Comunicato LAV. GALLINE, LAV RISPONDE AD AVITALIA E UNA: CONDIZIONI DI VITA DI GALLINE IN GABBIA CENSURATE DA ISTITUZIONI UE E SCIENTIFICHE. ITALIA GIA' SOTTOPOSTA A PROCEDURA D'INFRAZIONE UE. (www.lav.it)

GALLINE, LAV RISPONDE AD AVITALIA E UNA: CONDIZIONI DI VITA DI GALLINE IN GABBIA CENSURATE DA ISTITUZIONI UE E SCIENTIFICHE.

10/mar/2008 11.10.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 10 marzo 2008

 

GALLINE, LAVRISPONDE AD AVITALIA E UNA: “CONDIZIONI DI VITA DI GALLINE IN GABBIA CENSURATEDA ISTITUZIONI UE E SCIENTIFICHE. ITALIA GIA’ SOTTOPOSTA A PROCEDURA D’INFRAZIONEPER AVER RECEPITO LA DIRETTIVA UE PROROGANDO IL TERMINE DEL BANDO DELLE GABBIEDI BATTERIA”.

 

La LAV, presente anche oggi incentinaia  di piazzedelle principali città italiane per chiedere al Governo la conferma del bandoal 2012 delle gabbie di batteria per le galline ovaiole (approfondimenti su www.lav.it), risponde alle affermazioni delpresidente di Avitalia, Gaetano De Lauretis, e ad UNA, precisando che talebando è stato deciso dall’Unione Europea nel 1999 sulla base di evidenzescientifiche chiare ed inequivocabili sulle condizioni di vita delle gallineovaiole allevate nelle  gabbie di batteria. Queste gabbie provocano allegalline enormi sofferenze fisiche e psicologiche, come evidenziato anche da unostudio scientifico commissionato dalla CommissioneEuropea, denominato Laywel, che afferma: “il benessere delle galline ègravemente compromesso nelle gabbie convenzionali e queste gabbie nongarantiscono alcun potenziale per assicurare un adeguato benessere deglianimali.”

 

Nel 2005, inoltre, l’EFSA, l’Autorità per la sicurezza alimentare,in un suo rapporto ha inequivocabilmente scritto che “…impossibilità dimovimento e alti livelli di osteoporosi, costituiscono una grave pregiudizialeal benessere delle galline ovaiole.”

 

La Commissione UE nella sua relazione al Consiglio e alParlamento, con la quale il mondo avicolo ha preso atto dell’intenzionedell’Europa di bandire queste vergognose gabbie di batteria, afferma: “…legabbie di batteria causano diversi problemi di benessere agli animali e sonoproblemi inerenti il sistema di allevamento”.

 

Inoltre, sempre nellaComunicazione al  Consiglio e al Parlamento, la Commissione UE ha fatto proprio il parere dell'EFSAsecondo il quale: “le gallinepreferiscono deporre le uova in un nido, possibilmente chiuso e formato da unosubstrato premodellato o modellabile. Quindi i pollai dovrebbero disporre di nidi adatti, adeguatamente collocati. Anchebere, mangiare, razzolare eprobabilmente fare i bagni di polveresono comportamenti altamente prioritari. Inoltre, riposare e appollaiarsi sono elementi importanti del benessere deivolatili. Se le galline nonpossono soddisfare questi bisogni comportamentali primari, le frustrazioni,privazioni o lesioni che ne derivano possono nuocere gravemente alla lorosalute e al loro benessere.”

 

“Basterebberoqueste affermazione a dimostrare quanto la denuncia della LAV si basi su datiscientifici e non su interpretazioni di parte – dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV– Avitalia, invece, dica chiaramente ai consumatori che le gabbiearricchite di cui parla, ma per le quali gli allevatori non rispettano glistandard, non sono quelle oggi utilizzate dall’industria italiana, quellastessa industria che vuole mantenere le gabbie di batteria convenzionali,ancora in uso ancorché condannate dalla scienza, dall’economia e daicittadini”.

 

“Alleaffermazioni dell’UNA (Unione Nazionale Avicoltura) che imputa allaCommissione UE il mancato rispetto degli standard per le gabbie di batteria, laLAV ricorda che il rispetto delle norme in vigore non era subordinato allarelazione della Commissione stessa, che rappresentava, invece, uno strumentoper valutare l’impatto di tale applicazione – prosegue Bennati – Le leggi sirispettano e le relazioni sull’applicazione servono a vedere quanto lenorme vengano applicate. E la Commissione UE, infatti, ha ampiamente constatatoche molti Stati UE, tra cui l’Italia, non lo fanno”.  

 

Quello che le associazionidegli allevatori non dicono ai cittadini, infine, è che hanno ufficialmentechiesto e ottenuto dal Ministero della Salute che l’Italia si schiericontro la legge italiana ed europea per il mantenimento di un sistema diallevamento i cui tassi di mortalità sono elevati, il cannibalismo èconsiderato uno dei maggiori problemi, il taglio del becco degli animali è unanecessità, le fratture delle ossa e l’osteoporosi sono solo alcune dellepatologie ampiamente diffuse.

 

L’Italia è stata già deferita alla Corte diGiustizia Europea e ha subito una procedura di infrazione da parte dell’UEproprio per aver deciso, su richiesta di chi oggi grida allo scandalo per leaffermazioni della LAV, di recepire la Direttiva europea permettendo l’installazionedi gabbie convenzionali oltre il termine previsto dalla Direttiva, e per avere vergognosamente consideratospazio a disposizione delle galline aree interne alla gabbia, in realtàespressamente non considerabili spazi a disposizione delle galline dallaDirettiva stessaconcludeBennati – Questi comportamenti sono delle evidenti violazionidi legge, nonché del rispetto dovuto ai consumatori e purtroppo anche dellefinalità che le autorità sanitarie sono chiamate a svolgere.”

 

 

10 marzo 2008

Ufficio stampa LAV 06.4461325 –329.0398535 – 339.1742586  www.lav.it

 

 

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