16/07/2007 16:49 LAV - Ufficio Stampa nazionale
CACCIAALLE FOCHE IN NAMINBIA: LA LAV CONTRO L’ENNESIMA STRAGE DI MAMMIFERIMARINI. APPELLO AL CONSOLATO DELLA NAMIBIA AFFINCHE’ INTERROMPANO ILMASSACRO.
La LAV condannapubblicamente la caccia delle foche in Namibia, che riprende in questo mese, eche ha come obiettivo i cuccioli e i maschi adulti di foca della specie
Il Governo della Namibiaha autorizzato la caccia, che si svolge ogni anno, sostenendo che lapopolazione di foche costituisce una minaccia alla locale industria dellapesca. Tuttavia numerosi studi scientifici mostrano come la pescaindiscriminata e la cattiva gestione degli stock di pesce siano i maggioriresponsabili per la minore resa della pesca.
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La LAV rivolge quindi unappello ai cittadini affinché esprimano la loro condanna al massacro delleOtarie del Capo, e a questo scopo ha predisposto sul proprio sito web,
L’Otaria del Capovive davanti sulle coste della Namibia e del Sud Africa, e fa parte dellafamiglia delle Otariidae, checomprende nove specie di foche e sette di leoni marini. Il manto di questefoche è scuro, di un colore tra il grigio e il marrone, mentre la pelliccia deicuccioli è spesso nera o marrone molto scuro. La nascita dei cuccioli avviene ametà dicembre, generalmente un solo cucciolo per gestante, dopo una gravidanzadi circa 12 mesi, e la mortalità infantile incide molto sulla popolazione. Lafemmina si accoppia già sei giorni dopo il parto, per cui ogni anno può avere uncucciolo. Dopo l’accoppiamento il maschio torna nel mare, rimanendo nonriproduttivo da febbraio a giugno. A luglio, con l’inizio della stagionedegli accoppiamenti, i maschi tornano sulla costa, dove trovano i cacciatori adaspettarli.
La popolazione di Otariedel Capo all’inizio del 1993 era stimata intorno ad 1 milione e 700 milaanimali di età superiore ad un anno, dato che indica un recupero dellapopolazione di questi animali rispetto al sovra sfruttamento attuato tra il17mo e il 19mo secolo. Ma con la crescita del numero di foche sono aumentateanche le interazioni foche/uomo e le controversie ad esse relative, soprattuttonell’ambito della pesca commerciale, attraverso la richiesta deipescatori di regolare la popolazione di foche a favore di maggiori quote dipesca.
Numerose sono le minaccealla conservazione di questa specie, tra cui la frequenza e l’intensitàdelle morti di massa, a partire dalla metà del 1990, a causa della scarsità dianimali da predare. Inoltre l’alto numero di catture di cuccioli ne hanotevolmente ridotto la popolazione, lo stesso dicasi delle catture effettuateper “ridurre l’impatto sullapopolazione di uccelli marini (pinguini)”, con i quali sidividono il territorio, notevolmente ridotto a causa dell’espansionedell’uomo.
Grave, inoltre,l’incidenza della mortalità accidentale, a causa delle reti deipescatori, e intenzionale, ad opera di pescatori senza scrupoli.
Malgrado ciò ogni anno ilGoverno della Namibia fissa delle quote di cattura di questi animali, pur non esistendostudi scientifici sulla relazione tra l’ampiezza della popolazione difoche prima e dopo lo sfruttamento commerciale su larga scala, né sullasostenibilità e la disumanità della cattura delle foche.
16.07.2007
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