Bagnaia - Viterbo - I cani non erano assistiti. E morivano

24/dic/2008 18.53.11 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Si è aperto il 18 dicembre 2008 il processo che vede alla sbarra per maltrattamenti l’ex gestore del canile di Bagnaia. In aula il racconto della Viglino, ex presidente Enpa e grande accusatrice.
“I cani morivano”, ripete una, due, tre volte. “Morivano per mancata assistenza. Non erano curati”, aggiunge. A parlare è Elvia Viglino, ex presidente dell’Enpa di Viterbo, che ieri mattina testimoniato alla prima udienza del processo (giudice Marinelli) che vede imputato Guido Vezzali, ex tesoriere-commissario straordinario del canile Enpa di Bagnaia, accusato di maltrattamento di animali (art.727 del codice penale) nell’ambito dell’inchiesta che, su disposizione del pm Pacifici, portò al sequestro del rifugio per cani in località Novepani. I sigilli alla struttura vennero apposti il 26 luglio 2007, tempo in cui, come detto, Vezzali gestiva il canile, commissariato dalla fine di luglio del 2005, “strappato” dall’Enpa alla stessa Viglino, poi espulsa l’anno successivo dall’assoc! iazione. L’ex presidente Enpa il canile di Bagnaia l’aveva costruito nel 1983 e all’inizio l’aveva gestito con l’aiuto dei volontari, fino, appunto, all’estate del 2005. Dopo essere stata estromessa, Elvia Viglino, che oggi fa parte di un’associazione ex Enpa, “Amici degli animali”, si era recata diverse volte nel canile per osservare le condizioni dei cani. “Solo dall’esterno, però - ha raccontato al pm Sabrina Galeazzi e all’avvocato Ermenegildo Russo, legale dell’imputato -, in quanto Vezzali mi impediva di accedere all’interno. Addirittura la recinzione del canile era stata tappezzata con grossi teli verdi che impedivano la visione all’interno. Qua e là, però, sbirciando attraverso la copertura usurata, avevo notato la cattiva condizione degli animali. Ho visto che i cani morivano. Non avevano assistenza, non erano curati”. “Ho anche scattato diverse fotografie per illustrare le condizioni degli animali - ha aggiunto la Viglino - e quelle foto le ho allegate all’esposto! che ho presentato in Procura”. La difesa di Vezzali ha incalzato la V iglino sui fatti relativi all’espulsione dell’ex presidente dall’Enpa: “Successe che un giorno - ha raccontato la teste - mi arrivò una lettera in cui l’associazione diceva che ‘costituivo uno svantaggio morale e materiale per l’Enpa’. Ho chiesto più volte spiegazioni, senza esito, poi venni convocata a Roma dall’Enpa e durante quell’incontro mi fu detto che la mia gestione del canile aveva provocato debiti per 35mila euro”. L’aspetto economico, per nulla secondario nella vicenda, è stato più volte affrontato durante la deposizione. Elvia Viglino ha raccontato come “il canile Enpa di Bagnaia era finanziato dai fondi elargiti da 17 comuni dell’Alta Tuscia e da quello di Viterbo. Una somma pari a circa 25-26mila euro mensili per assistere 400 cani. I soldi servivano per l’acquisto di mangime, per l’assistenza sanitaria agli animali e per il pagamento del personale”. Alcuni dipendenti, prima volontari, che la Viglino ha ammesso di aver assunto, dopo aver ricevuto però l’avallo ! dell’Enpa. “Senza l’ok della presidenza nazionale non ho mai mosso un filo”, ha precisato la Viglino, durante l’accesso controesame dell’avvocato Russo. Il legale di Vezzali, infatti, ha fatto riferimento alla constatazione di verbale della guardia di finanza che, dopo alcuni controlli, aveva richiesto per la Viglino il pagamento di una multa di circa 400mila euro, in quanto l’ex presidente Enpa avrebbe assunto undici dipendenti “in nero”. “E’ vero - ha ricordato il testimone - ci fu il controllo della guardia di finanza e la richiesta di multa, ma non conosco bene i risvolti della vicenda che peraltro ho messo in mano agli avvocati e aspetto che venga chiarita”. La deposizione della Viglino è stata solo la prima tappa di un processo che tornerà in aula il prossimo 5 febbraio, quando sarà ascoltata un’ex componente del consiglio dell’Enpa di Viterbo, due poliziotti che parteciparono al sequestro. Il 9 marzo, poi, saranno ascoltati alcuni veterinari che per anni hanno collab! orato con il Canile di Bagnaia, che oggi, dopo la bufera che l’ha trav olto, viene gestito direttamente dal Comune.






Altre notizie sul sito http://www.amicicani.com
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl