Molise - Emergenza randagi: arrivano i NAS

28/nov/2008 20.23.03 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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“I canili molisani saranno oggetto di ispezione da parte della Direzione Generale della sanità animale e dei Carabinieri del Nas” è quanto ha affermato l’on. Francesca Martini, sottosegretario al welfare con delega alla veterinaria, tornata ad occuparsi della vicenda del randagismo nella nostra regione.
L’ispezione dei canili molisani risulta necessaria dal momento che questi, come la maggior parte dei canili presenti nel sud d’Italia, versano in condizioni igienico-sanitarie pessime.
Già all’indomani dell’ordinanza con cui il sindaco Di Fabio vietò la somministrazione di cibo ai randagi - ordinanza poi sospesa dal Tar Molise - il sottosegretario Martini aveva inviato una lettera al sindaco per richiamarlo ai propri doveri istituzionali, sottolineando l’assoluta illegittimità del provvedimento in quanto contrastante con la normativa vigente in materia di tutela dei randagi.
Il sindaco rappresenta, sul proprio territorio, l’Autorità Sanitaria cui è demandato il ! compito di tutelare il benessere degli animali e combattere il fenomeno del randagismo.
“La necessità di evitare il pericolo di aggressioni ai cittadini, posta da Di Fabio come presupposto dell’ordinanza, non costituisce motivazione valida - ha precisato l’onorevole - per disporre il divieto di somministrazione di cibo”. E’ proprio la mancanza di cibo infatti che spinge i randagi verso comportamenti aggressivi nei confronti di chi, fino a qualche tempo prima, assicurava loro da mangiare.
Dichiarare, poi, come ha fatto il sindaco Di Fabio replicando alle dichiarazioni della Martini, che il Comune di Campobasso spende più soldi per la lotta al randagismo (350 mila euro) che non per le famiglie povere (170mila euro) o per gli anziani (294 mila euro) non testimonia certo sensibilità nei confronti degli animali o piuttosto volontà di risolvere il problema.
Ancora oggi si legge sul giornale che gruppi di cani sostano nei pressi delle scuole mettendo in pericolo l’i! ncolumità dei bambini e allarmando le loro madri.
Per risolvere il fenomeno del randagismo è indispensabile, come ha sottolineato anche il sottosegretario Martini, che si attui una vera concertazione tra le parti coinvolte – Ministero, Regioni, Comune, associazioni animaliste, veterinari – affinché ognuna di esse contribuisca, attraverso specifiche competenze, ad un’immediata risoluzione del fenomeno “randagismo”.

Teresa Cuomo





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