Molise - Randagismo: Rifondazione Comunista lancia una proposta

14/nov/2008 13.10.51 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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La questione dei cani randagi a Campobasso non è nuova ma, negli ultimi tempi, ha acquisito una risonanza notevole anche sull’onda delle proteste animaliste contro un provvedimento amministrativo del Sindaco.

E’ evidente che la sola protesta non basta a risolvere il problema così come i provvedimenti \"tampone\".

Rifondazione Comunista avanza una proposta per una possibile soluzione del randagismo che mira a salvaguardare le esigenze di sicurezza ed igiene e, nel contempo, ad offrire migliori condizioni di vita agli animali e ridurre ( possibilmente a zero ) la presenza degli stessi nei canili.

Il trattamento degli animali dovrà essere rispettoso non solo della normativa vigente e della sanità pubblica, ma anche delle loro esigenze di nutrimento e di movimento all’aria aperta, con l’obiettivo di raggiungere una corretta convivenza tra uomo, animale e ambiente.

La proposta è nel senso di istituire un servizio comunale di affido ai privati d! egli animali randagi catturati, disciplinato da un apposito regolamento incentrato su quattro punti fondamentali:

- Istituzione di un albo degli affidatari, aventi specifici requisiti di idoneità, previa emanazione di un bando pubblico;

- Massiccia operazione di accalappiamento dei randagi, profilassi, sterilizzazione ed applicazione del micro-chip, in collaborazione con l’azienda sanitaria locale;

- Consegna degli animali ai richiedenti l’affido inseriti utilmente nell’albo degli affidatari, a cui verrà corrisposto un contributo economico per la custodia ed il mantenimento dell’animale;

- Controllo periodico da parte della Polizia Urbana o delle guardie zoofile, di cui all’art.9 della legge regionale 7 del 04.03.2005, del corretto trattamento dell’animale affidato.

Tale soluzione, oltre ad una risposta \"umana\" alla emergenza randagismo, può rappresentare un notevole risparmio economico relativo alle risorse necessarie per la c! ostruzione e la manutenzione dei canili pubblici.

Questa prop osta di istituzione del servizio di affido per i randagi è stata da me depositata presso la Commissione consiliare \"Politiche sociali\" del Comune di Campobasso, di cui sono presidente.

REGOLAMENTO COMUNALE

PER LA PREVENZIONE DEL RANDAGISMO

Art.1 – Obiettivi principali

1.- Il presente regolamento ha come obiettivo l’istituzione di un servizio pubblico per la lotta al randagismo da esercitarsi principalmente sotto forma di prevenzione.

2.- Si propone altresì la tutela degli animali, della salute pubblica e dell’ambiente, mediante l’affidamento a privati dei cani catturati, purchè i richiedenti stessi siano iscritti nell’apposito albo degli assegnatari.

Art. 2 – Albo assegnatari

1.- E’ istituito l’albo degli assegnatari, al quale possono accedere tutti i cittadini in possesso dei requisiti previsti dal successivo art. 3.

2.- Saranno periodicamente emanati bandi per la presentazione di domande per l’iscriz! ione all’albo dei cui al comma precedente.

3.- Nei bandi verranno fissati il termine di presentazione domande oltre all’indicazione analitica di tutti i requisiti richiesti per l’iscrizione.

4.- L’amministrazione comunale provvede all’esame delle domande pervenute, all’iscrizione nell’albo ed alla redazione di apposita graduatoria seguendo l’ordine di acquisizione delle domande al protocollo con preferenza per i richiedenti che svolgono attività agricola.

Art.3 – Requisiti per l’inserimento nell’albo degli assegnatari

1.- Essere residenti nel comune di Campobasso.

2.- Possedere in ambito rurale un idoneo fabbricato, preferibilmente al servizio di azienda agricola.

3.- Non essere stato destinatario di sanzioni previste in materia di maltrattamento di animali, o di quelle previste dalla Legge regionale n.7 del 04.03.2005.

Art. 4 – Tenuta dell’animale

1.- Gli assegnatari degli animali devono loro assicurar! e:

a) Adeguato nutrimento e condizioni di vita e di igiene no n mortificanti;

b) Un sufficiente spazio fornito di tettoia idonea al riparo dalle intemperie e tale da consentire un adeguato movimento;

c) La catena, ove necessaria, deve avere una lunghezza non inferiore a mt. 5,00, ovvero di mt. 3,00 se fissata con anello di scorrimento e gancio snodabile ad una fune di scorrimento di almeno mt. 5,00;

d) L’eventuale box in rete metallica per la custodia non può avere un’ampiezza inferiore a mq. 5,00 per ciascun animale;

e) Eventuali collari devono essere sufficientemente larghi in modo da scongiurare piaghe o sofferenze.

Art. 5 – Accalappiamento e primi interventi

1.- All’accalappiamento degli animali randagi provvede l’autorità competente utilizzando solo attrezzature consentite dalla legge ed evitando trattamenti violenti.

2.- L’animale catturato dovrà essere assegnato nel più breve tempo possibile ai richiedenti iscritti nell’albo assegnatari seguendo la graduatoria di cui! all’art.2 del presente regolamento.

3.- Gli animali catturati, regolarmente tatuati o dotati di micro-chip, saranno immediatamente restituiti al proprietario o detentore.

4.- Gli animali randagi ( non tatuati e senza micro-chip ) saranno dati in custodia provvisoria ad un assegnatario. Se non reclamati entro 60 giorni, l’assegnazione in affido diventerà definitiva, sarà applicato il micro-chip e gli animali saranno sottoposti al trattamento profilattico e a sterilizzazione.

5.- A nessun assegnatario possono essere affidati più di due animali.

Art. 6 – Assistenza sanitaria

1.- L’assistenza sanitaria per l’applicazione del micro-chip, gli interventi di sterilizzazione, profilassi delle malattie infettive ed ogni altro intervento che si renda necessario sarà fornita dall’azienda sanitaria locale avvalendosi delle strutture pubbliche convenzionate.

2.- All’assegnatario sarà corrisposto un rimorso forfetario di €. una volta ! ultimate tali operazioni.

Art.7 – Rimorso spese di mantenimen to e custodia

1.- All’assegnatario il comune corrisponderà un assegno mensile non inferiore a €. , ovvero non inferiore a €. giornalieri se la custodia risulterà inferiore al mese, per il mantenimento e la custodia di ciascun animale.

2.- L’adeguamento del contributo sarà stabilito dalla giunta comunale.

Art. 8 – Rinuncia dell’assegnatario

1.- L’assegnatario, in caso di sopravvenuta e comprovata impossibilità di continuare la custodia dell’animale, ne darà comunicazione al comune che provvederà all’affido ad altro assegnatario.

Art. 9 – Soppressione dell’animale

1.- Possono essere soppressi, in modo esclusivamente eutanasico, ad opera di medici veterinari, solo gli animali gravemente ammalati, incurabili o di comprovata pericolosità derivante da stato patologico dell’animale.

Art.10 – Responsabilità dell’assegnatario

1.- L’animale catturato, non reclamato entro 60 giorni e quindi sottoposto all’affido, d! iventa di proprietà comunale.

2.- L’assegnatario è responsabile dei danni causati dall’animale affidato a cose e persone assumendo la veste di assegnatario in custodia.

Art. 11 – Organi di vigilanza

1.- La vigilanza sulla correttezza del mantenimento e della custodia dell’animale, nonché sul rispetto delle disposizioni contenute nel presente regolamento, è affidato all’ufficio di polizia municipale o alle guardie zoofile, di cui all’art. 9 della legge regionale n.7 del 04.03.2005, ed alla azienda sanitaria locale che provvederanno a segnalare al Sindaco ogni irregolarità riscontrata.

2.- L’assegnatario in custodia, a carico del quale vengono riscontrate inadempienze delle norme contenute nel presente regolamento, fatte salve le sanzioni espressamente previste dalla normativa vigente, sarà radiato dall’albo degli assegnatari e l’animale sarà affidato ad altro assegnatario.

Art. 12 – Norme transitorie e finali

1.- Nel caso! di ritrovamento di un animale tatuato o dotato di micro-chip, il prop rietario dello stesso è tenuto al pagamento di tutte le spese sopportate dal comune sia per l’accalappiamento che per l’affidamento provvisorio, nonché al risarcimento di eventuali danni provocati dall’animale.

2.- Per tutto quanto non previsto o richiamato nel presente regolamento, sono applicabili le norme previste nella legge regionale n. 7 del 04.03.2005 e nelle altre leggi in materia.





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