Combattimenti di cani in ridimensionamento

Da un po\' di tempo a questa parte, si legge nel "Rapporto Zoomafia 2008\" abbiamo registrato un positivo ridimensionamento del fenomeno che ha ridotto i caratteri dell\'emergenza, ma non ha perso la pericolosità che resta preoccupante.

04/gen/2009 13.38.16 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Fino a pochi anni fa i combattimenti tra cani rappresentavano la prima emergenza zoomafiosa del Paese. Da un po\` di tempo a questa parte, si legge nel ‘Rapporto Zoomafia 2008\` abbiamo registrato un positivo ridimensionamento del fenomeno che ha ridotto i caratteri dell\`emergenza, ma non ha perso la pericolosità che resta preoccupante. Dopo un apice di diffusione in cui venivano percepiti con forte allarme sociale, momento storico che possiamo individuare negli anni di passaggio tra lo scorso decennio e il presente, in cui anche l\`attenzione dei nostri Servizi d\`Informazione e Sicurezza si è soffermata sul caso e in sede giudiziaria si sono avuti i primi risconti anche con l\`apporto di collaboratori di giustizia, i combattimenti sembrano essere ritornati nell\`alveo dei fenomeni criminali non di punta.

POTENZIALE CRIMINALE DA NON SOTTOVALUTARE - I fatti accertati in sede giudiziaria, però, hanno messo in evidenza un potenziale criminale da non sottovalutare, c! on il coinvolgimento di persone, mezzi e strumenti degni di ben altri traffici e anche se sono diversi i segnali che sembrano indicare una progressiva diminuzione della cinomachia, la pericolosità delle condotte criminali in esame chiede massima attenzione. Se da un lato sono diminuite le manifestazioni più plateali, dall\`altro assistiamo alla raffinazione delle condotte a delinquere connesse al fenomeno che sicuramente è meno vistoso del passato, ma non è affatto esaurito. A nostro avviso i motivi che hanno generato il ridimensionamento del fenomeno sono molteplici. Il primo va individuato nell\`effetto deterrente della nuova normativa. Grazie alla funzione intimidativa svolta dalle sanzioni penali stabilite dalla Legge 189/04, la minaccia di una sanzione delittuosa ha una maggiore efficacia persuasiva e distoglie più facilmente i malintenzionati dal commettere tale reato. C\`è da dire, però, che non può essere sottaciuta l\`impressione che si ha che con l\`affievolirsi d! ell\`entusiasmo per l\`approvazione della nuova legge, sia diminuito a nche l\`interesse e la preoccupazione per tale fenomeno, quasi come se, la semplice approvazione abbia prodotto in modo demiurgico la scomparsa della condotta criminale. D\`altra parte, se la nuova normativa ha portato alla specializzazione di strutture repressive all\`interno di alcuni organi di polizia e maggiore attenzione da parte delle forze dell\`ordine in genere per il maltrattamento di animali, ciò non ha prodotto iniziative giudiziarie di rilievo, tranne nel caso dell\`inchiesta DDA di Reggio Calabria del 2004, per il contrasto ai combattimenti. In sintesi, il calo di interesse sociale per i combattimenti e di relativi riscontri giudiziari, può essere spiegato con l\`effetto deterrente della nuova normativa, con lo spostamento dell\`attenzione mediatica dai combattimenti al problema dei cani pericolosi, e con un minor attivismo degli organi investigativi che hanno calibrato la loro attenzioni verso altre condotte come il maltrattamento in genere, i canili e il busin! ess del traffico di cuccioli.
Restano zone privilegiate per l\`osservazione del fenomeno criminale alcune province d\`Italia, come le province di Napoli, Palermo, Caserta, Bari, Foggia, Ragusa, ma riteniamo non attendibili e grossolani alcuni allarmi relativi a presunte emergenze lanciati da associazioni locali che denunciano tratte di cani per i combattimenti e segnalazioni a iosa senza una adeguata verifica delle fonti e della credibilità dei fatti segnalati.
In questo contesto vanno inquadrate anche molte segnalazioni che riguardano il coinvolgimento di gruppi di nomadi nella gestione dei combattimenti e delle attività connesse, come furti di animali e allevamento di cani. Ancorché sia stato accertato in sede giudiziaria l\`interesse e il coinvolgimento di gruppi di nomadi nei vari traffici legati alla cinomachia e alla tratta di cuccioli, casi segnalati un po\` tutte le regioni, in particolare quelle della fascia adriatica, riteniamo pericolosa e forviante una g! enerica e sommaria criminalizzazione che relega a determinati gruppi e tnici la gestioni di tali attività. Le indagini svolte nel corso degli anni hanno fatto emergere una realtà molto composita nella quali confluiscono molteplici interessi e diverse tipologie di persone.





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