Spoleto - Infortuni e morti dei cani da caccia: Federcaccia plaude l'intervento di Bandelli

Per quanto riguarda i soli tesserati Fidc, nel 2006 sono morti in Italia 2050 cani da caccia, mentre 1558 sono stati i ferimenti e 842 i casi di danni provocati a persone e cose.

27/nov/2008 09.41.17 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Per colpa dei soliti furbi il premio assicurativo aumenta ogni anno. Auspicabile una soluzione privatistica.
Non si è fatta attendere la presa di posizione della principale associazione venatoria, all\`indomani delle dichiarazioni rese dall\`amministratore delegato Greentime Gian Luca Bardelli che ha parlato di \"furbetti\" protagonisti di vari giochi con le compagnie assicurative per le polizze venatorie.
Federcaccia Umbra interviene sulla questione prendendo una posizione chiara, in assoluto appoggio alle dichiarazioni di Bardelli. Di seguito l\`intervento Fidc:
\"Abbiamo letto con vivo interesse l\`intervento dell\`amministratore delegato della Greentime Gian Luca Bardelli, relativamente alle spese che i cacciatori devono sostenere ogni anno per il premio assicurativo. A tal proposito teniamo a sottolineare che la nostra posizione è di assoluto apprezzamento di quanto detto da Bardelli, che anzi ringraziamo per aver sollevato una tematica quanto mai delicata i! n ambito venatorio. Sarebbe infatti doveroso, come ha puntualizzato l\`amministratore Greentime, ottenere una polizza assicurativa identica per tutte le associazioni venatorie, in maniera tale da far risparmiare denaro a tutti i cacciatori d\`Italia. Allo stesso modo andrebbero riviste le assicurazioni per i cani da caccia, garantendo senza meno tutta la copertura per i danni a persone e cose, cioè la responsabilità civile, ma operando i dovuti distinguo per quanto riguarda i casi di morte o ferimento del cane. Per quanto riguarda i soli tesserati Fidc, nel 2006 sono morti in Italia 2050 cani da caccia, mentre 1558 sono stati i ferimenti e 842 i casi di danni provocati a persone e cose.
Purtroppo, ripetuti infortuni mortali agli ausiliari da caccia sono fenomeni ricorrenti anche in Umbria. Ci rendiamo conto che nella nostra regione è molto diffusa e praticata la caccia al cinghiale, specialità venatoria oltremodo pericolosa per i cani, che infatti spesso entrano in cont! atto con i selvatici: tuttavia, la maniera migliore per evitare che al cuni \"furbi\" truffino le assicurazioni a danno di tutti i cacciatori onesti - che sono la stragrande maggioranza - potrebbe essere quella di garantire, nella polizza associativa, la responsabilità civile per i danni provocati dai cani da caccia, rimandando a soluzioni di carattere privatistico eventuali assicurazioni sulla vita dei cani stessi. In questo modo, oltre a ridurre sensibilmente il premio assicurativo di base, ogni cacciatore potrebbe trovare la soluzione migliore per tutelare i propri ausiliari, senza per questo dover vedersi aumentare le spese di anno in anno per colpa dei soliti \"sfortunati\".
E\` proprio a causa del gran numero di ferimenti e decessi dei cani dei cacciatori che la Federcaccia, come del resto le altre associazioni venatorie, ogni anno si vedono aumentare il premio dell\`assicurazione e, quindi, sono costrette ad adeguare i costi gravando anche su chi non possiede cani da caccia\".






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