Termoli - Salviamo Ettore: vive solo e affamato su un balcone

«Il suo padrone - racconta una ragazza che da molto tempo segue le vicende dell'animale - lo ha comprato, lavato, gli ha tagliato coda (dicono che così si fa ai boxer...mah!), portato in giro, e per concludere lo ha segregato su un balcone dove vive in solitudine, se è fortunato mangia qualcosa che il suo padrone gli lascia ogni tanto (a ferragosto non aveva neanche da bere!

13/nov/2008 14.18.35 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Il singolare appello dei condomini di una palazzina termolese che chiedono al padrone di un cane di prendersi cura del suo animale. “E’ abbandonato a se stesso, soffre la fame e la sete, vive in condizioni igieniche desolanti. Se non è ancora morto è perchè noi gli lanciamo cibo e lo innaffiamo con una pompa dall’alto”. Gli inviti formalizzati nelle riunioni di condominio non hanno sortito effetto. “Ma non vogliamo rivolgerci alla Asl perchè temiamo che Ettore faccia una brutta fine\".

Ettore è un boxer bianco e con gli occhi azzurri che vive su un balcone praticamente da mesi. Il balcone, per la verità, è piuttosto grande e spazioso. Ma è pur sempre un balcone, ed Ettore è un animale giocherellone e pieno di energia che soffre di solitudine. E non solo. Secondo i condomini di via Pisa, che da molte settimane si sono improvvisati padroni adottivi di quel cane solo e triste, il problema è molto più ampio. Ettore soffre la fame e la sete, e vive in condizioni igienich! e poco raccomandabili. «Il suo padrone – racconta una ragazza che da molto tempo segue le vicende dell’animale - lo ha comprato, lavato, gli ha tagliato coda (dicono che così si fa ai boxer...mah!), portato in giro, e per concludere lo ha segregato su un balcone dove vive in solitudine, se è fortunato mangia qualcosa che il suo padrone gli lascia ogni tanto (a ferragosto non aveva neanche da bere! con quel caldo!), quando non ha niente può scegliere tra cibarsi del suo vomito (probabilmente l\`erba che sta in quel pezzo di giardino incolta gli fa anche male!) o delle sue feci! Ora è solo, triste, smagrito. Non so come fa ma riesce ancora a giocare con un vecchio peluche,dove trova lo spirito per scodinzolare ancora quando lo chiami per nome!».

La storia è seria. E problematica. «Non è solo una questione di coscienza e amore per gli animali» racconta un’altra signora del condominio «Ma anche di igiene. Perchè quel cane, in balia di se stesso in quanto il padrone ! non abita nell’appartamento al piano terra e arriva solo per portargli da mangiare qualcosa, quando capita, fa i suoi bisogni su un pezzetto di terra ormai da mesi. Ma nessuno pulisce, e quindi la puzza è insopportabile». «Certe volte – aggiunge un signore – non si possono aprire le finestre, se spira quel vento che porta in casa gli odori da fuori...».

Il caso di Ettore e del suo padrone che qualcuno, nel palazzo, definisce “dal comportamento animalesco”, è stato oggetto di due diverse assemblee condominiali. Non solo. Il padrone ha ricevuto la fotocopia del verbale di condominio, ma evidentemnte non è bastata a convincerlo che avrebbe dovuto trattare meglio il suo boxer, custodirlo in condizioni dignitose e assicurargli cibo, acqua, ombra e qualche passeggiata, come è un sacrosanto diritto di tutti gli animali, figuriamoci di quelli che si reputano “amici”. La fotocopia del verbale d’assemblea non ha sortito alcun effetto. Nè ha avuto risultati l’avviso affisso nell’atrio, dove si legge che “gli animali domestici presenti nel con! dominio devono essere trattati bene e non devono arrecare danni ai condomini».

Certo, i vicini di casa potrebbero chiamare l’ufficio igiene della Asl e denunciare il padrone (i maltrattamenti di animali sono un reato penale, punito dal codice). «Ma noi non vogliamo che a Ettore accada qualcosa di brutto, che venga portato via per finire magari ancora peggio, abbandonato in mezzo alla strada o in un canile». Da qui questo appello, deciso per tentare un’ultima strada e sensibilizzare il padrone del boxer a mettere fine sia alla solitudine che alle sofferenze del suo animale. «Ci siamo affezionati da morire al cane – racconta ancora la giovane donna che ha preso l’iniziativa di scriverci – E ormai si può dire che Ettore è il cane del condominio. Se finora non è morto di fame nè di sete, è perchè gli lanciamo dall’alto dei nostri balconi polpette e avanzi di cibo, e lo innaffiamo con le pompe quando fa troppo caldo e vediamo che non ha acqua».






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