Manifestazioni in 40 citt per dire no a Green Hill

17/mag/2012 16.36.56 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Da Milano a Roma, in 40 città gli attivisti sono tornati in piazza aderendo alla giornata nazionale di protesta organizzata da \"Occupy Green Hill\".

La liberazione di decine di cani beagle dall’allevamento Green Hill di Montichiari, altrimenti destinati alla vivisezione o alla sperimentazione nei laboratori scientifici, ha incoraggiato il movimento spontaneo che chiede la chiusura di Green Hill.

In oltre quaranta città italiane, fra cui Brescia, Milano e Roma, gli attivisti sono tornati in piazza aderendo alla giornata nazionale di protesta organizzata da \"Occupy Green Hill\". Il loro obiettivo è chiudere l\`allevamento lager. E lo chiedono a gran voce, con presidi, banchetti, raccolta di firme. E sabato 16 giugno si terrà un\`altra manifestazione nazionale, a Roma, contro la vivisezione.

Gli anti vivisezionisti sono tornati a farsi sentire oggi, termine ultimo per la presentazione alla XIV Commissione del Senato degli emendamenti alla legge comu! nitaria del 2011. L’inizio del voto è previsto per giugno: se la norma non verrà modificata potrebbe portare alla chiusura di Green Hill. In caso di approvazione l’azienda ha già annunciato un ricorso all’Unione europea. \"Dalle piazze ai palazzi della politica: quella di oggi è veramente l’ultima chiamata sul caso Green Hill. E confido che i colleghi senatori ascolteranno la richiesta che arriva con tanta chiarezza dai cittadini\", ha dichiarato l’ex ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla.

Anche oggi i manifestanti hanno chiesto, a gran voce, che venga approvato il testo dell’articolo 14 della legge comunitaria 2011 così com’è uscito dalla Camera, cioè con modifiche restrittive rispetto alla direttiva europea 2010/63 sull’uso di animali per scopi scientifici. Tra le modifiche c’è anche la norma che prevede il divieto di allevare sul territorio nazionale cani, gatti e primati destinati ai laboratori e l’obbligo di ricorrere all’anestesia durante gli espe! rimenti. La stessa Brambilla adesso confida nella Commissione politich e dell’Unione Europea del Senato affinché ascolti \"gli italiani che chiedono diverse tutele per gli animali e che non vogliono più la presenza di una fabbrica di morte come Green Hill nel nostro Paese\". Negli ultimi mesi una parte sempre crescente dell\`opinione pubblica si è schierata contro la vivisezione e a favore di chi da anni lotta contro Green Hill, e contro tutti i lager italiani ed europei in cui si pratica la vivisezione, o si allevano animali per destinarli ai laboratori.

Quello che è accaduto lo scorso 28 aprile, con la liberazione di oltre settanta cani da Green Hill, è il sintomo che la chiusura di questo lager non è più demandabile e che occorre iniziare subito un percorso che porti presto l\`Italia a considerare la vivisezione solo un brutto ricordo di un passato nero, e non il presente della ricerca. Proprio per questo il 16 giugno, a Roma, ci sarà un\`altra grande manifestzione.







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