del locale ove inserire i microchip; istituzione di un ufficio tutela animali; campagne di sensibilizzazione su temi fondamentali nella prevenzione del randagismo quali microchip, sterilizzazione, abbandono. E ancora bonus economici per la sterilizzazione di cani padronali, aiuti alle Associazioni per l’organizzazione di viaggi di cani e gatti che trovano adozione fuori Regione ed un’intensa promozione per l’adozione dei cani ospiti nel canile convenzionato da preferire assolutamente all’acquisto di animali da negozi che li espongono in minuscole teche di vetro in cui sopravvivono 24 ore al giorno o da improvvisati allevatori che lucrano sul commercio di piccole vite trattate come merce partoriti da cagnette “sforna cuccioli” perennemente in stato di gravidanza .

  Dalle parole però bisogna subito passare ai fatti!

La realtà vista con gli occhi dei volontari infatti è molto più tragica di quella che appare. Nessun sostegno alle Associazioni sin dal lontano 2008 nonostante siano stati oltre mille gli animali salvati, sterilizzati, curati, accuditi e dati in adozione in quattro anni di intensa e sacrificante attività. Rarissimi i tavoli tecnici organizzati dal Comune per la discussione di questi temi con ASP, P.M. ed Associazioni.

“Ci siamo sentiti fare solo tante promesse mai mantenute -commentano i volontari della Lega Italiana per i Diritti dell’Animale- Veniamo contattati solo quando ci sono cuccioli abbandonati da recuperare,  spesso a pochi giorni dalla nascita e quindi da allattare, che senza aiuti da parte dell’Amministrazione non sappiamo come assistere adeguatamente. Ci girano ogni segnalazione di gatti  malati o feriti data l’assenza di un gattile e di una convenzione con veterinari privati per il pronto soccorso di un animale forse ancor più trascurato del cane dalle Istituzioni. Nel recente passato gli interventi sui gatti randagi venivano autorizzati dall’ufficio sanità che ad oggi però non ha ancora versato un solo centesimo ai veterinari che noi chiamiamo ad intervenire e che, conseguentemente, chiedono a noi di saldare i conti aperti (sic!). Idem per tre casi di pronto soccorso su cani feriti in cui, per ragioni diverse, il canile convenzionato non è intervenuto. Anche per queste fatture abbiamo fatto formale richiesta al Comune che non si è neanche degnato di risponderci. Addirittura gli ultimi interventi di pronto soccorso su gatti investiti non sono proprio stati autorizzati dall’ufficio preposto. La risposta è sempre la stessa: “non ci sono fondi”.

Ingenti somme però, quando c’è la volontà politica, si recuperano in brevissimo tempo per spettacoli, fuochi pirotecnici ecc ecc.

E non è solo una questione di aiuti economici purtroppo. Nessuna collaborazione anche sul fronte della nostra attività di adozione dei cani ricoverati in canile. Nonostante la Legge Finanziaria del 2007 all’Art. 2, c. 371 preveda che anche le strutture private in convenzione coi Comuni garantiscano la presenza  di volontari, la nostra proposta di censire e fotografare tutti i cani accalappiati per una possibile adozione è miseramente caduta nel vuoto fino ad oggi. E pensare che anche una sola adozione di un cane che lascia struttura convenzionata per trovare finalmente il calore di una casa, da un lato permetterebbe all’animale di lasciare la gabbia in cui è stato rinchiuso senza colpe (insieme a centinaia di altri suoi simili), e dall’altro di far risparmiare al Comune moltissimo denaro dei contribuenti. Il costo di un viaggio aereo per un cucciolo ammonta a circa 80 euro e tantissimi cuccioli o cani di piccola taglia, più facili da affidare, non partono solo ed esclusivamenteper indisponibilità economica delle Associazioni. Pensate che con la stessa cifra di 80 euro il Comune paga appena un mese di ricovero di quello stesso cucciolo in canile. E in un anno la spesa diventa di 960 euro (!). Se il piccolo sopravvivesse per 5 o sei anni alle frequentissime malattie che rischia di contrarre in un canile che ospita a pagamento centinaia di altri cani, fate voi due conti…

Difficile e misteriosamente complicato poi organizzare un banchetto d’adozione, come facevamo con cadenza mensile fino a poco tempo fa, per i cuccioli ricoverati in canile. Ad ogni proposta infatti abbiamo come l’impressione che ci facciano quasi un favore… Difficoltà sugli orari di consegna dei cuccioli che vengono peraltro scaricati allo stand in scarsissime condizioni igieniche. 

Il volontariato, così avvilito, sfruttato e mai valorizzato, perde entusiasmo, efficacia e fiducia nelle Istituzioni.  E questo è un gravissimo danno non solo per i nostri amici a 4 zampe, ma per tutta la collettività che ogni anno spende sempre più denaro facendo la fortuna di chi dal randagismo ci guadagna!”

Per segnalazioni, aiuti e informazioni sull’attività della Lega Italiana per i Diritti dell’Animale di Caltanissetta scrivere a lidacaltanissetta@fastwebnet.it.

Segreteria tel.: 334-2332583 web: www.lidacaltanissetta.it

 

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