Addio a Antonietta Del Bono presidente del rifugio Martinella Parma

Antonietta Palazzo (questo era il suo cognome da nubile) era nata a Torino nel 1927, dove iniziò giovanissima a lavorare come impiegata in una fabbrica di ordigni bellici della Fiat.

01/dic/2008 12.31.47 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Responsabile del Rifugio del cane

E’ scomparsa sabato 29 novembre Antonietta Del Bono, colpita da una emorragia cerebrale.

Antonietta Palazzo (questo era il suo cognome da nubile) era nata a Torino nel 1927, dove iniziò giovanissima a lavorare come impiegata in una fabbrica di ordigni bellici della Fiat. Ma Antonietta non era donna da passare la vita in mezze maniche dietro una scrivania. Dopo la guerra si trasferì a Roma, dove fondò una casa cinmatorgrafica. Quindi si dedicò all’attività di consulemnte immobiliare. In questa veste arrivò a Parma alla metà degli anni settanta.

Qui conobbe il conte Carlo del Bono, e fu amore a prima vista. Il matrimonio non ebbe lunga durata, perchè il conte morì troppo presto.

Da allora Antonietta divenne la paldina dei nostri amici a quattro zampe: fondò a Parma la Lega del Cane e presto fu nominata presidente del rifugio della Martinella.

I paladini dei diritti degli animali non di rado cedono a! qualche tentazione di integralismo, lei fece molto di più: sotto la sua guida il canile si popolò oltre ogni limite, fino ad arrivare ad accolgiere ben 600 cani, ben di più di quelli che il canile avrebbe potuto sopportare.

L’accudimento degli animali naturalmente comportava costi molto elevati e una strututra adeguata, come certo non era quella di via Martinella. Antonietta Del Bono bussò a tutte le porte, soprattuto a quelle del Comune di Parma; lo fece con molta determinazione, a volte persino oltre le righe, facendosi molti nemici per il suo carattere oltremodo battagliero, sempre protesa ad ottenere risultati per una causa che riteneva sacrosanta.

La “contessa” divenne quasi uno spauracchio per sindaci e assessori di ogni colore, sia quelli del centro sinistra che quelli del pentapartit,o che guidarono la città negli anni ottanta e novanta. La disputa finì in tribunale e coinvolse indirettamente anch le altre associazioni animaliste, che non condivi! devano l’integralismo della contessa e la sua tentazione a fare da sè.

A 81 anni Antonietta ha dovuto arrendersi alla spietata legge dell’anagrafe. Ora i 500 del rifugio Maria Cortese si sentono “orfani” di colei che è stata la mamma di tutti e che in trent’anni di duro lavoro a tanti cani ha dato una famiglia vera.





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