Maltrattamenti e traffici di animali: un direttore sanitario nei canili

Il coinvolgimento di veterinari liberi professionisti in alcune per ora sporadiche situazioni rafforza ulteriormente la nostra convinzione che sia indispensabile che le strutture come i canili rifugio e privati, dove spesso la concentrazione di animali ricoverati per conto dei comuni rischia di superare i limiti imposti dalla normativa per il benessere degli animali, si dotino obbligatoriamente di un collega libero professionista incaricato del ruolo di direttore sanitario.

10/dic/2008 14.44.46 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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La proposta del Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica.
Pieno appoggio da parte del SIVeMP alle forze dell’ordine ed ai colleghi delle Asl impegnati nella campagna straordinaria di prevenzione e repressione dei reati di maltrattamento degli animali negli allevamenti e nelle strutture di ricovero.
Il coinvolgimento di veterinari liberi professionisti in alcune per ora sporadiche situazioni rafforza ulteriormente la nostra convinzione che sia indispensabile che le strutture come i canili rifugio e privati, dove spesso la concentrazione di animali ricoverati per conto dei comuni rischia di superare i limiti imposti dalla normativa per il benessere degli animali, si dotino obbligatoriamente di un collega libero professionista incaricato del ruolo di direttore sanitario.

L’impossibilità di garantire la presenza costante della veterinaria pubblica in tali strutture, se non nelle routinarie o straordinarie operazioni legate alla vigilanza veterinaria pe! rmanente espone infatti gli animali ricoverati al rischio di impropria custodia se non a volte di veri e propri maltrattamenti.

Se infatti è vero che la maggior parte dei titolari di tali strutture opera spinto da passione e professionalità, la pressione anche mediatica legata alla necessità di garantire un ricovero agli animali randagi catturati rischia di determinare situazioni di rischio in cui la presenza di un direttore sanitario potrebbe garantire il rispetto della norma, fermi restando i normali compiti di vigilanza della Servizi Veterinari pubblici.

La presenza di veterinari liberi professionisti non investiti di ruoli di responsabilità rischia infatti di aprire la strada ad una corsa al ribasso delle prestazioni, quando non proprio di situazioni di vera e propria illegalità, in un settore dove gli interessi anche economici possono a volte essere rilevanti e dove pertanto facili scorciatoie possono essere intraviste come fonte illegale di reddito. !

In tal senso la SIMeVeP - Società Italiana di Medicina Veteri naria Preventiva ha già presentato un proposta al Sottosegretario Martini, nel corso dell’ incontro promosso dalla società scientifica stessa il 12 novembre 2008.

S.I.VE.M.P.
SINDACATO ITALIANO VETERINARI DI MEDICINA PUBBLICA
Via Nizza, 11 - 00198 ROMA - TEL 06.8542049 - FAX 06.8848446
segrenaz@sivemp.it
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