Giorgio Panariello - Non ti lascer mai pi solo

29/nov/2008 18.43.24 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Si rivolge soprattutto a chi pensa che gli animali siano un gioco di cui disfarsi finita la festa o iniziate le vacanze.
All’apparenza libro di poco interesse letterario, “non ti lascerò mai solo” di Giorgio Panariello traccia un segno forte sulla vita di chi ha capito che gli animali sono meglio degli uomini.

Storia di un amore tra un uomo ricco, bello e “fortunato” e un cane Poldo che, seppur all’inizio odiato e temuto, si rivela l’unico in grado di colmare il vuoto che la società del consumismo ha creato dentro ognuno di noi.

Francesco, infatti, è il prototipo del maschio del nuovo millennio: single ricco, ambizioso, viziato, non troppo bello ma con un bell’attico, una bella macchina e un bel lavoro.

Fidanzato con Mia non apprezza fino in fondo il suo amore sincero e quando lei parte per accudire il padre malato, lui che fa?
Non solo trascura il cane, che lei amorevolmente le ha affidato, ma cerca ogni pretesto per tradirla. Anche Poldo ! viene usato a questo scopo, ma la sua presenza è cosi scomoda che Francesco arriva al punto di escogitare una messinscena per abbandonarlo.

All’improvviso la fortuna cambia e la sua vita viene stravolta da un male, progressivo e incurabile, che lo porta alla fine, in compagnia dell’unico sincero e fidato amico, appunto Poldo.

La povera bestia, nonostante gli insulti, l’indifferenza e la crudeltà di Francesco lo accompagnerà nell’ultimo viaggio, quello più difficile: la morte.

Nella sua semplicità, Panariello riesce a toccare le corde più profonde dell’uomo; un uomo che non sa più chi è ma sa bene cosa è: attore di una commedia quale è la vita, fatta di compromessi ed egoismo.

Una vita volta al consumismo, al perbenismo, all’ipocrisia; una vita che non sa più distinguere il bene dal male, la sincerità dalla bugia, la lealtà dalla maldicenza.

Poldo raffigura quella parte “buona” che l’uomo ha perso, quei sentimenti di profonda af! fezione a chi nonostante tutto ti odia; l’alter ego di una umanità fal lita che trova soddisfazione solo nel possedere e nell’avere piuttosto che nell’essere.

Il libro, scritto attraverso una visione a dir poco cinematografica, si rivolge soprattutto a chi oggi pensa che i cani siano solo un gioco o un regalo di cui disfarsi finita la festa o iniziate le vacanze.

Panariello, infatti, intende, attraverso le pagine del testo, sottolineare il suo grande amore per i suoi due cani, Crusca e Zeus, che gli hanno cambiato la vita decisamente in meglio.






Altre notizie sul sito http://www.amicicani.com
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl