Ferrara - Spunta un altro canile lager - Business sugli animali

«Vari cittadini mi hanno segnalato un'attività abusiva esercitata da tempo nella zona attigua al Po - spiega Malaguti subito dopo l'uscita dalla Procura -, da un personaggio tra l'altro ben noto anche negli ambienti venatori».

13/nov/2008 17.42.34 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Dopo il caso di via Vecchio Reno, altra denuncia per cani ingabbiati senza le minime condizioni igieniche. Nuovo esposto in Procura e telefonata tra il titolare del canile-choc e il consigliere An Malaguti: \"Ammette la situazione\".
«Tra Stellata e la vicina Quattrelle, in provincia di Mantova, c’è un altro canile ‘lager’». Nuova denuncia, e nuovo esposto ieri alla Procura, da parte del consigliere comunale di An Mauro Malaguti: dopo la scoperta della sconcertante struttura che nella campagna tra Chiesuol del Fosso e Coronella ospita — in gabbie improvvisate, senza luce nè acqua — esemplari da caccia e qualche cane da difesa, ieri l’esponente dell’opposizione ha presentato una nuova denuncia. «Vari cittadini mi hanno segnalato un’attività abusiva esercitata da tempo nella zona attigua al Po — spiega Malaguti subito dopo l’uscita dalla Procura —, da un personaggio tra l’altro ben noto anche negli ambienti venatori».

Agli inquirenti il consigliere di An ha ovviam! ente fornito maggiori e più chiari elementi utili all’individuazione del luogo e dei responsabili: «I cittadini mi hanno riferito anche di denunce e segnalazioni da parte di associazioni animaliste, purtroppo sin qui senza esito. Spero che il fenomeno, dietro il quale si cela senz’altro un business a scapito delle povere bestie, a questo punto possa finalmente essere stroncato».

Ma è di ieri un altro colpo di scena; ovvero la telefonata che Malaguti ha ricevuto da parte del gestore del canile ‘lager’ di via Vecchio Reno. «Mi ha chiamato senza fare mistero della propria identità e addirittura con il proprio cellulare — racconta il consigliere di An —, e mi ha detto di essere stupito del clamore dato alla mia denuncia anche da parte del giornale. Ha ammesso che le baracche sono prive di acqua e di luce, si è giustificato però dicendo di essere un grande appassionato di cani e addirittura di svolgere l’attività di istruttore per la caccia».

La telefonata, agg! iunge Malaguti, ad un certo punto si è fatta concitata: «Non posso dir e di essere stato nè minacciato nè insultato, diciamo che i toni si sono un po’ accesi — sorride l’esponente di An —, perchè l’uomo sosteneva che nella sua attività non c’era nulla di strano o di illegale. Non sono io a doverlo stabilire, ma anche attraverso le sue ammissioni telefoniche mi pare singolare che si possa impiantare un canile senza i permessi dell’Asl o senza che un’attività comunque nota a tante persone, susciti controlli o addirittura sequestri».






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