Comunicato LAV. GALLINE, LAV RISPONDE AD AVITALIA E UNA: CONDIZIONI DI VITA DI GALLINE IN GABBIA CENSURATE DA ISTITUZIONI UE E SCIENTIFICHE. ITALIA GIA' SOTTOPOSTA A PROCEDURA D'INFRAZIONE UE. (www.lav.it)

09/mar/2008 11.50.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 9 marzo 2008

 

GALLINE, LAVRISPONDE AD AVITALIA E UNA: “CONDIZIONI DI VITA DI GALLINE IN GABBIACENSURATE DA ISTITUZIONI UE E SCIENTIFICHE. ITALIA GIA’ SOTTOPOSTA APROCEDURA D’INFRAZIONE PER AVER RECEPITO LA DIRETTIVA UE PROROGANDO ILTERMINE DEL BANDO DELLE GABBIE DI BATTERIA”.

 

La LAV, presente anche oggi incentinaia  di piazzedelle principali città italiane per chiedere al Governo la conferma del bando al2012 delle gabbie di batteria per le galline ovaiole (approfondimenti su www.lav.it), risponde alle affermazioni delpresidente di Avitalia, Gaetano De Lauretis, e ad UNA, precisando che talebando è stato deciso dall’Unione Europea nel 1999 sulla base di evidenzescientifiche chiare ed inequivocabili sulle condizioni di vita delle gallineovaiole allevate nelle  gabbie di batteria. Queste gabbie provocano allegalline enormi sofferenze fisiche e psicologiche, come evidenziato anche da unostudio scientifico commissionato dalla CommissioneEuropea, denominato Laywel, che afferma: “il benessere delle galline ègravemente compromesso nelle gabbie convenzionali e queste gabbie nongarantiscono alcun potenziale per assicurare un adeguato benessere deglianimali.”

 

Nel 2005, inoltre, l’EFSA, l’Autorità per la sicurezzaalimentare, in un suo rapporto ha inequivocabilmente scritto che “…impossibilità dimovimento e alti livelli di osteoporosi, costituiscono una grave pregiudizialeal benessere delle galline ovaiole.”

 

La Commissione UE nella sua relazione al Consiglio e alParlamento, con la quale il mondo avicolo ha preso atto dell’intenzionedell’Europa di bandire queste vergognose gabbie di batteria, afferma: “…le gabbiedi batteria causano diversi problemi di benessere agli animali e sono problemiinerenti il sistema di allevamento”.

 

Inoltre, sempre nellaComunicazione al  Consiglio e al Parlamento, la Commissione UE ha fatto proprio il parere dell'EFSAsecondo il quale: “le gallinepreferiscono deporre le uova in un nido, possibilmente chiuso e formato da unosubstrato premodellato o modellabile. Quindi i pollai dovrebbero disporre di nidi adatti, adeguatamente collocati. Anchebere, mangiare, razzolare eprobabilmente fare i bagni di polveresono comportamenti altamente prioritari. Inoltre, riposare e appollaiarsi sono elementi importanti del benessere deivolatili. Se le galline nonpossono soddisfare questi bisogni comportamentali primari, le frustrazioni,privazioni o lesioni che ne derivano possono nuocere gravemente alla lorosalute e al loro benessere.”

 

“Basterebberoqueste affermazione a dimostrare quanto la denuncia della LAV si basi su datiscientifici e non su interpretazioni di parte – dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV– Avitalia, invece, dica chiaramente ai consumatori che le gabbiearricchite di cui parla, ma per le quali gli allevatori non rispettano glistandard, non sono quelle oggi utilizzate dall’industria italiana, quellastessa industria che vuole mantenere le gabbie di batteria convenzionali,ancora in uso ancorché condannate dalla scienza, dall’economia e daicittadini”.

 

“Alleaffermazioni dell’UNA (Unione Nazionale Avicoltura) che imputa allaCommissione UE il mancato rispetto degli standard per le gabbie di batteria, laLAV ricorda che il rispetto delle norme in vigore non era subordinato allarelazione della Commissione stessa, che rappresentava, invece, uno strumentoper valutare l’impatto di tale applicazione – prosegue Bennati – Le leggi sirispettano e le relazioni sull’applicazione servono a vedere quanto lenorme vengano applicate. E la Commissione UE, infatti, ha ampiamente constatatoche molti Stati UE, tra cui l’Italia, non lo fanno”.  

 

Quello che le associazioni degliallevatori non dicono ai cittadini, infine, è che hanno ufficialmente chiesto eottenuto dal Ministero della Salute che l’Italia si schieri contro lalegge italiana ed europea per il mantenimento di un sistema di allevamento icui tassi di mortalità sono elevati, il cannibalismo è considerato uno deimaggiori problemi, il taglio del becco degli animali è una necessità, lefratture delle ossa e l’osteoporosi sono solo alcune delle patologieampiamente diffuse.

 

L’Italia è stata già deferita alla Corte diGiustizia Europea e ha subito una procedura di infrazione da partedell’UE proprio per aver deciso, su richiesta di chi oggigrida allo scandalo per le affermazioni della LAV, di recepire la Direttivaeuropea permettendo l’installazione di gabbie convenzionali oltre iltermine previsto dalla Direttiva, e peravere vergognosamente considerato spazio a disposizione delle galline areeinterne alla gabbia, in realtà espressamente non considerabili spazi adisposizione delle galline dalla Direttiva stessaconclude Bennati – Questicomportamenti sono delle evidenti violazioni di legge, nonché del rispettodovuto ai consumatori e purtroppo anche delle finalità che le autoritàsanitarie sono chiamate a svolgere.”

 

 

9 marzo 2008

Ufficio stampa LAV 06.4461325– 329.0398535 – 339.1742586  www.lav.it

 

 

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