CLONATOMAIALE DI QUARTA GENERAZIONE, TIMORI A TAVOLA PER CARNE CLONATA.
LAV: LEISTITUZIONI UE E NAZIONALI SI OPPONGANO A QUESTO ORRORE
“Leistituzioni europee e nazionali si oppongano con fermezza a qualsiasi ipotesidi importazione e commercializzazione di carne, latte o altri prodotti derivatida animali clonati”, dichiaraRoberto Bennati, vicepresidente della LAV.
Il timore che carne elatte provenienti da animali clonati possano finire inconsapevolmente nelpiatto dei consumatori, nasce dal recente annuncio della creazione, inGiappone, di un maiale clone di quarta generazione. Una notizia di grandeinteresse per paesi come gli Stati Uniti dove la Food and Drug Administration(Fda) ha dato l'autorizzazione alla libera circolazione degli alimenti fruttodella clonazione, che non dovranno essere distinti dagli altri con etichetteparticolari e potrebbero quindi varcare le frontiere senza alcuna informazioneper i consumatori.
“Sul pianoscientifico ed etico gli esperimenti di clonazione di animali sono un orrore eforse in pochi sanno che sono caratterizzati da un elevato indice di mortalitàe di fallimenti, generalmente taciuti - concludeRoberto Bennati - Uno studio basato su dati INFIGEN, una dellemultinazionali clonatrici, e su studi di Atsuo Ogura del National Institute ofInfectious Diseases di Tokyo, rivela che il 75% degli embrioni animali clonatimuore entro i primi due mesi di gravidanza e che il 25% nasce morto o condeformità incompatibili con la vita. Da 100 cellule di partenze mediamente unasola diverrà un animale “adulto e sano”. Gli interessi del mondo scientifico e dell’industriazootecnica verso gli animali clonati sono la più clamorosa dimostrazione chequesti settori considerano gli animali unicamente come oggetti, anziché esseriviventi, al solo scopo di generare nuovi business e senza alcuna realeconsiderazione per gli interessi dei cittadini-consumatori”.