Comunicato LAV. CAVALLI, BLITZ CONTRO CORSE CLANDESTINE. LAV: ILLECITO DA PUNIRE COME REATO ASSOCIATIVO, BUSINESS DA 1 MLD DI EURO. NECESSARIA LEGGE A TUTELA DEGLI EQUINI.

29/ott/2007 17.49.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV

 

CAVALLI,VASTA OPERAZIONE CONTRO CORSE CLANDESTINE: 20 PERSONE DENUNCIATE, 39 CAVALLISEQUESTRATI.

LA LAV:ILLECITO DA PUNIRE COME REATO ASSOCIATIVO. UN BUSUNESS DA 1 MLD DI EURO.NECESSARIA UNA LEGGE A TUTELA DEGLI EQUINI.

 

La LAV plaude allabrillante operazione della Guardia di Finanza di Pescara che, con il supportodel Corpo Forestale dello Stato, ha smascherato un vasto giro di gareclandestine di cavalli e di scommesse illegali: il blitz, avvenutonell’area industriale tra Città Sant’Angelo e Elice (Pescara), haportato al sequestro di 39 cavalli, e all’identificazione di 100 personetra le quali 20 sono state denunciate per organizzazione di competizioni nonautorizzate di animali, esercizio abusivo di attività di gioco e di scommessa,e associazione per delinquere. Sitratta di rom, non solo di Pescara ma anche di altre località, tra cui Roma,Napoli, Campobasso, Foggia, Ancona, Avezzano, Sulmona e Giulianova, chefacevano arrivare i cavalli a Città San'Angelo per le gare, organizzate sucircuiti improvvisati e pericolosi per l’incolumità dei cavalli e degli spettatori.

 

“Chiediamoscrupolosi accertamenti per verificare se i cavalli sono stati sottoposti adoping e maltrattati - dichiara Ciro Troiano,responsabile dell’Osservatorio nazionale Zoomafia - Le corse clandestineandrebbero punite come reato associativo: gli strumenti giuridici con la legge189/04 contro il maltrattamento di animali ci sono. Come molti casi hannodimostrato, è pacifico che dietro le corse si nascondono gruppi criminaliconsolidati formati da pregiudicati e, in alcuni casi, affiliati ai clan e inalcune zone d’Italia le corse clandestine di cavalli risultano in mano adetnie rom che sono in stretto contatto  con clan della camorra e dellamafia: queste attività illecite, quindi, meriterebbero, la massima attenzioneinvestigativa. Un altro aspetto che risalta è la scarsa applicazione da partedella polizia giudiziaria delle disposizioni della legge 189/04 che punisconoin modo severo chiunque organizza “competizioni non organizzate di animaliche possono metterne in pericolo l’integrità fisica”; tra talicompetizioni rientrano anche le corse clandestine di cavalli: è una vistosamancanza che va al più presto sanata. Inoltre, la LAV chiede di riconoscere gliequini come animali d’affezione e di varare una legge specifica ditutela, oggi ancora mancante in Italia”.

 

Secondo i datidell’Osservatorio nazionale Zoomafia della LAV, le corse clandestine di cavalli e le infiltrazioni criminali nel settore dell’ippicasi confermano i campi in cui la criminalità organizzata sembra concentraresempre di più il suo interesse: un “settore”, quello delle corse,che da solo produce un business stimato in circa 1 miliardo di euro. Nel 2006 sono state bloccate dalle forzedi polizia 7 corse illegali, sequestrati 143cavalli, denunciate 273 persone e 53 arrestate. Inchieste che hannoportato anche al sequestro di un ippodromo, 3 maneggi e oltre 10mila confezionidi farmaci e sostanze vietate usate per dopare gli animali coinvolti, drogati ecostretti a correre su improvvisati e pericolosi circuiti stradali urbani,spesso all’imbrunire o di notte. E il doping, oltre che nelle gareclandestine, e in molte gare ufficiali, si è dimostrato essere frequentementeutilizzato anche nelle corse su circuiti cittadini, come i palii e le corseassociate a feste padronali, ad opera delle stesse organizzazioni malavitoseche gestiscono le gare clandestine.

 

29 ottobre 2007

Ufficio stampa LAV064461325 - 3391742586 www.lav.it

 

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