Tu e il tuo cane, diversi ma tanto amici

02/gen/2009 20.15.14 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Il ruolo del cane, da qualche decennio a questa parte, è cambiato. Sempre meno animale da utilità e sempre più da compagnia, viene considerato un vero e proprio componente della famiglia. L’affetto e l’attenzione che gli dedichiamo sono gli stessi riservati ai nostri figli, amici, parenti; l’interpretazione dei suoi comportamenti tende ad essere quella che diamo ai nostri. Il cane viene praticamente “umanizzato” e le aspettative che il proprietario ripone nei suoi confronti vengono spesso disattese, in quanto poco realistiche. Da qui cominciano i primi fraintendimenti che incrinano il rapporto, generando problemi che, col tempo, possono assumere un’importanza rilevante fino a diventare, a volte, irrisolvibili. Tutto questo per mancanza di una corretta comprensione e comunicazione.

Sapere alcune cose ci aiuterà a giustificare e capire il suo comportamento.
- Il cane discende dal lupo e, anche se è stato addomesticato migliaia di anni fa, molte caratteristiche app! artengono ancora a quelle del suo antenato.
- Vivendo a stretto contatto con noi, il cane si trova a condividere usi e costumi non consoni alla sua natura, che lo costringono ad adattarsi continuamente a situazioni che altrimenti non dovrebbe affrontare. In natura non esistono macchine, campanelli, soggetti che invadono continuamente il suo territorio, guinzagli che trattengono e vietano di annusare e correre o museruole che impediscono di difendersi; non esistono mobili e tappeti da non rosicchiare, posti dove non si può fare pipì e pavimenti appena lavati sui quali non si può camminare. Quante cose sono vietate ai nostri cani senza che ne capiscano il motivo!
- Il cane non comprende il nostro linguaggio fatto di parole ma il nostro tono sarà per lui l’espressione del nostro umore; egli comunica attraverso segnali e posture e interpreta i nostri comportamenti secondo il suo modo di essere. Ad esempio, quando lo abbracciamo potrebbe fraintenderci e pensare che lo st! iamo aggredendo, oppure quando gli urliamo di smettere di abbaiare, po trebbe credere che ci stiamo unendo a lui, dandogli manforte.
- Per un cane non esiste cosa è giusto e cosa è sbagliato, esiste invece cosa è utile o meno per ottenere ciò che vuole. Per intenderci, se un cane è solito salutarci saltandoci addosso, ottenendo così, tutta la nostra attenzione, proporrà il medesimo comportamento anche quando siamo vestiti di bianco: non può discriminare e pensare “ieri potevo farlo, oggi no perché altrimenti lo sporco”.
- Non esiste un cane uguale ad un altro e sono moltissimi i fattori che concorrono a formare le diverse caratteristiche comportamentali: razza, esperienze, età, imprinting, condizioni fisiche e psichiche, fino ad arrivare a ciò che lo circonda, dall’ambiente alla tipologia di proprietario.

Queste informazioni ci possono aiutare a comprendere l’abisso comunicativo che ci divide e quanto sia facile commettere involontariamente degli errori nel tentare di educarli a modo nostro, senza però arrivare a comprenderli ! davvero. L’educazione non deve essere generalizzata e deve proporre varie tappe di apprendimento, favorendo l’attivazione mentale, trascurata dalle vecchie tecniche addestrative.
Le coercizioni, le imposizioni e le punizioni devono essere bandite: non fanno parte del mondo del cane, non sono capite e incrinano la relazione con il proprietario che, per rafforzare il legame ed ottenere la sua considerazione, deve invece imparare a valutare le conseguenze dei propri comportamenti, comprendere le sue necessità, interpretare i suoi segnali e accorgersi del suo stato emozionale. Meglio abbandonare l’idea di dominanza, retaggio culturale di cui siamo vittime, per favorire concetti più efficaci e vantaggiosi come la collaborazione, l’immaginazione, la creatività, la conoscenza e l’informazione. Non dimentichiamo che un cane non avrebbe bisogno di essere educato se non dovesse sottostare alle regole imposte dall’uomo, pertanto educazione ed addestramento dovranno essere diverten! ti, piacevoli e praticate nel massimo rispetto della sua natura.

Il mio obbiettivo è quello di accompagnare il proprietario alla “scoperta” del proprio cane. Con incontri a domicilio, personalizzati sulla base delle singole realtà familiari e attraverso la proposta di giochi e informazioni utili e mirate, impareremo prima a conoscere il nostro amico e a farci capire, poi ad addestrarlo, proponendogli stimoli sempre adeguati.

Se avete voglia di approfondire l’argomento, venite a trovarmi sul mio sito www.codealvento.it

Vi saluto con un’ultima personale considerazione: educare un cane è un’arte. Tutte le opere vengono realizzate a poco a poco e l’obiettivo viene raggiunto solo dopo un percorso soggettivo. La sensibilità e la personalità di chi le crea ne determinano il risultato.

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